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La colonna di San Marco – La travagliata storia del monumento

Colonna di San Marco
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Se volessi cercare un parallelo per descrivere le peripezie della colonna di San Marco dovrei, senza dubbio, far riferimento ad un romanzo. Potrebbe benissimo essere Cime Tempestose. Il libro di Emily Bronte che narra la difficile e travagliata storia tra Catherine e Heathcliff e che si sviluppa in un turbinio di relazioni tra amore ed odio e pubblicato nel 1847. Andiamo però con ordine e leggiamo l’avvincente storia della colonna, partendo dalla sua costruzione.

La decisione di erigere nella Piazza Maggiore il simbolo del dominio Veneto è presa dal Consiglio cittadino il 6 febbraio 1508. Venti giorni dopo il disegno è già pronto. Il doge Leonardo Loredan approvava l’iniziativa e decide di utilizzare i denari destinati all’abbellimento della piazza. Il reperimento dei fondi si è dimostrato, in ogni caso, più facile a dirsi che a farsi. Oltretutto le vicende politiche e militare dei mesi successivi (Lega di Cambrai) ritardarono ulteriormente la realizzazione del progetto. Viene quindi ripreso circa dieci anni più tardi, quando il dominio Veneto in Polesine è tornato stabilmente al comando.

La colonna di San Marco

Colonna di San Marco

La nuova delibera arriva il 20 luglio del 1519. Il lavoro è eseguito da mastro Antonio Scapagnin (non sappiamo se ci si riferisca ad Antonio Abbondi detto lo Scapagnino o si tratti di un caso di omonimia). La storia travagliata della colonna prosegue ed infatti, durante la messa in opera, se ne verifica la rottura. Il mastro rimedia al danno ma deve accontentarsi di un compenso inferiore a quello pattuito. Il monumento è eretto nella parte meridionale della piazza e consiste in una colonna che sorregge il Leone di San Marco. Sul basamento sono incisi i nomi del podestà Giovanni Corner e della città.

La rimozione ed il ripristino

Col passare del tempo il monumento diviene punto di ritrovo dei commercianti tanto che nel XVIII secolo vengono costruite attorno delle baracche a fungere da botteghe. Non a tutti la cosa piace e viene chiesto al Podestà lo sgombero del monumento. Nel 1797 le truppe francesi che occupavano Rovigo abbattono tutti i simboli che ricordavano il dominio veneto e quindi il leone di San Marco viene abbattuto e lo stemma dei Corner rimosso. Vent’anni dopo la colonna rischia di crollare e Sante Baseggio (che rileva un’inclinazione di 15 centimetri dalla verticale) ritiene necessario intervenire smontando l’insieme. Il lavoro durò 20 giorni e successivamente la Congregazione municipale decise per il reintegro della colonna che venne rimontata entro l’anno.

Il travaglio del Leone continua e nel 1854, quando venne costruita la stazione del corpo di guardia. Il delegato provinciale trova che il monumento disturbi la visione e ne chiede lo spostamento, ma municipalità si oppone ma ci vogliono tre anni perchè l’idea venga definitivamente abbandonata. Nel 1881 con la dedica della Piazza Maggiore a Vittorio Emanuele II Natale Sanavìo si dedica al rifacimento del Leone di San Marco per dare presenza migliore a tutta la piazza.

 

Foto e fonte : Venetoinside, Alessandro Effe, Rovigo, ritratto di una città.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

La colonna di San Marco – La travagliata storia del monumento ultima modifica: 2018-09-26T10:05:24+00:00 da Alessandro Effe

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