Chiarastella
noi rodigini

La Chiarastella – La tradizione rodigina del Natale

Non c’è Natale senza la Chiarastella!
Fa proprio parte della nostra tradizione.
Una bellissima stella, la stella dei Magi, sorretta da un bastone di legno e spesso illuminata, seguita da ragazzi che cantano canzoni popolari di carattere religioso, passando casa per casa ad augurare serene feste.
Purtroppo questa fantastica usanza si è persa un pochino nel tempo, anche se ultimamente si sta tentando di recuperarla.
Negli anni che furono, spesso si incontravano per le strade di Rovigo orde di ragazzini, che si aggiravano per la città, suonando tutti i campanelli per ottenere, in cambio di una bellissima esibizione, qualche spicciolo da dividere fra di loro o qualche dolcetto. Portavano una ventata di allegria e non si poteva considerare iniziato il Natale senza aver sentito almeno un paio di canti.
Certo, alcuni non si potevano proprio ascoltare date le eccezionali stonature dette anche “stecche”, ma nel complesso era un momento atteso da molti.
Soprattutto dagli anziani, magari soli, che potevano così scambiare alcune parole, sentirsi ancora importanti, ricevere una ventata di sana allegria.
Partecipare ad una Chiarastella, significava ridere a crepa pelle dall’inizio alla fine!
E chi vi ha partecipato, sa bene di cosa parlo.
Grazie a questa tradizione, i giovani si avvicinavano alla musica in qualche modo. Spesso venivano accompagnati da una chitarra o da altri strumenti come la zampogna.
Ad ogni modo, tramite questi canti, si è trasmesso oralmente e diffuso il mistero dell’Incarnazione.
La Chiarastella ha origini antichissime, pare addirittura pre-cristiane. In seguito è stata trasformata e riadattata al Cristianesimo.
In dialetto si dice “Ciara stea”.
Erano i mendicanti e i poveri a servirsene, per poter chiedere la carità di qualche tozzo di pane o qualche moneta, in modo da sopravvivere al freddo dell’inverno.
Oggi rappresenta invece il viaggio di Maria e Giuseppe verso Gerusalemme, per la nascita del bambin Gesù.
Voglio regalarvi un paio di canzoni in dialetto, che forse qualcuno di voi avrà il piacere di ricordare.
Chiarastella

La filastroccca della Chiarastella

“Ciara Stea”
Semo qua co ‘na gran stela
par ‘dorare Maria e Gesù.
I pastori fasea alegria
che è nato il Redentor.
El s’è nato en una stala
Tra el bue e l’asinel!
Poverina la sua mama,
non sapeva che cosa far.
E la si leva el velo di testa
per coprire el Celeste Bambin.
Noi cantiamo la pastorela
la cantiamo con alegro cuor.
Una volta ottenuta la ricompensa, solitamente si intonavano queste ultime note per ringraziare:
E noi la ringraziemo tanto
de la carità ben fata,
e che siamo a fin del canto,
e che andiamo via.
Andiamo via con il Signore
e con Maria.
Foto, fonte: amando.it, il giornale
Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

La Chiarastella – La tradizione rodigina del Natale ultima modifica: 2017-12-23T17:29:57+00:00 da Sibilla Zambon

Commenti

La Chiarastella – La tradizione rodigina del Natale
To Top