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I prestigiosi dipinti della Pinacoteca e del Seminario Vescovile

Uno dei prestigiosi dipinti della Pinacoteca Accademia dei Concordi
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Abbiamo avuto modo di parlare, qualche giorno fa della nascita e dell’inizio della raccolta di quadreria che poi sarebbe finita a comporre il patrimonio inestimabile della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile. Uno degli elementi scatenanti è stato senza dubbio il grande lascito del conte Giovanni Francesco Casalini, riconosciuto come uno dei più importanti collezionisti d’arte a Rovigo. Ed è proprio con l’acquisizione della sua collezione che l’Accademia acquista la grandissima importanza e la porta alla meticolosa preparazione di una pinacoteca.

I conti Silvestri

Sulla stessa lunghezza d’onda del Casalini si posizionano i conti Silvestri che, fra i grandi collezionisti cittadini, superarono tutti per erudizione e varietà delle raccolte. Di comune accordo infatti, i fratelli Pietro e Girolamo, nel loro testamento, lasciano in comproprietà indivisibile duecento quadri e la loro raccolta archeologica all’Accademia dei Concordi ed al Seminario Vescovile. Alla morte di Pietro, avvenuta nel 1877, un sorteggio decise il destino dei quadri. Quelli dispari in Accademia e quelli pari al Seminario. Nel 1982 questa raccolta si riunisce ed i quadri del Seminario confluiscono in quelli dell’Accademia. La collezione dei Silvestri si ricostruisce e si va ad aggiungere ad altre generose donazioni che sono continuate nel tempo.

Fra i capolavori che si possono ammirare in Pinacoteca (dal 2005 trasferita presso il prestigioso Palazzo Roverella) troviamo la Madonna con Bambino ed il Cristo portacroce di Giovanni Bellini, l’Incoronazione della Vergine di Nicolò di Pietro, Santa Lucia con sei storie della sua vita di Quirizio da Murano. Vi è poi il Tiepolo. Da molti considerato l’ultimo grande pittore veneziano di affreschi del periodo Barocco. Il “Ritratto di Antonio Riccobono” è sicuramente una tra le opere più famose custodite all’interno dell’Accademia dei Concordi. Ebbene l’opera è stata un pò in Europa e fino al 21 gennaio 2019 è possibile ammirarla presso il Grand Palais a Parigi.

Alcune altre opere

Un dipinto del Santacroce custodito presso la pinacoteca

Tra le altre opere di spicco senza dubbio la Vanitas di Jan Gossaert, meglio noto come Mabuse. Raffigurazione allegorica femminile. Forse una rielaborazione di un’antica Venere romana ripresa nell’atto di guardarsi allo specchio. La nostra Vanitas fino al 29 gennaio 2019 sarà al Getty Center a Los Angeles. Poi, dal 28 febbraio al 2 giungo 2019 alla Royal Academy of Art di Londra. Tra gli altri dipinti, che appartengono al Seminario troviamo : Suonatrice di liuto, attribuita a Bartolomeo Veneto, Testa di dama di Andrea Vicentino ed un San Giovanni Battista di Giambattista Piazzetta.

Altri e meravigliosi i quadri da ammirare. Una collezione che travalica il territorio del Veneto e quello nazionale e che, ovviamente non può prescindere da una valutazione d’insieme che comprende, senza alcun dubbio, anche i numerosi reperti archeologici e i preziosi manoscritti, dalla Bibbia Istoriata Padovana a La confutazione del Cristianesimo (scritto dal rabbino Giuseppe Albo).

 

Foto e Fonti: Studio esseci, Sergio Garbato, Rovigo i luoghi ed il tempo, Palazzo Roverella.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

I prestigiosi dipinti della Pinacoteca e del Seminario Vescovile ultima modifica: 2019-01-15T09:58:56+00:00 da Alessandro Effe

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