Itinerari Luoghi di interesse Tradizioni

Il mulino Al Pizzon – L’identità del luogo fra innovazione e recupero della tradizione

Mulino Al Pizzon

Alla periferia di Fratta Polesine, a pochi passi dalla sponda sinistra del Canalbianco, sorge il mulino Al Pizzon. Il suo nome deriva dalla località (Pizzon, appunto) a sud dell’abitato di Fratta dove confluiscono le acque del canale Scortico e quelle del Canalbianco. Si tratta di un modello di archeologia industriale, oggi trasformato in museo, e costituisce un bell’esempio di recupero e valorizzazione di una testimonianza antropologica, di tutela di un bene culturale che connota l’identità del luogo.

Un’architettura particolare

Il sito del Pizzon è l’unico esemplare di mulino terragno nella provincia di Rovigo, vale a dire di mulino posto nelle vicinanze di un corso d’acqua. È una tipologia che si differenzia dai numerosi mulini natanti posti lungo l’Adige e il Po che sfruttavano la corrente fluviale per il loro funzionamento. Il mulino terragno è parte integrante della struttura di un edificio. Le sue ruote sono mosse dall’acqua che arriva attraverso opere idrauliche di derivazione di acque fluviali vicine. Nella fattispecie, si tratta della conca di navigazione costruita nel XIX secolo che ha messo in comunicazione le acque del Canalbianco e dello Scortico, poste a due differenti livelli di quota.  

Mulino Al Pizzon

Foto: Tommaso Ferrari

Mulino Al Pizzon

Foto: Tommaso Ferrari

L’attività del mulino

Il Mulino del Pizzon venne costruito dal Comune di Fratta Polesine, presumibilmente nel XVIII secolo, in epoca austriaca. È censito nel catasto austriaco del 1841.

Aveva una doppia funzione, in grado di macinare sia frumento che granoturco. Il Comune di Fratta decise di realizzare un mulino a doppia macina perché spinto dalla necessità di incassare nuovi introiti. Denaro utile a saldare le spese sostenute per rendere nuovamente navigabile lo Scortico dopo la rotta del 1823. L’attività molitoria, all’epoca, era un’ottima fonte di guadagno.

Ceduto a privati, il mulino aumentò la produzione anche grazie a macchinari tecnologicamente evoluti. Raggiunse il massimo dell’efficienza con l’arrivo della corrente elettrica agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso. Nel 1962 terminò la produzione.

Nel punto dove confluiscono le acque dello Scortico e del Canalbianco è stata costruita nel XIX secolo, come detto, la conca di navigazione. Attraverso le porte vinciane e le finestre tutt’ora esistenti, la conca permise il collegamento tra i due corsi d’acqua costituendo una delle prime idrovie del Polesine. Il canale Scortico era stato scavato per mettere in comunicazione Adigetto e Canalbianco ed era una via d’acqua già utilizzata nel ‘500 dai nobili veneziani.

Mulino Al Pizzon

Foto: Tommaso Ferrari

Il Pizzon oggi: rinnovamento all’insegna della tradizione

Il complesso del mulino è oggi perfettamente conservato essendo stato sottoposto ad un attento intervento di restauro. Un ruolo determinante nel recupero “a nuova vita” del mulino lo ha svolto la Cooperativa Turismo e Cultura. Grazie al suo intervento oggi la struttura del Pizzon si presenta “come complesso archeo-industriale”, composto “dal mulino con macchinari originali, casa del mugnaio, magazzino cereali, scuderia-fienile, magazzino piccolo, prese d’acqua, conca di navigazione”. Hanno contribuito, inoltre, il Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco, la Provincia di Rovigo e il Comune di Fratta Polesine.

Ora il mulino è un Ecomuseo e ha diverse funzioni di carattere socio-culturale. Si occupa quindi di conservare le testimonianze dell’archeologia industriale. Si propone di mantenere un rapporto con i fiumi e il territorio di Fratta, la sua storia, la sua architettura e i suoi abitanti. Questi ultimi ancora oggi possono usufruire di questa struttura e la percepiscono come parte della loro identità. L’Ecomuseo inoltre propone lo sviluppo di attività culturali e artistiche legate all’ambiente e alla tradizione (laboratori, visite guidate, bookshop,…).

Mulino Al Pizzon

Foto: storienogastronomiche.it

L’Ecomuseo Al Pizzon è anche Centro provinciale per la divulgazione delle Energie Alternative in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Rovigo. Dopo il restauro dell’antico complesso è stata costruita una piccola ma moderna centrale idroelettrica che produce energia alimentata dal flusso d’acqua del Canale Scortico.

Una parte del complesso è adibito a ristorante e locanda dove si possono degustare i prodotti e i piatti della cucina polesana. Tipici sono la pinza alla munara,  il pane, la pasta e i dolci creati a mano.

Mulino Al Pizzon

Foto: storienogastronomiche.it

 

Fonti: comune.frattapolesine.ro.it, polesineterratraduefiumi.it

Foto copertina: storienogastronomiche.it 

Il mulino Al Pizzon – L’identità del luogo fra innovazione e recupero della tradizione ultima modifica: 2019-01-10T11:40:15+01:00 da Tommaso Ferrari

Commenti

To Top