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Le frittelle di polenta. Il carnevale diventa goloso

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Ci siamo dentro. Dentro uno dei periodi più magici e pieni di baldoria che esistano. Il carnevale. Un piacevole intervallo tra l’Epifania e la Quaresima. Ma da dove deriva il nome? L’ipotesi più accreditata sull’etimologia della parola sembra derivare dal latino Carnem Levare. Stava cioè a significare l’astensione dal consumo della carne perché il periodo che segue è di digiuno Quaresimale. Il carnevale ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Esse si rifanno a feste religiose di antichi popoli. Questi ultimi celebravano l’anno nuovo e l’inizio della primavera a scopo propiziatorio. Durante il periodo Rinascimentale, il carnevale assurge al massimo splendore. Soprattutto in città come Venezia, Roma, Firenze. La maschera aiuta a non farsi riconoscere durante il travestimento, rendendolo più bello.

I profumi più buoni

Questi sono i giorni in cui l’aria spesso si riempie di profumi invitanti. Fritti per la maggior parte. Frittelle con riso, con le castagne (i classici tamplun polesani), con patate, con pasta soffice per bignè gonfi da essere farciti con buone creme aromatizzate all’arancia, alla cannella, al rhum o semplicemente al limone. E poi ancora le chiacchiere alla Veneta, dette anche crostoli, con sfoglia sottile che un tempo si rigiravano nello strutto, conservato appositamente. Il ripieno di mostarda era invece riservato ai fagottini (che in altre versioni prevedevano marmellata o cioccolata). Sopra, sempre, si adagia abbondante zucchero a velo.

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E d’altronde quale miglior occasione, se non a Carnevale, per dare ascolto a chi di feste se ne intendeva veramente? E’ una delle feste più attese dai bambini. Mentre per i più grandi a volte diventa la più trasgressiva. In ambedue i casi, uno dei frammenti meglio conservati della cultura popolare. Gli antichi Romani, ad esempio, celebravano tra Dicembre e Marzo, i Saturnali. Feste quasi leggendarie dove si usava il travestimento in costume con i servi che mettevano quelli dei padroni ed il cibo era abbondante proprio per fare scorta in previsione dei giorni magri di Quaresima. Ogni regione vanta ricette gastronomiche particolari per questo periodo. In Veneto, più che in altre, troviamo nei dolci la migliore forma di espressione culinaria. Soprattutto in quei dolci (quasi tutti questi del periodo) che poi vengono fritti.

Frittelle di polenta

Ecco di seguito gli ingredienti per la preparazione. Ovviamente la polenta è l’elemento principe e per la sua preparazione vi rimandiamo ad un’altra nostra ricetta. Per l’olio in cui friggerete le frittelle scegliete quello che usate abitualmente.
Ingredienti:

250 g di polenta avanzata della sera prima
300 g di farina
2 uova
1 pizzico di sale
1 buccia di limone grattuggiata
1 bicchierino di rhum
1 bicchiere di latte
1/2 busta di uvetta
50 g di zucchero
1/2 bustina di lievito
olio q.b. per friggere

Procedimento :

Schiacciate con una forchetta la polenta ed aggiungete lo zucchero. Mescolate per bene ed aggiungete le uova, il latte ed il rum. Poi la buccia di limone grattuggiata, un pizzico di sale e l’uvetta (se non di vostro gradimento, ovviamente, la ometterete). Infine, poco alla volta, addizionerete la farina. Amalgamate bene il tutto e lasciate riposare in frigo un paio d’ore. Preparate una padella e fate scaldare bene l’olio per friggere. Aiutandovi con un cucchiaio prendete un po’ di composto e versatelo nell’olio (aiutatevi con un altro cucchiaio per evitare schizzi). Le frittelle sono pronte quando raggiungono la caratteristica doratura. Adagiatele in un piatto facendo scolare l’olio e spolverate con abbondante zucchero a velo.

Fonte: Viaggiericette, Cipriani.  

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Le frittelle di polenta. Il carnevale diventa goloso ultima modifica: 2020-02-10T18:41:13+01:00 da Alessandro Effe

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