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Accademia dei Concordi, dai primi quadri alla nascita della Pinacoteca

La sede dell'Accademia dei Concordi, primo sito della pinacoteca

L’Accademia dei Concordi è di certo uno dei grandi vanti della città. Non solo per la sconfinata biblioteca, pregna di volumi, alcuni dei quali di inestimabile valore. Basta ricordare la Bibbia Istoriata Padovana, manoscritto miniato di fine ‘300, smembrato in due parti e spesso citato come la “Bibbia più istoriata di tutto il Medioevo Italiano. Le due parti sono attualmente custodite presso la British Library di Londra e, appunto, presso la “nostra” Accademia.

La prima collezione

Già nel XVIII secolo l’Accademia dei Concordi era titolare di un notevole patrimonio artistico. In origine esclusivamente destinato ad adornare il salone dove si tenevano le manifestazioni più solenni. I dipinti erano per lo più ritratti di personaggi illustri quali il Cardinale Bartolomeo Roverella, Giovanni Bonifacio, Celio Rodigino, Camillo Silvestri, Paolo Emilio Casalini. Tra gli autori troviamo Giambattista Tiepolo, Giambattista Piazzetta, Bartolomeo Nazzari.

Ai dipinti si aggiungeva una statua di legno di San Gaetano da Thiene scolpita da Giovanni Marchioni su disegno di Piazzetta. Nel settembre del 1766 una nota dell’Accademia fa presente che : “il giornaliero detrimento al quale sono sottoposti li Quadri tutti esistenti nella Sala dell’Accademia a motivo dell’infelice sito della medesima e quando non venisse in breve provveduto di altro miglior sito, e più sano, certamente correranno a pericolo di rovinarsi affatto fra poco”. Occorreva, insomma, trovare una soluzione più consona e pertinente per la conservazione delle opere d’arte.

Un sito per la conservazione

Palazzo Roverella, nuova sede della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi

Anche perchè a rimpolpare quel primo e straordinario nucleo di opere d’arte che l’Accademia aveva messo insieme nel corso di un ventennio, arrivò, nel 1833, l’inaspettata eredità del conte Giovanni Francesco Casalini che con l’avanzare dell’età aveva finito per appassionarsi alla pittura a tal punto da raccogliere una ragguardevole mole di opere. Alcune di queste erano state acquistate, tramite intermediari, a Venezia, nel momento in cui molte e magnifiche quadrerie private venivano messe al pubblico incanto. A quel punto si provvede a sistemare per bene la sala delle riunioni che ospita, a quel punto, 197 dipinti.

Si inaugura così, il 18 agosto del 1838 la “patria pinacoteca“. Oramai la trasformazione dell’Accademia è in atto e diventa biblioteca pubblica in seguito alla stipula del contratto con il Comune di Rovigo il 10 gennaio del 1836. Per quanto riguarda la quadreria, ben presto si diffonde la fama delle importanti opere conservate presso l’Accademia e a tale scopo, per andare incontro alle esigenze dei visitatori si mette a disposizione una guida, l’accademico Nicolò Bisaccia.

L’alluvione del 1951 mette a serio rischio le opere d’arte ed per i nuovi allestimenti si fece riferimento, negli anni ’70, a Palazzo Bosi. Infatti divenne prioritario, per l’Accademia, risolvere il problema della conservazione e della valorizzazione delle opere d’arte. Dal 2005 le opere della Pinacoteca sono ospitate nel rinascimentale Palazzo Roverella, affacciato anch’esso su Piazza Vittorio Emanuele II.

 

Foto: RemWeb, Fondazione Cariparo. Fonti: Sergio Garbato, Rovigo, i luoghi ed il tempo. Leobaldo Trainello, Rovigo, ritratto di una città.

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
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Accademia dei Concordi, dai primi quadri alla nascita della Pinacoteca ultima modifica: 2019-01-04T12:38:37+02:00 da Alessandro Effe

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