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Argia Castiglioni Vitalis, poetessa da riscoprire

Ci sono due lapidi ed una via a Rovigo.

In quella posta in Accademia dei Concordi c’è scritto che è stata “canto accorato” della città, l’altra è al cimitero ebraico con la dicitura “poetessa e scrittrice”, la via invece le è stata intitolata il 15 marzo del 1954, con la seguente motivazione “Rodigina benefattrice”.

Stiamo parlando di Argia Castiglioni Vitalis, nata a Rovigo nel 1855 (alcune fonti riportano il 1854), in una famiglia ebrea che risiedeva in via Miani (all’’epoca via Grande San Bortolo), dove il padre gestiva un negozio. Di estrazione borghese, cresce affinata nei modi e nel modo di presentarsi. Com’era costume dell’epoca la sua femminilità è comunque dimessa, non curata, quasi impersonale.

E sarà l’esatta descrizione delle figure femminili che popoleranno i suoi scritti. Argia Castiglioni Vitalis seppe comunque distinguersi come presenza vitale in città, a partire dal forte coinvolgimento patriottico. Temi a lei cari e molto avanti per l’epoca furono anche : l’impatto umanitario negli aspetti della vita civile, il decoro, la sofferenza ed il forte senso di responsabilità. Tutti molto vicini alla cultura ebraica.

Il suo impegno si manifestò, ovviamente, con molta forza, attraverso la scrittura. Nel 1890 per il Corriere del Polesine (appena nato) scrisse il romanzo a puntate “Il Fantasma della Rotonda”. Il tema centrale del romanzo è la violenza su una giovane ragazza che vede spezzarsi i propri sogni. La vendetta diverrà unica ragione di vita. Tra gli altri temi trattati troviamo : il problema della migrazione, l’attenzione per gli adolescenti e soprattutto il grande sostegno al movimento femminile.

Il patriottismo ed il sostegno ai carbonari polesani

Fu ardente patriota e sostenne le lotte carbonare, invitando accoratamente i giovani polesani a fare altrettanto. Scrive, in tal senso, l’opera “I Carbonari del Polesine e l’insidia di una festa”, che è ispirata ai tragici fatti di San Martino, a Fratta Polesine (durante il banchetto, organizzato per la festa dai carbonari polesani, in nome dell’Italia unita, gli stessi vennero scoperti dagli Austriaci che con una dura repressione li condussero nelle carceri veneziane e, successivamente, nel famigerato Spielberg).

Molto attiva anche nel sociale, si ricordano due raccolte fondi a favore del Comitato di Assistenza Civile di Rovigo ed a sostegno del Comitato “Pro Mutilati”, oltre al cospicuo lascito testamentario di 20 mila lire che Argia Castiglioni Vitalis lasciò (nell’agosto del 1933) a favore dell’Accademia dei Concordi di cui era stata presidente.

ROSAJO MORTO

Ho atteso invan le profumate rose:
morto è il rosajo, il rosajo gentile.
A le radici perfido, le ròse
un bruco vile.

Vennero indarno aprile e maggio. I morti
ahi! non ridestan miti aure tepenti.
I vili bruchi son spesso i più forti:
limano lenti.

Io, con tristezza, contemplai le fronde
aride, ignude, senza umor vitale.
Così talor ne l’uman cor s’asconde
bruco fatale

che le speranze e le dolcezze uccide,
e de la vita i tessuti disperde…
Morto è il rosajo. Ei più di fior non ride
né più rinverde.

(Da “Non invano”)

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

Argia Castiglioni Vitalis, poetessa da riscoprire ultima modifica: 2017-11-14T19:00:45+00:00 da Alessandro Effe

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