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Conosciamo Nadia Bala e “Ruote alate”, libro scritto con Alberto Cristini

Può capitare un po’ a tutti, prima o poi, un evento che fa da spartiacque fra un “prima” ed un “dopo”. Circostanze che segnano e che obbligano a ricominciare una nuova vita. Momenti che richiedono resilienza e coraggio. Ma una volta attutito il colpo, ripartire si può, ed anzi si deve.
Nella vita di Nadia Bala, 30enne rodigina, il cambiamento è arrivato cinque anni fa, quando si è ritrovata su una carrozzina, a seguito di una malattia. Giovane, piena di vitalità e sogni, vanitosa ed amante del tacco 12. Questo, tra le tante cose, era Nadia…e sapete una cosa? Tutt’ora è così!
Perché è riuscita ad essere più forte di ciò che le è accaduto, e non si è lasciata abbattere. Di momenti difficili ne ha passati, ovvio, ma un suo percorso interiore l’ha portata a capire che aveva perso l’uso delle gambe, ma non la vita. E quindi doveva andare avanti.

Ricominciare

Nadia è appassionata di pallavolo da sempre. È stata giocatrice ed anche arbitro. Uno dei primi tremendi pensieri quando ha perso l’uso delle gambe è stato dover rinunciare al volley. Ma la vita, per fortuna, offre quasi sempre una soluzione. Così un giorno scopre l’esistenza del sitting volley, la pallavolo giocata da seduti, pensata proprio per persone con disabilità motorie. Anche grazie a questa disciplina Nadia parte riorganizzando la sua vita, che ad oggi si sta rivelando ricca di soddisfazioni e di opportunità.

Entra nella squadra paralimpica italiana di sitting volley, dove assume una posizione di spicco grazie al suo carattere estroverso e battagliero. La Federvolley la nomina addirittura testimonial, col compito di promuovere questa disciplina in giro per l’Italia, soprattutto nelle scuole. Ma non solo: fonda “Vinci l’epilessia”, associazione che si prefigge di aiutare ad affrontare l’epilessia tramite lo sport. Grazie alla Polisportiva Qui Trecenta, che le mette a disposizione il palazzetto per allenamenti e partite, dà vita ad una squadra provinciale di sitting volley. Questo sport prevede squadre miste, con anche la partecipazione di normodotati. Il suo carattere di integrazione è quindi importantissimo.

C’è da riflettere sull’uso che a volte si fa del termine diversamente abile, con accezione negativa o discriminatoria. I cosiddetti normodotati, riescono tutti a fare le stesse identiche cose? Ovvio che no, quindi di base siamo tutti esseri umani diversamente abili! Questo è da tenere a mente giusto per non fare distinzioni che portino a giudicare qualcuno inferiore, non di certo per negare i bisogni particolari dei disabili.

Nadia ha le idee chiare a riguardo: è in carrozzina, certo, ma non deve per questo essere considerata una malata. E se giustamente lotta per alcuni diritti sacrosanti, come i parcheggi riservati, altre cose non le tollera. Tipo se le si cede il posto in fila al supermercato o alle poste. Lei non sopporta chi abusa della propria condizione e non vuole trattamenti preferenziali. Ha un bel caratterino, questo ancora non ve l’avevo detto!

Foto di Federica Boniolo

Conoscere e sensibilizzare per non emarginare

Ma veniamo al motivo principale per cui scrivo questo articolo. Nadia è diventata nel corso degli anni una sportiva molto conosciuta, a Rovigo e non solo. Spesso è chiamata a raccontare la sua esperienza per promuovere gli sport paralimpici ed in particolare il sitting volley. Le piace parlare a bambini e ragazzi, e riesce ad instaurare con loro un feeling particolare. L’anno scorso attirò l’attenzione di Alberto Cristini, noto artista rodigino dalle tante doti e passioni: è pittore, scultore, scrittore, nuotatore. Cristini per hobby scrive libri illustrati per bambini e ragazzi. Le propone di scriverne uno insieme. Nadia accetta, vedendolo come occasione per far conoscere meglio il mondo della disabilità ai bambini. E con un’ottica positiva, mostrando loro da altri punti di vista, che una persona disabile non vive esclusivamente di difficoltà e privazioni.

Nasce così “Ruote alate”, edito da Doge edizioni, libro illustrato scritto a quattro mani e pensato primariamente per ragazzi, che prende spunto dalla vita di Nadia. “Ruote alate” è la storia di Sofia, una bambina che rimane costretta su una sedia a rotelle in seguito ad un incidente. Sofia conosce Bino, un bambino che si infortuna lievemente giocando a calcio, e lo conduce alla scoperta del mondo della disabilità. Puntando molto sullo sport come strumento per abbattere le barriere ed alla portata di tutti. Una storia di amicizia che punta a presentare ai bambini la disabilità in modo non negativo, affinchè crescano privi di discriminazioni per chi non è come loro. Anzi, imparando a non vedere nemmeno le differenze.

Foto presa dal profilo Facebook di Alberto Cristini

L’incasso andrà in beneficenza

Gli autori hanno deciso di devolvere tutto il ricavato per l’acquisto di attrezzature sportive  per sport paralimpici. Nadia ha scelto questa destinazione per due motivi fondamentali.
Il primo è che lo sport, il sitting volley in particolare, ha contribuito in maniera decisiva alla sua rinascita; crede fortemente nell’importanza che può avere nella vita di un disabile, da molti punti di vista. “Il diritto allo sport, come ce l’ha un normodotato, lo deve avere a maggior ragione un bambino o un ragazzo con disabilità. Perchè, se un normodotato al di là dello sport può sfruttare molte altre occasioni per socializzare e uscire con gli amici, un ragazzo disabile invece ha più difficoltà” spiega Nadia.

Il secondo motivo è legato ai costi elevati, spesso proibitivi, di tali attrezzature speciali. Costi che una famiglia già provata da spese sanitarie o di altro tipo, spesso non è in grado di sostenere, dovendo quindi privare il disabile di un’esperienza di socializzazione fondamentale. Sarà il Comitato Paralimpico Regionale ad occuparsi di individuare le società, in tutta la Regione, che presentano particolari esigenze.
Il libro uscirà a breve nelle librerie. Per ora è possibile acquistarlo solo in alcune uscite pubbliche degli autori. Il prossimo appuntamento sarà il 16 novembre in occasione della serata per la consegna delle benemerenze sportive del Coni.

A Nadia i più sinceri auguri per la vendita del libro, per la sua carriera sportiva e per quella universitaria, iniziata da poco. Ma soprattutto va la stima ed il ringraziamento per ciò che trasmette con il suo modo (esplosivo) di essere!

 

Foto di copertina presa dalla pagina Facebook di Nadia Bala

Federica Boniolo

Autore: Federica Boniolo

Di professione psicologa.
Appassionata di web, foto, libri e natura.
Senza velleità giornalistiche, raccoglie e racconta storie di persone e realtà che rappresentano non solo il bello, ma anche il buono della nostra provincia.

Conosciamo Nadia Bala e “Ruote alate”, libro scritto con Alberto Cristini ultima modifica: 2018-10-30T09:27:42+00:00 da Federica Boniolo

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