Persecuzione Anabattista in Svizzera
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Il movimento Anabattista – Le figure di spicco in Polesine e Rovigo

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Il movimento anabattista nacque in seno alla riforma protestante che iniziò nel nord dell’Europa. Conosciuti anche come “Fratelli in Cristo”, il termine “anabattista” lo coniano gli oppositori. Secondo molti, il movimento sarebbe collegati ai cosidetti “Profeti di Zwickau” ed a Thomas Munster. Tra le tante differenze con la dottrina cattolica vi era il ripudio del battesimo ai neonati.

Essi consideravano infatti tale rito, imposto ad individui non in grado di decidere autonomamente, nullo. Era prassi comune il ri-battesimo, il rito con il quale gli anabattisti ribattezzavano gli individui in età adulta. Essi predicavano fondamentalmente una chiesa senza clero, aderente alle scritture e con una forte concezione di non violenza.

Il movimento muove i primi passi a Zurigo intorno al 1520. Viene da subito osteggiato tanto che nel 1525 il consiglio cantonale della città emanò due decreti che condannavano il rifiuto al battesimo per i neonati. Gli anabattisti non si adeguarono al decreto e continuarono la loro opera di evangelizzazione tanto da partecipare a rivolte che sfociarono nel sangue.

In terra Veneta il movimento entra quasi contemporaneamente alla sua nascita, portato da commercianti e viaggiatori che ben presto si trasformano in comunità. Soprattutto a Verona, Venezia, Vicenza, Asolo e Treviso. Nel 1550 si tenne addirittura il Sinodo Veneziano Anabattista da cui scaturirono linee di pensiero molto forti e radicali : la negazione della natura divina del Cristo, il rifiuto di alcuni passi delle Sacre Scritture, il rifiuto del battesimo ai neonati.

Questo movimento si incastra col periodo storico legato alla presenza della sede inquisitoriale in città. Precisamente presso il convento dei francescani a Rovigo (che controllavano anche il tribunale) e che porterà la città, fino alla fine del secolo, ad una dura e cruenta repressione.

L’anabattismo in Polesine : la figura di Benedetto D’Asolo

Persecuzione e tortura al credente anabattista

Proprio in Polesine, il movimento prende forma grazie proprio ad uno dei promotori del Sinodo Veneziano, Benedetto dal Borgo, notaio d’Asolo, detto appunto, Benedetto d’Asolo. Egli, indotto ad abbandonare la sua città proprio a causa delle sue idee e si trasferisce a Rovigo dove inizia fin da subito la sua predicazione, anche in pubblico.

Viene ospitato da Giovanni Maria Beato e ne ribattezza tutta la famiglia invitandola a bruciare tutte le immagini sacre presenti in casa. Diviene intimo amico di Francesco della Sega, Girolamo Venezze, Benedetto Picenini e Domenico Mazzarelli (alcune di queste figure le tratteremo con articoli a parte) coi quali si ritrova spesso per discutere del proselitismo anabattista, proprio in casa del Beato.

Benedetto d’Asolo viene denunciato ed arrestato nel febbraio del 1551. Interrogato dal tribunale dell’inquisizione rodigina (uno dei più cruenti in assoluto in quel periodo), nonostante minacce e torture rifiuta di abiurare la propria fede e di rivelare i nomi dei compagni di fede. Viene condannato a morte e giustiziato nel marzo dello stesso anno.

Stessa sorte, ma con finale diverso, tocca a Giovanni Maria Beato, arrestato insieme alla moglie ed alla madre (facevano tutti parte del gruppo anabattista rodigino), si sottrae alla morte abiurando quella dottrina.

Abbiamo raccolto diverse altre testimonianze di quel periodo, ve le racconteremo tutte.

Fonti: S. Malavasi, Tra il diavolo e l’acquasanta.

Foto, fonte: Anabattismo, Viaggio in Germania

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

Il movimento Anabattista – Le figure di spicco in Polesine e Rovigo ultima modifica: 2017-12-30T17:44:57+00:00 da Alessandro Effe

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