I RODIGINI RACCONTANO ROVIGO

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Ludovico Ricchieri, la vasta erudizione del Celio Rodigino

Ludovicoricchieri

Via Ludovico Ricchieri misura, all’incirca, 200 metri. E’ tuttavia una delle strade “istituzionali” della città. E’, infatti, la sede della Prefettura e della Provincia di Rovigo (e della sua biblioteca). Non sorprende, ovviamente, questo omaggio. Ludovico Ricchieri (o Lodovico) nasce a Rovigo nel 1469. Da Antonio Sarto, calzolaio e commerciante di stoffe, e da Piacenza. Ha anche un fratello minore, Silvestro. All’atto dell’iscrizione all’albo dei notai, nel 1491, è possibile notare anche l’attestazione di un secondo nome: Maria. Riceve la prima istruzione a Rovigo e prosegue poi gli studi grazie al sussidio del concittadino Girolamo Silvestri. Studia, a Ferrara, filosofia e lettere greche e latine. Uno dei suoi docenti è Niccolò Leoniceno. Studia anche a Padova, filosofia naturale e diritto. Si vocifera anche su un viaggio in Francia, prima del 1491 ma non esiste nessuna prova documentata. Verrà ricordato anche come il “Celio Rodigino“.

Precettore della scuola

Il 1° settembre 1491, Ludovico Ricchieri, su proposta del Silvestri, viene nominato precettore della scuola pubblica rodigina. Il compenso stabilito inizialmente fu di ottanta ducati all’anno. Alla scadenza, viene confermato per un ulteriore triennio e, successivamente, per ulteriori otto anni. Nel 1498 Girolamo Silvestri muore e Ricchieri pronuncia la sua orazione funebre. Nell’ottobre del 1499 chiede ed ottiene licenza dall’incarico scolastico, si crede per svolgere un incarico di docenza a Padova dove, in novembre, tiene l’orazione di apertura dell’anno accademico su invito del rettore. Tuttavia, questa notizia, non troverà mai conferme certe.

A sostituirlo nella scuola di Rovigo viene chiamato Herico di Lisbona (al secolo Hermico Caiado), alunno di Poliziano. Insegna solo un anno e gli succede Giannantonio Martelli che però si ammala e quindi, nel 1503, viene richiamato Ludovico Ricchieri. Egli rimane per i successivi tre anni. Le gravi alluvioni che colpiscono il Polesine costringono tuttavia il Consiglio cittadino, per far fronte ai danni, a sospendere il salario al Ricchieri (oltre ai due medici pubblici) per quattro mesi. Al termine dei quali Ricchieri ed uno dei medici vengono licenziati. Il Ricchieri reagisce male e si appella agli Auditori alle sentenze a Venezia. Il Consiglio cittadino, irritato per tale comportamento, lo espelle e ne decreta l’interdizione perpetua dagli uffici.

La scuola del Ricchieri a Vicenza

Nonostante il triste epilogo, il ricordo del Ricchieri è ottimo, come persona e come insegnante. Nel 1505 apre una scuola pubblica a Vicenza e la mantiene fino al 1508. In quell’anno si trasferisce a Ferrara dove il duca Alfonso I ha in serbo per lui la cattedra di oratoria nello Studio. In questa città, in casa di Richard Pace ed alla presenza di Calcagnini e Niccolò Panizzato, conosce Erasmo da Rotterdam. Tuttavia, la Lega di Cambrai, costringe Ricchieri, in quanto suddito veneziano, a rientrare nei territori della Repubblica, che adesso sono in guerra col Ducato di Ferrara. Deve, quindi, rinunciare alla cattedra. Rimane a Padova per tutta la durata della guerra e, per mantenersi, insegna privatamente. Nel 1511 si reca a Reggio e vi rimane fino al 1514, continuando l’insegnamento privato. Tornato a Padova si dedica al completamento della sua opera.

Gli Antiquarum Lectionum Libri Sedecim rappresentano il lavoro di anni e anni. Tra il 1515 e l’anno successivo soggiorna a Venezia per seguire l’edizione dell’opera che esce, appunto, nel 1516 per Aldo Manunzio. L’edizione rappresentava il coronamento di un lavoro monumentale di lettura, schedatura e commento degli autori antichi che Ricchieri aveva iniziato già nel 1508. Egli, già al lavoro su una raccolta di proverbi, prende visione dell’Adagia di Erasmo da Rotterdam e decide di abbandonare il suo progetto in previsione di un progetto più ambizioso: la compilazione di ogni sapere teologico, filosofico, filologico e scientifico.

La fama e la morte

La fama che consegue all’uscita delle Lectiones frutta a Ludovico Ricchieri la condotta quinquennale (dal 1519 al 1523) di lettere greche e latine a Milano (anche se figura tra i professori dell’Università di Pavia). Nel 1517 le Lectiones vengono ristampate a Basilea da Johannes Froben e a Parigi da Josse Bade, donando all’autore fama in tutta Europa. Terminata l’esperienza milanese, egli ritorna a Padova. Nel 1523 si riconcilia con i suoi concittadini e rientra a Rovigo. Su proposta di Pietro Antonio Silvestri (figlio del suo benefattore Girolamo), viene accolto di nuovo al Consiglio cittadino e il 25 maggio viene votato per presentare il suo omaggio al neoeletto doge Andrea Gritti. Muore a Padova il 6 marzo 1525, oltre alla strada, il 29 settembre del 1867, con regio decreto, si intitola alla sua persona il Liceo Classico cittadino Celio (da Celio rodigino).

Fonte: Treccani.

Ludovico Ricchieri, la vasta erudizione del Celio Rodigino ultima modifica: 2020-05-22T12:10:39+02:00 da Alessandro Effe
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