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In marinetta Ittiturismo – Isi Coppola, l’amore per il cibo ed il territorio

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Quando si parla di Polesine e di attaccamento al territorio non può non venire in mente il nome di Maria Luisa Coppola (per tutti, Isi). Una carriera politica che l’ha portata ai vertici regionali ed un decennio speso a favore delle politiche della pesca e dell’acquacultura come assessore. Smessi i panni istituzionali inizia a dedicarsi ad un’altra sua grande passione : il cibo. Una passione che ha sempre avuto dentro, che ha sempre coltivato (in privato prima di adesso) e che ha avuto modo di crescere ulteriormente durante l’anno sabbatico che Isi ha preso dopo aver terminato la sua avventura politica.

Inizialmente erano chiacchiere tra amici, chi era intenzionato a pescare, chi a costruire il locale e a me sarebbe toccata la parte più difficile, quella di cucinare. Ammetto che tra il raccontarsela e poi farlo davvero la differenza è enorme“. Quando però hai trascorso gran parte della tua vita in mille battaglie politiche non può certo spaventarti un’avventura tratteggiata dalla passione e dal romanticismo come quella della cucina. Così si iscrive all’Università del Gusto e frequenta un corso di marketing per capire come gestire al meglio un’attività difficile come tutte quelle legate alla ristorazione. Ora come allora non vuole assolutamente improvvisare. “E‘ un mondo che, come la politica, ti avvolge a 360 gradi. E devi imparare a conoscerlo bene dal di dentro. Intanto la costruzione dell’Ittiturismo proseguiva. Ed è arrivato il momento di partire. Mai come nel nostro caso abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo“.

In Marinetta Ittirurismo – Sea Food Passion

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Partono in quattro, come gli amici della famosa canzone di Gino Paoli. Ognuno ha i suoi compiti. Uno di loro è un pescatore, produce soprattutto cozze, vongole e bibarasse (vongole del mare). Fornisce una parte della sua produzione ed il resto del pesce deve essere assolutamente pesce fresco e pescato nell’Alto Adriatico. “E’ questo il concetto di Ittirurismo, lavoriamo con una materia prima di qualità elevata e, per scelta, oltre al pesce utilizziamo solo prodotti legati al territorio. Farine, birra, riso, tutto quanto cioè rappresenta il Polesine o il Delta del Po. Il giusto modo per dare a questo territorio la visibilità che merita“. La scuola della politica, qui, entra a gamba tesa perchè Isi rimarca giustamente un concetto : “Tutto quello che hai predicato agli altri per sensibilizzare la valorizzazione del territorio oggi ti ritrovi a doverlo fare tu stesso“.

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Isi non si improvvisa comunque, prima ancora di aprire l’Ittiturismo lei porta in giro per il Polesine la sua idea di cucina (oltre a questo è ospite fisso di Delta Radio e cura una rubrica di culinaria da molti anni). Effettua diversi mesi di stage in un ristorante stellato. “Una scuola di vita pesante ma che mi ha fatto capire che questo non è un lavoro dove puoi improvvisare“. Il percorso culinario è sempre stato comunque chiaro fin dall’inizio, valorizzare il Polesine ed il mondo dei pescatori. “E’ uno spaccato meraviglioso, di persone legate al territorio ed alle tradizioni, da cui impari moltissimo“. Uno spaccato culturale decisamente interessante, soprattutto da declinare nel gusto.

Se parliamo di “saor” possiamo andare indietro fino ai tempi della Serenissima Repubblica. Cuciniamo secondo un mix di piatti tradizionali che guardano al futuro. Dietro ad ogni ricetta c’è una storia che si può declinare in modi diversi. La nostra cucina è a vista ed utilizziamo le tecniche di cottura più moderne che ci sono oggi. Puntiamo alla maggiore valorizzazione del prodotto“. Il cibo come motore evocativo insomma.

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Nel nostro menù ogni piatto ha un titolo che evoca spesso la storia dello stesso, come proprio per il “saor” che si chiama “Cibo di marinai e scorta di terra ferma“, perchè questo era il “saor” nella storia“. Raccontare quindi i piatti a chi li conosce ma soprattutto a chi non conosce il profondo significato che questi hanno. Per i dolci invece ci si affida alla solida tradizione della famiglia Coppola. “Nella mia cucina trova spazio anche il mio attaccamento alla cucina del Sud“.

L’ostrica rosa

L’obiettivo primario rimane comunque valorizzare il territorio. In questo senso Isi ci parla di una vera preziosità che si sta facendo spazio a suon di consensi in Marinetta e in Polesine. L’ostrica rosa. “La coltiva, dopo sette anni di ricerca, una persona che non esito a definire genio. Fa crescere le ostriche e poi le sistema come fossero collane. Poi, dentro la Sacca degli Scardovari, ricrea in maniera artificiale il movimento delle maree Atlantiche che aiutano a crescere questi frutti nel migliore dei modi. La differenza è però enorme. Una consistenza ed una burrosità che pongono l’ostrica rosa una spanna sopra le ostriche francesi“.

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Un anno è passato, e tradizione vuole, è tempo di bilanci. “Sono soddisfatta, abbiamo da tempo rinnovato la brigata, con persone valide, che ci credono e che hanno voglia di crescere insieme a noi. Il mondo della ristorazione è duro e non sempre capita di trovare le persone giuste per poter collaborare al primo colpo. Adesso c’è armonia, passione e voglia di fare bene insieme. C’è insieme a me uno chef molto quotato che è stato mio insegnante all’Università del gusto, ha scelto insieme a me la brigata e  viene tre/quatto volte a settimana ed insieme a lui e alla brigata parliamo del menù, sperimentiamo e facciamo formazione. Il bilancio è positivo, sono decisamente felice“.

Ci salutiamo, e spero di poterla andare a trovare presto visto che il solo racconto mi ha messo l’acquolina in bocca. Oltre a ringraziarla voglio chiudere l’articolo con una sua frase che mi è piaciuta molto : “In Polesine, per farci vedere, dovremmo darci più spesso delle arie“. Mi sento di darle ragione, lo merita il territorio e lo meritano i Polesani.

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

In marinetta Ittiturismo – Isi Coppola, l’amore per il cibo ed il territorio ultima modifica: 2018-12-04T09:16:41+00:00 da Alessandro Effe

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