Epifania
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L’Epifania in Polesine – Il rito contadino del “brusa la vecia”

Il rito dell’Epifania era e resta una delle tradizioni contadine più seguite nel Polesine. Ha origini antichissime che ricordano decisamente i roghi appiccati per bruciare le streghe. Nel Polesine, la sera della Vigilia dell’Epifania, orde di ragazzini inseguivano il fantoccio di una Befana, facendo forti rumori con campanacci o arnesi da cucina, raccogliendo velocemente paglia, ramoscelli è tutto quello che potevano usare per fare un enorme faló.

Urlavano a squarcia gola: “Brusa la vecia” e dalle faville che faceva il fuoco, si usava fare pronostici per il raccolto futuro. Aveva un carattere propiziatorio che negli anni andò sempre più delineandosi.

La Befana era considerata cattiva, maligna e spesso, mentre bruciava, comparivano degli uomini travestiti da vecchie che spaventavano i partecipanti minacciandoli. Si crede potessero rappresentare i morti che ritornavano a disturbare i vivi.

Il fuoco propiziatorio

Epifania, il rito del brusa la vecia

Questo fuoco serviva dunque ad allontanare il maligno. Sia dai campi coltivati che dalle case dei contadini prima dell’arrivo della Primavera, in modo da ottenere un ottimo raccolto. È decisamente una festa ben diversa da come viene accolta oggi.

Fu la Chiesa ad attribuirgli questo valore nel tentativo di eliminare le sue origini pagane risalenti ai tempi dell’Impero Romano in cui la Befana veniva identificata con Diana, dea della caccia e si festeggiava la morte e la rinascita della natura.

Non aveva l’aspetto brutto e da vecchia in cui la Chiesa la condannó per combattere questi riti pagani. Fu sempre la Chiesa a darle, in seguito, un’immagine più bonaria collegata ai Re Magi. Infatti si presume che questi chiesero aiuto ad una donna nel deserto, perché non riuscivano a trovare la capanna di Gesù!

Ma lei si rifiutò di aiutarli e seguirli, pentendosi nell’immediato di questa sua scelta così perentoria e preparó quindi una cesta piena di dolci da consegnare ai Re. Non riuscì a trovarli da nessuna parte e distribuì i dolci ai piccoli presenti in tutte le case a cui si fermava durante la sua sfrenata ricerca.

Ecco come nasce la tradizione di appendere una calza. Semplicemente dal desiderio di avere sempre più prelibatezze. Infatti i bambini inizialmente lasciavano scarpe e calze fuori dalla porta cosicché lei potesse cambiarle durante la sua ricerca scambiandole per qualche dolce.

Buona Epifania a tutti!

Foto: Vvox, Eventi

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

L’Epifania in Polesine – Il rito contadino del “brusa la vecia” ultima modifica: 2018-01-06T10:34:21+00:00 da Sibilla Zambon

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