I forti austriaci a Rovigo
curiositá

Le fortificazioni austriache a Rovigo – Le linee di confine

Lo sapevate che Rovigo era circondata dai Forti? Siamo alle terza guerra d’indipendenza italiana. Regno d’Italia VS Impero austriaco, guerra che durò dal 20 giugno 1866 al 12 agosto 1866. L’Italia decise di spalleggiare la Prussia per eliminare l’Austria. Ci fu anche un trattato che sanciva proprio l’alleanza italo-prussiana.

In questo periodo storico, il Veneto faceva parte dell’Impero austriaco. Al tempo Rovigo era attraversata dall’Adigetto e, proprio come oggi, si trovava tra Adige e Canalbianco mentre a sud c’era il Po. Insomma siamo sempre stati circondati d’acqua e il generale austriaco dell’epoca, qualche anno prima dell’inizio di questa guerra, valutava seriamente l’idea di allagare tutto il Polesine come stratagemma difensivo.

I Turmfort

Ma non solo, decise di fortificare la nostra città, in considerazione del fatto che c’erano mura bastionate e un castello, seppur decisamente rovinate. Dopo attente analisi tramite esperti progettisti del tempo, decisero di costruire quattro forti tra il 1862 e il 1863 in preparazione alla guerra. La struttura utilizzata era quella “Turmfort” cioè del forte a torre piramidale con base circolare di tre piani, ovviamente circondato da fossato.

L’assetto militare difensivo prendeva forma, anche se una torre (quella di Boara) riscontrava qualche difficoltà nella costruzione dovuta alla composizione del terreno e quindi vennero fatte delle simulazioni di attacco per capire se avrebbe retto in guerra. Le torri erano lontane le une dalle altre, per cui era chiaro che non si poteva pensare di riuscire a coprire in modo sicuro e certo tutte le zone.

Le quattro Torri

Ecco che vennero costruite tra di esse, altre quattro opere in modo da coprire il territorio in modo più proficuo. L’assetto era il seguente:

TORRE DI BOARA
Opera intermedia Ceresolo, sullo scolo
TORRE DI SARZANO
Opera intermedia di Rosada
TORRE DI BORSEA
Opera intermedia Tassina
TORRE DI ROVERDICRE’
Opera intermedia sullo scolo Resinella.

Ovviamente prepararono una batteria sul ponte ferroviario che avrebbe attraversato l’Adige ad ulteriore copertura al momento del bisogno. Proprio sull’Adige vennero spianati gli argini in modo da ottenere una maggior visuale e un utilizzo più proficuo dei cannoni. In realtà questo spianamento risultò pure essere pericoloso perchè l’acqua poteva fuoriuscire.

Questa sorta di quadrilatero formato attorno a Rovigo era una tipologia sfruttata già da altre città ed era proprio il famoso Quadrilatero difensivo austriaco i cui vertici erano: Legnago-Mantova-Peschiera-Verona.

Ad ogni modo, le torri non vennero mai utilizzate perchè, ad un certo punto, le truppe austriache ripiegarono verso Stanghella e l’8 Luglio del 1866 l’Impero Austriaco ordinò la distruzione dei quattro forti. Rovigo infatti era al di fuori del Quadrilatero vero e proprio ed era di facile conquista in realtà. Data la delicata situazione di quei giorni, un’ulteriore sconfitta austriaca avrebbe demolito il morale dell’esercito dell’Impero e sarebbe stata molto difficile da gestire.

La demolizione dei forti

Il 9 Luglio 1866 alle 10 di sera, i forti vennero fatti saltare in aria con un immenso quantitativo di esplosivo, tanto che il rumore assordante fu udito fino a Ferrara. Erano state prese tutte le precauzioni necessarie affinchè non ci fossero vittime. Il 10 Luglio 1866, alle 3 della mattina, partirono da Stanghella tre treni con tutte le persone in fuga da Rovigo.

Il palazzo della Gran Guardia a Rovigo

La città era devastata e molto probabilmente gli abitanti hanno utilizzato il materiale che trovavano in giro delle rovine delle torri per ricostruire case, edifici, stalle. Restano due testimonianze importanti della presenza degli austriaci: il palazzo della Gran Guardia che era la caserma per il corpo di guardia e la scritta sotto il timpano di Palazzo Montalti che ricorda che quell’edificio era la gendarmeria austriaca.

Dei forti nessuna traccia evidente se non l’impronta delle torri di Sarzano e di Roverdicrè e qualche reperto ritrovato e conservato dai contadini o dai proprietari delle terre circostanti a queste opere fantasma. Restano a testimoniare la loro esistenza numerosi documenti scritti.

 

Foto fonte : Wikipedia, Juzaphoto

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Le fortificazioni austriache a Rovigo – Le linee di confine ultima modifica: 2017-12-20T17:15:56+00:00 da Sibilla Zambon

Commenti

Le fortificazioni austriache a Rovigo – Le linee di confine
To Top