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L’Accademia dei Concordi – Il grande luogo della cultura cittadina

Vista del palazzo che ospita l'Accademia dei Concordi
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In principio era l’Accademia degli Addormentati. Poi, sul finire del XVI secolo, a Rovigo fece capolino una Accademia dei Cavalieri (dal 1594 al 1598). Era composta principalmente da esponenti della nobiltà locale che avevano in animo di impegnarsi sia in azioni cavalleresche e sia nelle attività tipiche delle giostre e dell’uso delle armi. Poi arriva l’Accademia degli Unti, che sorge a San Bartolomeo ed è di carattere quasi esclusivamente teologico e religioso.

L’Accademia dei Concordi

Per iniziativa del Conte Gaspare Campo, attorno al 1580, prende vita l’accademia più importante per la vita culturale della città. Ancora oggi continua magnificamente ad esistere ed a portare alto questo onore. Parliamo dell’Accademia dei Concordi. Ne troviamo una prima descrizione risalente al 1629 ad opera di Baldassarre Bonifacio.

“I cittadini di Rovigo, tanto inclinati alla virtù che nell’Accademia de’ Concordi sono soliti riddursi a fine di trattenersi in soave conversatione con la recita di eruditi discorsi, con la disputa di ingegnosi problemi, con le piacevolissime vegghie e con le gratiose rappresentationi di scene comiche e pastorali. Ricevendone il commodo nel palazzo del Cavaliere Giovanni (Gaspare) Campo; il quale havendo provedute di libri e di strumenti musicali, di tappezzerie, di sedie, di vino, di fuoco e di ogni altra cosa a si fatti congressi destinate, con lascito molto generoso la ha perpetuamente dotata e gravati gli heredi al continuato mantenimento di quella virtuosissima ragugnanza”.

Il motto

L’Accademia dei Concordi, che sceglie come motto “Concordes musice volvuntur”, è conscia delle caratteristiche di tutte le altre accademie venete del tempo. “Scenario di fitti chiacchiericci, cattedra di sussulti ambiziosi, illusione d’autosufficienza, l’Accademia svolge una funzione agglutinante. E’ cornice di un riunirsi composto disegnato da un codice comportamentale, scandito da norme preliminarmente elaborate e collettivamente accettate. Non la semplicità di riunioni informali, spontanee, ma radunanze virtuose, coll’ingombro complicato di un rituale cerimonioso, tassativamente congelate da una liturgica ufficialità”. Queste le parole e la descrizione data da Gino Benzoni.

La sede dell'Accademia dei Concordi a Rovigo

 

Alla sua morta, Gaspare Campo impegna il figlio Alessandro a continuare ad ospitare e sovvenzionare l’istituzione. Alessandro cura, tra le altre cose, la formulazione degli statuti, nel 1648. Alla sua morte, però, l’Accademia decade e si dovrà aspettare la fine del secolo per ritrovare nuovo splendore attraverso l’intervento di Nicolò Casalini e Camillo Silvestri. Essi avviano l’opera di rinnovamento scegliendo come santo protettore Gaetano da Thiene. Una nuova crisi la attraversa nel 1713, fino a quando, eletto principe don Giovanni Alvise Naselli, nel 1734, l’Accademia risorge ancora una volta e torna ad aggiornarsi, ottenendo, nel 1757, un contributo fisso dal Senato Veneto.

I ritratti e la Pinacoteca

Intorno al 1740 si pensa di dotare l’Accademia di una serie di ritratti di alcune figure locali. Essi avrebbero dovuto fungere da numi tutelari. Ci si rivolge, per l’occasione, ai maggiori pittori veneti del tempo come Tiepolo, Piazzette, Longhi, Pittoni. Questo è il primo nucleo della pinacoteca che, nel 1833 si arricchisce della donazione della quadreria della famiglia Casalini e, più avanti, di quella della famiglia Silvestri (una parte delle loro opere viene lasciata al Seminario Vescovile). Altri (oltre a questi due) sono i lasciti e le donazioni e costituiscono l’importante patrimonio che la porta ad essere una delle più interessanti pinacoteche di tutto il Veneto.

La bibbia istoriata padovana, uno dei tesori custoditi nell'Accademia dei Concordi

Tra il 1600 ed il 1700 si era altresì iniziata l’opera di raccolta di opere di stampa e manoscritti. Questi, opportunamente sommati, nel 1836, all’acquisto della biblioteca dell’abate Gnocchi di Monselice, vanno a formare il primo nucleo della biblioteca. Quest’ultima apre al pubblico nel 1840 e, attraverso gli ulteriori lasciti della famiglia Silvestri (oltre 40.000 opere tra stampa e manoscritti), viene arricchita fino a diventare una delle più importanti in tutto il Veneto.

 

Fonti : Sergio Garbato. Foto : ebay, la repubblica veneta, rovigo.italiani

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

L’Accademia dei Concordi – Il grande luogo della cultura cittadina ultima modifica: 2019-03-20T10:27:48+02:00 da Alessandro Effe

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