Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine
Arte

Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine – I reperti della protostoria

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Fratta Polesine è una cittadina ricca di storia, piccola, quasi riservata, con un centro contornato di ville su cui spicca la fantastica Badoer. A circa un chilometro in linea d’aria dall’attuale centro cittadino ebbe vita l’insediamento protourbano di Frattesina (XII-IX sec. a.C.) cui sono da riferire le due necropoli di Fondo Zanotto e Loc. Narde, sempre sul territorio comunale. La scoperta è avvenuta alla fine degli anni ’60 del secolo scorso a seguito di una attività di sbancamento. Dopo una prima fase di studio è iniziata la vera e propria attività di scavi. L’attività di un gruppo di appassionati locali ha permesso, con il consenso della Soprintendenza archeologica per il Veneto e dell’Amministrazione Comunale, di riunire qui il frutto di raccolte di superficie e di controllo di interventi di escavazione.

L’elemento di maggiore interesse è da ritenersi nelle testimonianze relative ad una delle principali attività artigianali relative all’insediamento di Frattesina : la metallurgia. Oltre ai numerosi reperti in bronzo rinvenuti isolatamente nell’abitato, si trovano qui esposti i materiali di un ripostiglio da fonditore e numerose matrici per fusione. Nel ripostiglio sono presenti fibule, coltelli, bottoni, frammenti di pani di bronzo e numerose palette con immanicatura e cannone. Queste ultime sembrerebbero un prodotto caratteristico della metallurgia di Frattesina connesse a qualche specifica lavorazione locale. Costituiscono, insieme ai pani di bronzo in forma di piccone, uno degli elementi che provano i contatti con l’area mineraria toscana.

Il museo e le sue sale

Museo archeologico nazionale Fratta Polesine

Oltre ai bronzi, sono stati rinvenuti a Frattesina anche oggetti in piombo e in oro. Si può affermare che questo insediamento sia quello che ha restituito il maggior numero di matrici per fusione e oggetti finiti dell’età del Bronzo finale di tutta la penisola. Altre attività, tipiche dell’artigianato del protovillanoviano sono : la lavorazione del corno di cervo e la lavorazione della pasta vitrea. Alcune urne cinerarie ci parlano anche dei riti funerari che avvenivano attraverso la combustione dei resti del defunto in vasi di terracotta (la cosiddetta incinerazione). I vasi di terracotta erano in genere biconici e contenevano anche elementi di corredo.

Le necropoli erano poste rispettivamente a Nord-Est ed a Sud-Est dell’abitato. La scoperta di quella sita in località Narde, da cui provengono le urne, è avvenuta su segnalazione dei soci dell’associazione culturale “Manegium” di Fratta Polesine.

Il museo si compone di quattro sale : la prima tratta del territorio Polesano prima di Frattesina. Nella seconda troviamo un inquadramento generale dell’Italia Nord-Orientale, dalla fine dell’età del Bronzo agli inizi dell’età del ferro. La terza sala è dedicata all’abitato di Frattesina e l’ultima si occupa di illustrare le due necropoli di Frattesina : Fondo Zanotto e Narde. Il museo è aperto tutti i giorni tranne a Natale, Capodanno e il primo maggio.

Fonti : Archeoweb

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

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Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine – I reperti della protostoria ultima modifica: 2018-08-14T10:17:58+00:00 da Alessandro Effe

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