Latteruolo
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Il latteruolo – Budino della nonna per le grandi occasioni

Quando ero piccola, Pasqua era la festa suprema. Forse sentita molto di più del Natale. Andavamo tutti a mangiare a casa della nonna materna. Ci ritrovavamo con i fratelli e anche gli zii della mamma. Ognuno portava qualcosa. O aiutava nei preparativi i giorni precedenti. Sì, perchè alcuni della famiglia arrivavano da lontano. Così lo zio, con cui abitava nonna, ospitava per qualche tempo chi ne aveva bisogno. Molte erano le cose che si facevano assieme. La zia Antonella era colei che preparava il gioco per antonomasia per noi bambini.

Era usanza immancabile giocare al cozzo delle uova. Zia ne preparava moltissime di sode alla vigilia, che spesso noi nipoti dipingevamo la domenica mattina usando colori naturali. Ognuno preparava le sue. Il gioco è davvero semplice. Partecipavano tutti, anzi spesso erano propri gli adulti a diventare piccoli volendo vincere ad ogni costo. Dare il colore rende l’uovo leggermente più resistente. In pratica, si sceglie liberamente un avversario tra i vari partecipanti. Come il nome stesso fa facilmente intuire, bisogna far  cozzare le uova e trionfa quello che dopo l’urto resta intatto. Il giocatore che riuscirà a sopravvivere ad ogni colpo, sarà dunque il vincitore. Di solito usavamo mettere un premio in palio, che comunque veniva sempre ripartito tra i partecipanti: un enorme uovo di cioccolato.

Il pranzo procedeva lentamente. Si scherzava e rideva e spesso si terminava a ora di cena. Un’altra tradizione da noi era la recita della poesia. Si passava con un bel vassoio tra i commensali, che era riempito di soldi. Il cospicuo bottino veniva spartito tra chiunque dicesse ad alta voce una bellissima poesia o un piccolo discorso. Era chiaramente un modo simpatico per far passare un po’ di tempo a noi ragazzi. Pasqua non finiva mai a casa mia. Quando sembrava fosse così, le mie zie tiravano fuori le carte ed ecco che si iniziava una luuunga partita. Rigorosamente a soldi! Ore intere passate a tavola, che fosse per un motivo o per un altro.

Il nostro gioco era Bestia…non vi dico le risate che ci facevamo. Qualcuno in realtà piangeva, soprattutto fra noi piccoli, perchè si ritrovava spennato ed ad aver perso l’incasso della poesia. Poi non posso certo dimenticare il cavallo di battaglia di mia nonna. Non riusciva a prepararlo spesso perchè era un dolce complicato e decisamente impegnativo: il latteruolo. Oggi voglio regalarvi proprio la sua ricetta. Dessert  al cucchiaio caratteristico del mondo rurale perchè servono tantissime uova. E’ presente in molte varianti in tutta Italia ma anche in Francia e Portogallo. Nonna spesso andava a prendere il latte appena munto direttamente in stalla, quando lo preparava per i suoi figli.

Il latteruolo

Latteruolo

INGREDIENTI:

1 l di latte fresco intero;
3 hg di zucchero;
8 tuorli.

PROCEDIMENTO:

Mettete a bollire per 1 ora circa il latte con metà dello zucchero. Procedete a fuoco basso, stando attenti che non fuoriesca dalla casseruola. Chi vuole può aggiungere una po’ di scorza di limone da eliminare una volta terminata la cottura. Dovete continuare fino ad ottenere un composto di circa 1/3 rispetto al suo volume iniziale. Di tanto in tanto eliminate la pellicina che si forma in superficie. Nel mentre sbattete 8 tuorli con lo zucchero rimasto. Aggiungetevi il latte condensato, passato con un colino ed intiepidito in modo da non cucinarli, sbattendo fino ad incorporare il tutto ottenendo un composto omogeneo. Versatelo in uno stampo che avete avuto la cura di caramellare prima.

Per farlo basta mettervi dello zucchero sul fondo e scaldare lo stampo sopra il fornello muovendolo in modo da evitare si attacchi o bruci. Dovete ottenere un bel colore ambrato. Per questa operazione basterà 1 cucchiaino di zucchero. Ponete lo stampo a cucinare a bagnomaria. State attenti che l’acqua, bollendo, non finisca all’interno dello stampo. Una volta raffreddato, potete procedere staccando il budino semplicemente girandolo sopra il vostro piatto da portata. Conservate in frigo. Abbinato ad un ottimo passito di Pantelleria vi garantisco essere la fine del mondo.

Buon divertimento e buon appetito!

 

Foto copertina: Prodotti tipici italiani e Vinodaburde.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il latteruolo – Budino della nonna per le grandi occasioni ultima modifica: 2018-04-02T11:32:03+00:00 da Sibilla Zambon

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