aglio bianco polesano ed il consorzio a sua tutela
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L’aglio bianco Polesano

Alimento principe nella nostra cucina, spesso criticato per il suo odore forte, pungente.

Ma la bruschetta, gli spaghetti con aglio olio e peperoncino e, ancora meglio, la supa de ajo (la minestra d’aglio), hanno in questo ingrediente la loro splendida magia.

La presenza dell’aglio in Polesine si fa addirittura risalire ai Romani, che con le loro opere di bonifica hanno fortemente modificato la conformazione idrogeologica dell’area.

Da allora, la coltura dell’aglio è descritta come una delle più diffuse dell’epoca, tanto che Virgilio stesso la ricorda nelle Georgiche.

Nelle pubblicazioni dell’Accademia dei Concordi si parla della produzione di aglio come attività di particolare rilevanza per la zona ed a metà Novecento esso era ormai considerato una vera e propria coltura industriale.

La produzione avviene con un ciclo di coltivazione annuale e prevede che l’aglio bianco polesano non possa tornare sul medesimo terreno prima di 3-4 anni.

I bulbi vengono sottoposti ad essiccazione naturale e durante il confezionamento intrecciati a mano con il loro stesso stelo o legati con spago o rafia.

Si presenta sotto forma di bulbi rotondeggiante con un colore bianco brillante senza nessuna striatura.

Il sapore è unico, con note meno pungenti ma più persistenti rispetto ad altre varietà ed una gradevole nota di erba tagliata unita ad un sapore dolce e fruttato.

Si conserva fino a 8-10 mesi se mantenuto in un luogo asciutto, fresco e ben areato.

Al naturale mantiene intatte tutte le sue caratteristiche organolettiche e le numerose proprietà benefiche, tipiche del prodotto in se.

L’aglio Bianco Polesano ed il marchio DOP

aglio bianco polesano in una cesta pronto per essere venduto

L’aglio bianco polesano, dopo un iter iniziato nel 2009, ottiene dalla comunità europea il marchio Dop, nel 2010.

Nello stesso anno si costituisce il consorzio di tutela che opera secondo le direttive ministeriali per promuovere la denominazione dell’aglio bianco polesano DOP.

Il consorzio è formato da 29 soci e da statuto è aperto ai soli produttori (che sono 25) e confezionatori (4) del prodotto.

A noi non rimane che consigliarvi di acquistare il prodotto, e magari assaggiarlo al forno, semplicemente con olio d’oliva, timo, sale e pepe.

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

L’aglio bianco Polesano ultima modifica: 2017-11-02T16:18:25+00:00 da Alessandro Effe

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