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La corsa dei berberi e la caccia dei tori – Antichi e crudeli momenti di festa

Corsa dei Berberi e caccia ai tori, antiche tradizioni
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Nel ‘700 uno spettacolo particolare che faceva parte della tradizione popolare era la “corsa dei berberi”. L’occasione era quella di feste, fiere o spettacoli in momenti particolari come il Carnevale o la fiera d’Ottobre. Fantastica la descrizione che Don Gioacchino Masatto ci ha lasciato attraverso il suo Giornale del 1780. Più o meno recitava queste parole:
“In questo giorno si fece una corsa di cavalli sciolti, detti berberi. La mossa fu fatta dinanzi al palazzo pubblico Rappresentante in Piazzetta – ovvero Piazza Garibaldi – in faccia alla Contrada di S. Domenico, per cui subito sciolti andarono, indi per il Borgo di S. Bartolomeo; poi girarono a sinistra per la strada che conduce a Prato della Fiera; ed entrati per la Porta di S. Francesco si portarono per la strada pur detta di S. Francesco fin quasi al corpo di Guardia del Podestà…”

In cosa consisteva il divertimento

Il discorso prosegue e si evince facilmente il percorso che veniva fatto. Il tempo impiegato per fare un semplice giro era di circa 1 minuto e mezzo. Poi però si doveva ripetere per ben altre due volte. I cavalli venivano sostanzialmente sorteggiati e in base all’ordine in cui uscivano si faceva una lista in cui si indicava il colore del loro mantello, il numero degli ornamenti e altre caratteristiche dei cavalli partecipanti. Quella specifica volta furono in 8 a correre, ognuno con il nome di un Nobile di Rovigo.
In Piazza Garibaldi veniva anche montato un palco tutto ornato e sul quale si trovavano quattro Nobili cittadini il cui compito era quello della direzione del Corso e che venivano scelti dal Rappresentante. Molte le persone che venivano a vedere tale Concorso, tra queste tantissimi erano nobili o signori delle città vicine che, proprio come facevano quelli locali, si divertivano a girare per il corso avanti e indietro con le loro carrozze di legno trainate addirittura con 4 cavalli.
Un altro spettacolo, copiato chiaramente dai modelli veneziani e conosciuto in tutto il Polesine, era la Caccia dei tori. Dal 1743 fece compagnia a Rovigo ogni giovedì grasso, ovvero durante il Carnevale, ma era un appuntamento immancabile anche durante la Fiera di Rovigo. Il giorno prima, ovvero il giorno della vigilia, venivo allestiti palchi e pseudo gradinate nella nostra tanto amata Piazza Granda e messi steccati per creare il recinto in modo da contenere le bestie.

Antica e crudele pratica

La corsa dei berberi insieme alla caccia ai tori erano tradizionali in polesine

Il popolo stava chiaramente in piedi, erano i nobili a poter sfruttare tutto l’ambaradam che era stato apparecchiato. C’era un po’ di tutto dai venditori ambulanti che si trovavano in città proprio per l’evento e che offrivano i loro prodotti. I più consueti erano vino sfuso, frittelle e ciambelle. Trovare il posto giusto da dove gustarsi la manifestazione era il compito più arduo. I tori facevano il loro trionfale ingresso legati dalle corna. Si trattava di buoi ma avevano un certo portamento! Poi era la volta dell’arrivo nel recito di numerosi cani addestrati alla sanguinosa mattanza. Il pubblico in delirio cercava di innervosire i tori con fischi, strilla e urla di ogni genere.
Al segnale, i cani venivano messi di fronte alle bestie e tenuti in modo da farli agitare ulteriormente e far accrescere la loro sete di sangue. Una volta liberati si scagliavano contro i tori, che a loro volta venivano leggermente sciolti dalle loro corde in modo potessero incornare i loro assalitori. Solo quando gli animali erano talmente agonizzanti che proseguire la lotta diveniva impossibile, venivano trascinati fuori. Restava un solo vincitore, toro o cane era indifferente. Ma la sorte che spettava al toro vincitore era ben diversa da ciò che ci si può aspettare. A questo gladiatore spettava la pubblica decapitazione, tra le urla e l’ovazione generale.

Fonte Dove Finisce Il Fiume di Sergio Garbato. Foto : ebay, fondazione zeri

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

La corsa dei berberi e la caccia dei tori – Antichi e crudeli momenti di festa ultima modifica: 2019-01-09T10:50:40+00:00 da Sibilla Zambon

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