Villa Nani Mocenigo dove andò a vivere la contessa triste
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La Contessa Triste – La leggenda di Nani e della stria

C’era una volta una strega. Potremmo cominciare così la nostra storia. Anzi, la strega viene dalla Spagna, e quindi andrebbe chiamata bruja. Ma siamo in Polesine, a Canda per la precisione, ed allora è giusto che le cose abbiano un nome più corretto. Per cui, la bruja diventa “la stria”, la strega appunto. E che storia sarebbe se non ci fossero dei nobili e un castello? No, aspettate, non c’è il castello, ma la splendida dimora di Villa Nani Mocenigo, che va bene lo stesso.

La realizzazione della villa è ad opera dell’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi (allievo del Palladio, anche se c’è chi attribuisce la villa al Longhena). Iniziò i lavori nel 1580 e li terminò quattro anni dopo. Si accede al piano nobile da due scalinate con al centro un pronao sorretto da quattro colonne corinzie. La villa è circondata da uno splendido parco che custodisce numerose statue in pietra dei colli Berici in buono stato di conservazione.

Ma stiamo divagando, dicevamo della stria. Che altri non è che l’accompagnatrice spagnola della contessa Nani. La villa, come abbiamo scritto, fu finita nel 1584, nel 1600 la contessa viene lasciata dal suo amato. Si dispera, si lascia andare a momenti di tristezza così profondi e lunghi che tutti pensano sia impazzita. A prendere in mano la situazione ci pensa Giovanni, il fratello, che le ordina di trasferirsi a Canda per ritrovare la pace e la felicità perduta.

La contessa a Canda

Villa Nani Mocenigo dove andò a vivere la contessa triste

La contessa Nani si porta dietro la bruja, ma anche se in un luogo nuovo, il suo dolore sembra non avere fine. Finché un giorno, come per magia, ritorna ad essere allegra ed inizia voler riprendere contatto con le persone e con la vita mondana. La contessa è bella, molto, e non sono pochi gli uomini che perdono la testa per lei. Succede però che iniziano a manifestarsi strane sparizioni, soprattutto tra gli uomini che per la contessa hanno perso la testa. Si vocifera che lei non abbia problemi a regalare una notte d’amore all’innamorato di turno, peccato che questi, poi, non venga più visto far ritorno a casa.

Il segreto sembra venire a galla quando, un giorno che la contessa e la stria sono in paese, le due vengono sorprese a chiacchierare con il fabbro chiedendo la realizzazione di decine di rasoi. Ed è appunto da lì che il popolo comincia a mormorare. Si dice infatti che i poveri malcapitati, dopo la notte d’amore con la contessa, finiscano sfilettati nel canal Bianco, proprio con i rasoi che le due donne hanno ordinato al fabbro.

L’altra versione parlava di un pozzo con lame taglienti dove gli amanti della contessa finivano per essere gettati dopo l’atto amoroso. Di certo c’è che, d’un tratto, le due donne scomparvero, e se ne persero le tracce. Si dice, in paese, che abbiano fatto la stessa fine dei poveretti che avevano vessato.

Come potete notare, non vissero tutti felici e contenti ma noi vi consigliamo di andare comunque a visitare la splendida Villa. Ne vale la pena.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

La Contessa Triste – La leggenda di Nani e della stria ultima modifica: 2017-11-23T12:30:08+00:00 da Alessandro Effe

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