Crostoli
curiositá

I crostoli – Tradizioni e ricette rodigine del dolce di Carnevale

A Carnevale ogni scherzo vale!
E sapete perché?
I detti non nascono dal nulla, ma dal passato, dalla storia. Un tempo, il periodo del Carnevale segnava la festa che precedeva il ritorno alla vita della terra con l’arrivo della Primavera. Per cui l’allegria era un mezzo per sconfiggere la morte. Veloce e chiaro il collegamento con il detto.
Ad ogni modo, è la festa che inizia il 6 Gennaio, Epifania, e termina il giorno prima dell’inizio della Quaresima. Questo è il periodo in cui la Chiesa predica il digiuno come penitenza e preparazione alla festa della Pasqua.
Per alcuni la parola deriva dal latino “carnes levar” ossia allude al digiuno che segue tale periodo. Per altri invece deriva da “car navalis” cioè il rito di portare una nave su di un carro durante la processione!
Sempre in questo periodo nasce il famoso modo di dire “scherzi da prete”. Conoscete il motivo? Per rallegrare e rendere più partecipi i credenti durante l’omelia, i preti usavano fare scherzi per farli ridere o lanciare dolcetti. Era tutto in funzione di addolcirli prima della Quaresima.
Siete a conoscenza di come nacquero invece i carri allegorici? Una volta, quando i generali tornavano a Roma dopo aver vinto delle battaglie, spettava loro il giro del trionfo. Ovvero un corteo cittadino delle truppe con a capo il trionfatore per poter essere osannati dal popolo. Allo stesso modo nascono i trionfi ossia le sfilate di carri addobbati, assieme a persone travestite e con canti popolari, risate, scherzi e tanto sano divertimento. D’altronde nel Medioevo, durante il Carnevale, i ricchi si vestivano da poveri, i poveri da ricchi, gli uomini da donne e le donne da uomini. Tutto era concesso.
Il clima è decisamente di carattere giocoso anche nel Carnevale di oggi. È la festa che solitamente i bambini adorano maggiormente, per via dei dolcetti di cui ci si può “abboffare” incessantemente senza nutrire forma di pentimento. O sentire i continui richiami di mamma che li obbliga a una dieta sana ed equilibrata.
Ricordo benissimo “i crostoli” di mia nonna Teresa. Si scioglievano letteralmente in bocca. “I cappelletti” di mia nonna Nilde ripieni di crema o mostarda erano un evento pazzesco, che aspettavo davvero con la bava alla bocca. Ma mica solo io ehhh.
Entrambe le mie nonne ne facevano in quantità industriale. Sembrava sempre dovessero sfamare reggimenti interi. E volete sapere la cosa buffa? Duravano sempre un attimo. Il tempo di dire “zot” ed erano già spariti tutti. Se non stavi attento e ti distraevi, rischiavi di leccare solo le briciole.
Mia mamma invece era la regina incontrastata delle frittelle, dei favetti e, udite,udite, della crema fritta.
Ci sono sapori, profumi, immagini che non potranno più tornare nella mia vita. Quello dei crostoli, per me, è un tempo finito. Per quanto mi sforzi di replicare le loro ricette, quella magia non riesco a farla tornare. Credo fosse la magia dell’attesa. Nostalgia canaglia la mia. L’attesa rende tutto più spettacolare ad ogni bambino. Attendevo che papà tornasse a casa con quel bellissimo e infinito vassoio di dolci. Lo zucchero a velo era il protagonista assoluto. Te lo ritrovavi ovunque. Mani, vestiti, bocca, capelli. Tutto diventava appiccicoso. Ti crescevano sul viso dei meravigliosi baffi bianchi. Che meraviglia. Al sol pensiero mi torna l’acquolina.
Vietato comprarli. Una volta era così. Almeno a casa nostra era così. Se andavi in pasticceria ad ordinarli, eri considerato uno che di tradizioni non capiva nulla. Il bello era proprio farli. A comprarli erano capaci tutti. Ma farli seguendo le dosi e il giusto procedimento, quella era la vera sfida.

La Ricetta

Crostoli

Ho deciso quindi di regalarvi la ricetta dei crostoli della nonna Teresa! Magari con queste delizie, anche voi regalerete magia.
INGREDIENTI:
Farina 240gr;
Burro 20gr;
Zucchero in polvere 20gr;
Uova 2;
Acquavite 1 cucchiaio;
Sale un pizzico.
PROCEDIMENTO:
Unite tutti gli ingredienti, facendo una pasta piuttosto soda da lasciare riposare per un’ora circa.
Una volta trascorso il tempo, tirate la pasta con il mattarello se siete particolarmente bravi. Altrimenti usate la classica macchinetta manuale o motorizzata. Scegliete voi lo spessore che intendete ottenere. Io li prediligo sottili. Dopo aver steso la pasta, tagliatela in diagonale ottenendo tanti romboidi. Praticate nel mezzo due piccole incisioni, oppure piegateli in due in modo da ottenere una sorta di “farfalla”.
Ora è il tempo di friggerli! Meglio lo strutto oppure potete usare l’olio di semi. Ricordatevi che prima di immergere i crostoli, è importante che strutto o olio siano ben caldi. Ma senza bruciare.
Una volta che sono leggermente dorati, vanno messi su carta assorbente e cosparsi immediatamente di zucchero a velo!
Buona magia a tutti!
Foto: Buttalapasta, Tasteobsession
Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

I crostoli – Tradizioni e ricette rodigine del dolce di Carnevale ultima modifica: 2018-01-15T12:11:12+00:00 da Sibilla Zambon

Commenti

commenti

I crostoli – Tradizioni e ricette rodigine del dolce di Carnevale
To Top