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La rodigina Laura Aglio (con altre tre donne digitali) al Digitalmeet

Domenica mattina mi sono recata “in trasferta” a Padova, ad assistere all’incontro “Le digital woman si raccontano”, inserito all’interno del Digitalmeet. Ma cosa c’entra Rovigo, direte, con questo evento? Andiamo con ordine.
Il Digitalmeet è considerato il più grande festival italiano di alfabetizzazione digitale, rivolto sia a cittadini che ad imprese. Si svolge annualmente, quest’anno dal 17 al 21 ottobre; Padova è il cuore del festival, che però negli anni si è esteso altrove in Italia, coinvolgendo circa 300 speaker. É composto da vari eventi che hanno tutti un unico obiettivo: diffondere la cultura del digitale a partire dal basso. Se è vero che progresso ed innovazione non si arrestano, bisogna che certi strumenti, e le loro potenzialità, vengano spiegati a tutti per poterne fruire al meglio.
Ebbene, nel comitato scientifico del festival c’è una presenza rodigina, nonché unica donna: Laura Aglio.

Foto di Sara Bari

 A moderare il giornalista e scrittore Bruno Mastroianni

Nell’incontro tenutosi domenica nella suggestiva sala Rossini dello storico Caffè Pedrocchi, quattro donne digitali, ossia donne che lavorano nell’ambito delle tecnologie e della rete, si sono raccontate. I loro inizi, gli ostacoli, i fallimenti “positivi”, il desiderio-bisogno di cambiare, il sogno e l’impegno per raggiungerlo. Quattro eccellenze, senza timore di smentita.

Con loro un moderatore d’eccezione: Bruno Mastroianni, laurea in filosofia, giornalista che si occupa di comunicazione digitale. Bruno gestisce gli account social di diverse trasmissioni televisive Rai, è docente universitario ed anche scrittore. Recentemente ha pubblicato il libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, edito da Longanesi, insieme alla collega Vera Gheno. Una guida all’uso consapevole e responsabile della rete che parte da una considerazione: stare sui social è comunicare, e per farlo al meglio bisogna essere in grado di utilizzare le parole in primis.
Il giornalista, “non beato fra le donne, ma sfidato fra le donne” come ha ironicamente sottolineato, ha saputo creare il giusto amalgama fra le relatrici, in quello che è stato un evento decisamente piacevole e motivante.

Foto di Gaia Dall’Oglio

Laura Aglio, digitalizzatrice di pubbliche amministrazioni

Ad organizzare l’incontro proprio Laura Aglio, classe 1985, giovane ma con le idee ben chiare e soprattutto già con un curriculum di tutto rispetto. E un lavoro non semplice da spiegare! Dopo una laurea in Diritto dell’Economia e in Economia dei sistemi produttivi, Laura, un po’ per caso, partecipa ad un bando regionale per agenti di sviluppo di distretto. Si aggiudica l’incarico. Il suo compito consiste nel relazionarsi con imprenditori del territorio in difficoltà, per insegnargli a presentare al meglio la loro attività usufruendo degli strumenti digitali.

Da qui si avvicina alla progettazione, come libera professionista, fino alla collaborazione con la Regione, col compito di seguire bandi europei. Nel 2015, su LinkedIn, Laura trova un annuncio dell’Agenzia Digitale per l’Italia (agenzia della Presidenza del Consiglio) che ricerca un coordinatore di progetto territoriale. Senza troppe aspettative invia il curriculum; dopo pochi mesi arriva la telefonata per svolgere un colloquio a Roma. Colloquio a cui Laura si presenta convinta di trovare centinaia di persone, ed invece scopre che ne erano state selezionate solamente sette. Se la gioca ed alla fine è lei a spuntarla.

Il suo ruolo da allora è seguire ed affiancare le pubbliche amministrazioni di tutta Italia nel loro percorso di digitalizzazione. Compito decisamente complesso, sia per l’elevato grado di resistenza al cambiamento che caratterizza l’Italia, sia perché è un settore ancora prevalentemente maschile. Ma Laura sa il fatto suo ed è riconosciuta da tutti come una professionista attenta, competente , entusiasta ed in grado di creare connessioni fra le persone.

Foto di Federica Boniolo

Gaia, Eleonora e Chiara: quando le passioni diventano lavoro

Ma vediamo chi sono le altre digital women che domenica le hanno fatto compagnia, contagiando i presenti con i loro racconti, carichi di entusiasmo, energia e positività.

Gaia Dall’Oglio, vicentina trapiantata a Padova, laurea in psicologia ed una carriera di 10 anni nell’ambito risorse umane di importanti multinazionali. Una passione per la comunicazione e per la rete che la portano a diventare dapprima blogger. Carattere esuberante e solare, Gaia, incapace di stare ferma, non si vedeva imbrigliata nella vita da ufficio. Così la decisione di mollare la sicurezza del suo lavoro ed entrare nel mondo dell’imprenditoria.
Nel 2014 fonda Sgaialand.it, blog-community che poi nel 2016 trasforma in Sgaialand Magazine, che diventa testata giornalistica online. Compie un ulteriore passo aprendo Sgaialand srl, agenzia che si occupa di creare contenuti per il web, relazioni pubbliche, organizzazioni di eventi e consulenza digitale. Al grido, o meglio all’hashtag, #prendilasgaia, Gaia conquista e contagia la rete e i social!

Poi c’è Eleonora Rocca, romana, una carriera nel settore del marketing per importanti aziende italiane ed internazionali. Da qualche anno vive a Londra dov’è marketing manager, ossia si occupa di aiutare le aziende a trovare le giuste strategie di marketing per ottenere successo. É CEO e founder del Mashable Social Media Day, evento milanese giunto alla quinta edizione, dedicato ai temi del social digital marketing e dell’innovazione. L’edizione 2018 è terminata lo scorso sabato sera, ed Eleonora è ancora elettrizzata dal successo ottenuto: circa 1400 partecipanti. La consacrazione ed il meritato riconoscimento per il suo lavoro.

Foto di Sara Bari

La quarta digital woman che si è raccontata domenica è Chiara Luzzana, ingegnere del suono e compositrice di colonne sonore, che si divide fra Shangai e Milano. Nasce come musicista, lavora per anni in importanti case discografiche, quali Universal e Warner. Poi abbandona, perchè per lei il suono e la musica sono altro. Si dedica a quella che già da piccola era una sua grande passione: far suonare gli oggetti che la circondavano.
Oggi compone musiche per colonne sonore e pubblicità a partire da suoni e rumori della reatà circostante e degli ambienti. Incanta tutti presentando il risultato del suo progetto “60 Bpm – The sound of Swatch”, colonna sonora creata per la pubblicità del celebre marchio di orologi. Immersa per una settimana nelle loro fabbriche svizzere, Chiara ha raccolto suoni da ben 1400 orologi, smontando ingranaggi, registrando ogni ticchettio ed assemblando il tutto. Effetto acustico finale davvero incredibile!

L’invito ora è di seguire sui social queste fantastiche donne ed ammirarne il lavoro, sperando possa essere di stimolo per qualche giovane (ma non solo…) che voglia dare una svolta digitale alla propria vita lavorativa!
Perchè, nonostante il cambiamento spaventi la maggior parte delle persone, è solo così che si possono raggiungere i successi più importanti!
Ed uscire dalla propria zona di comfort appaga talmente tanto da far dimenticare qualsiasi timore!

Federica Boniolo

Autore: Federica Boniolo

Di professione psicologa.
Appassionata di web, foto, libri e natura.
Senza velleità giornalistiche, raccoglie e racconta storie di persone e realtà che rappresentano non solo il bello, ma anche il buono della nostra provincia.

La rodigina Laura Aglio (con altre tre donne digitali) al Digitalmeet ultima modifica: 2018-10-23T11:55:22+00:00 da Federica Boniolo

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