Una veduta aerea di Rovigo con il corso dell'Adigetto
i fiumi e rovigo

Il Naviglio Adigetto – La storia del corso d’acqua e di Rovigo

La nascita della città è indissolubilmente legata al corso del fiume che attraversava la città, il Naviglio Adigetto. Nasceva da un alveo abbandonato dell’Adige, esistente ben prima del Medioevo.

Già il castello, la cui costruzione è tracciata già dal 920, era stato costruito vicino una delle sue sponde (nella parte detta Adige Vecchio) ed era dotato, come da prassi, di ponti levatoi appositi. Il corso d’acqua congiungeva periferie e frazioni. Partiva da Badia Polesine ed arrivava fino ad Adria. Era affiancato da una strada, ombreggiata da platani e tigli. Su quelle rive, Rovigo era sorta ed aveva conosciuto il suo primo importante sviluppo. Si estendeva infatti una articolata rete fluviale che divideva la città. Fino a tutto il Cinquecento il Naviglio veniva assimilato all’Adige, cui è strettamente connesso, fino a diventarne, per un periodo, il ramo principale.

E’ stato fonte di vita e di storia, oltre che importante arteria dei traffici, che facevano di Rovigo una sorta di stazione di riferimento obbligato tra Ferrara e Venezia. Basti pensare che, nel Settecento , c’erano ben sei porti cittadini e lungo il suo corso si insediarono diverse attività artigianali, dalle concerie alle attività tessili.

La città com’era

Una parte del naviglio Adigetto che passava per Rovigo

Possiamo ritrovare, nelle innumerevoli fotografie e cartoline dei primi anni ’30 del Novecento l’aspetto caratteristico che l’Adigetto aveva fatto assumere alla città. Una sorta di canale urbano con case e cortili a specchiarsi nelle sue acque lente, donne che lavavano i panni e bimbi che giocavano chiassosi sulle rive. E la poesia dei parapetti e dei ponti, a inseguirsi fino alle periferie. Da Porta Po a Borgo Catena, la città si presentava piena di platani e magnolie, che spesso debordavano dai giardini. E poi stradine strette e piccoli sentieri giù dall’argine, con grandi orti chiusi da lunghi muretti.

I ponti erano quattro. Nel 1489, dove oggi c’è il Largo della Libertà c’era il ponte dei Cappuccini, che subì un rifacimento nel 1792. All’altezza della porta San Bortolo, fra i primi ad essere costruiti, c’era il ponte della Roda (ricostruito successivamente per due volte). Il ponte del Sale era chiamato così perché lì veniva messo in vendita il sale. Era già noto come Ponte di Mezzo e collegava la piazza grande coi quartieri di Santa Giustina e Santo Stefano. Sui pilastri erano presenti due bassorilievi in marmo (la Giustizia e la Madonna con Bambino e il vescovo Bellino) che oggi sono murati sulla facciata di una casa che sorge dove iniziava il ponte. Venne in seguito ricostruito con il nome di Ponte Nuovo, con l’intenzione di farne un ponte mobile per il passaggio delle imbarcazioni più grandi. Tuttavia il meccanismo non entrò mai in funzione.

C’era, infine, il ponte di San Giovanni che esisteva già nel 1400 addossato là dove si chiudevano le mura (come, dall’altra parte, il ponte della Roda). Fu ricostruito sotto forma di passerella pedonale nel 1851 e rinominato Ponte delle Zemelle.

Il cambio di identità

Il naviglio Adigetto era percorso da barche che quotidianamente trasportavano derrate alimentari, legname, ghiaia e materiale edilizio. Un paio di volte a settimana arrivavano anche da Chioggia a portare verdure fresche che in genere, terminavano dopo poche ore. La decisione di deviare il corso del Naviglio Adigetto dal centro storico alla periferia, nel 1938, cambiò l’identità di Rovigo in modo irreversibile. Gino Piva, ben sei anni prima, si era espresso in questo modo : “Ciò che cambierà inevitabilmente il destino di Rovigo sarà la deviazione dell’Adigetto. L’invio di questo pittoresco canale a fare da irrigatore in campagna”. E così è stato, perché quando nel dopoguerra il progetto venne portato a termine, si dovette provvedere al ripristino della toponomastica ed alla riqualificazione di quartieri che, senza il corso d’acqua, persero di importanza.

Oggi è possibile ammirarne alcuni tratti, mentre in città, le strade d’acqua, hanno irrimediabilmente lasciato il posto a strade di porfido e asfalto.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

Il Naviglio Adigetto – La storia del corso d’acqua e di Rovigo ultima modifica: 2017-11-21T12:58:00+00:00 da Alessandro Effe

Commenti

commenti

Il Naviglio Adigetto – La storia del corso d’acqua e di Rovigo
To Top