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I piatti di Natale, pranzi, cene e tradizione

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Il Natale è decisamente alle porte, lo si percepisce dall’atmosfera frenetica di chi è ancora in giro per i regali dell’ultimo minuto e soprattutto dai volti festosi dei bambini che aspettano, sognanti, l’arrivo di Babbo Natale. Ci saranno notti insonni e orecchie tese per aspettare il vecchietto più simpatico di sempre con i capelli e la barba bianca e le proverbiali renne. Ognuna con il proprio nome. Per i più grandi è tempo di pranzi, cene e aperitivi quasi senza sosta. Insomma, per noi è tempo di pasti coraggiosi e sfide alla bilancia. Ovviamente con bicchieri di grappa a fine pasto per poter sperare di digerire al meglio quello che si è mangiato. Come che sia, noi ci auguriamo che possiate passare delle splendide feste, attorniati dalle persone a cui tenete di più.

I piatti di Natale

Qualsiasi cosa ci sia sul tavolo, infatti, la cosa più importante è quella di ritrovarsi, di avere calore umano attorno a se e cercare di tener fede ai tanti buoni propositi per l’anno che verrà. Buoni propositi che non possono, ovviamente, includere l’essere moderati in tavola. In questi mesi, da questo luogo virtuale, vi abbiamo parlato tante e tante volte di ricette e prodotti tipici che fanno ancora più bello Rovigo ed il Polesine. Dall’anatra alle cozze, dalle vongole all’insalata. Passando ovviamente per i tantissimi piatti che ogni giorno rallegrano le nostre tavole e sono simbolo di memoria e tradizione. Dal latteruolo agli gnocchi con zucchero e cannella. Dalle seppie coi piselli ai bisatti fritti.

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Si sà, i gusti son gusti e non si può piacere a tutti. Vale anche per il Natale e per le tradizioni. Ad esempio in Valle D’Aosta per le feste di Natale è di tradizione la carbonade: carne di manzo cotta nel vino rosso. E se ci spostiamo un po’ e andiamo in Piemonte, troviamo i bolliti misti. Qualche km più ad est e siamo in Lombardia dove, a sorpresa, troviamo l’anguilla cotta al cartoccio. Nel Lazio non mancano gli spaghetti con le alici mentre in Campania gli struffoli (dolce al miele) la fanno da padrone. La Calabria fa sfoggio di salumi e mette in tavola soppressate, capicolli e pancette. Ovunque (o quasi) non mancano i tortellini in brodo. E il Polesine non fa eccezione.

I tortellini

Il brodo può essere di manzo, di cappone o addirittura di “terza” (fatto cioè con tre pezzi diversi di carne). La scelta è ardua e molto varia. Da famiglia a famiglia varia anche la preparazione del ripieno di carne. C’è chi usa solo carne, chi pollo, chi mette il pepe nero chi la noce moscata. L’impasto classico però è uguale per tutti, ve lo proponiamo nella versione con carne di maiale, di vitello e l’aggiunta di mortadella e prosciutto crudo.
Ingredienti:
Per la pasta all’uovo:
– 4 uova;
– 400 gr di farina;
Per il ripieno:
– 80 gr di carne trita di maiale;
– 80 gr di carne trita di vitello;
– 50 gr di mortadella;
– 50 gr di prosciutto crudo;
– 200 gr di parmigiano reggiano grattuggiato;
– 1 uova;
– sale e pepe;
– noce moscata;

Preparazione

Per prima cosa prepariamo l’impasto di pasta fresca. Rompiamo le uova in una ciotola e aggiungiamo la farina. Mescoliamo con una forchetta e poi direttamente con le mani. L’impasto sarà pronto quando sarà liscio ed omogeneo. Lo avvolgeremo poi nella pellicola e lo faremo riposare per un paio d’ore. Mentre l’impasto riposa prepariamo il ripieno. Rosoliamo i tipi di carne in una padella con un cucchiaio d’olio. Poi mettiamo la carne cotta nel mixer aggiungendoci gli altri ingredienti. Tritiamo per ottenere un impasto omogeneo. Quando la pasta è pronta la stendiamo. Con una macchina o con un mattarello. L’importante sarà avere sfoglie sottili. Ritagliamo dei quadrati di circa 4 centimetri per lato.

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Posizioniamo al centro di dei quadrati la giusta dose di ripieno. Aiutiamoci con un cucchiaino. Adesso la fase delicata della chiusura. Pieghiamo in due il quadrato, in modo da formare un triangolo, per chiudere al meglio inumidiamo la pasta agli angoli. Mettiamo il triangolo sul dito indice con la base rivolta verso la punta del dito. Ripieghiamo gli angoli esterni in modo che avvolgano il dito e inumidiamoli leggermente. Estraiamo con delicatezza il tortellino e pieghiamo verso l’esterno l’ultimo angolo. Ad operazione finita potremo, finalmente, mangiarli con l’ottimo brodo. Buon appetito e buone feste a tutti.pieghiamo verso l’esternoPosizioniamo al centro di dei quadrati la giusta dose di ripieno. Aiutiamoci con un cucchiaino. Adesso la fase delicata della chiusura. Pieghiamo in due il quadrato, in modo da formare un triangolo, per chiudere al meglio inumidiamo la pasta agli angoli. Mettiamo il triangolo sul dito indice con la base rivolta verso la punta del dito. Ripieghiamo gli angoli esterni in modo che avvolgano il dito e inumidiamoli leggermente. Estraiamo con delicatezza il tortellino e pieghiamo verso l’esterno l’ultimo angolo. Ad operazione finita potremo, finalmente, mangiarli con l’ottimo brodo. Buon appetito e buone feste a tutti.

Fonte: Leitv. Foto di copertina: “Look at the craftsmanship” by ImipolexG is licensed under CC BY-NC-SA 2.0 

I piatti di Natale, pranzi, cene e tradizione ultima modifica: 2019-12-23T09:14:10+01:00 da Alessandro Effe
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