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Il delicato equilibrio tra mente e corpo – Nossolar

Spesso mi è capitato di domandarmi il motivo per cui determinate cose fossero successe proprio a me. E’ una cosa che facciamo tutti, soprattutto nei momenti più bui e di sconforto totale. Sono arrivata alla conclusione che sia profondamente errato. Non ci sono spiegazioni logiche a ciò che ci accade ogni giorno. Non esiste fortuna o iella. Esiste la capacità di trasformare tutto in insegnamento. Trovare la forza e gli stimoli per migliorarsi, per imparare sempre nuove lezioni. Ognuno ha il proprio modo per uscire da questo circolo vizioso di crogiolarsi nel dolore. L’importante è trovarlo. E’ per questo che ho deciso di approfondire tale tipo di tematica. Probabilmente ad alcune persone mancano gli strumenti per leggere in modo diverso la vita. Allora perchè non cambiare semplicemente prospettiva? Nulla di straordinario o di obbligatorio.

Guardare l’interpretazione che hanno dato altri, magari può aiutare a comprendere. Valutare con occhi differenti. Perciò ho voluto chiacchierare con questi ragazzi, che hanno investito tempo e denaro nel loro sogno, trasformandolo prima nel loro stile di vita. Sono andata da loro senza preconcetti, perchè ci vuole apertura mentale e predisposizione al dialogo per capire. Non è dovuto condividerne il significato o il pensiero. Il sapere non nasce solo da quello che ci appartiene e nemmeno l’intelligenza. A Nossolar ti senti subito a casa.

La ricerca di se stessi

La prima cosa che devi essere disposto a fare è quella di toglierti le scarpe. Un modo per intuire fin dall’inizio che stai lasciando la parte di te stesso conosciuta fuori da quella porta. Provi immediatamente a cercare il contatto perduto, entrando in un mondo inconsueto fatto di profumi, sensazioni, viaggi interiori e percorsi. Pervade un silenzio entusiasmante. Un silenzio ricco di parole: le tue. Quanto durerà il tuo cammino dipende solo da te. Da quanto davvero sei pronto a capire te stesso. Magari credi di esserlo e non lo sei affatto.

Glenda Incao, Andrea Bordin, Valentina Mioni e Nadia Zampollo sono disposti a darti gli strumenti ma ci vuole empatia, voglia di mettersi in gioco e pochissime aspettative. Non sono santoni. Non sono maghi. Hanno la loro chiave che non è detto debba essere la tua. Anzi. Sicuramente non lo sarà. Perchè ognuno ha la propria. La vera domanda è e resta: sappiamo girarla dal verso giusto e farla entrare nella porta corretta? O stiamo tentando con tutte le chiavi del mazzo ad aprire una porta sbagliata? Oggi parlerò di noi, intesi come persone. Di come si possono scoprire lati nascosti e rinchiusi in armadi o parti assopite del nostro io, con discipline olistiche, ossia considerando l’uomo come il risultato di mente, corpo e ambiente, per raggiungere nuovi equilibri.

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Lo Shiatsu

D. Cosa rappresenta lo Shiatsu?
Glenda: Purtroppo negli anni è stato bistrattato. Lo associ immediatamente ad un massaggio. Ma non è così. E’ un trattamento inteso come percorso di crescita personale. L’operatore lavora sul benessere e sulla consapevolezza dell’individuo. Molte persone quando si stendono, non sono consce di come stanno. Si lavora sul loro respiro. E’ una relazione incredibilmente intima tra te e la persona stesa. Sei in ginocchio, a disposizione. Ci deve essere accoglienza reciproca. Il contatto avviene attraverso la pressione ma non è solo fisico, è anche energetico ed emotivo. Succedono molte cose durante o dopo il trattamento: si piange, si ride. Le persone buttano fuori emozioni, ricordi.

Nello stretching dei meridiani, per esempio, aiuto ad acquisire una maggiore consapevolezza nel sentire, lavorando su semplici esercizi di allungamento, l’uso del respiro (quante volte non ci si accorge di essere in apnea) ed alcune tecniche di rilassamento, tratte dalla mia formazione come pedagogista clinico.

Mettersi in discussione

Sto perseguendo il mio percorso personale. Il mio approccio a questa disciplina non è stato casuale. Lo Shiatsu non è arrivato sul mio cammino accidentalmente, ma dopo una serie di lutti che mi hanno colpita. Mi sono messa in discussione e mi è cambiata la vita. Ho frequentato una scuola per diventare operatore Shiatsu. Sono diventata più accogliente, sia per le cose positive che negative. Il mio temperamento è rimasto identico.

Lo Shiatsu è libertà da dipendenze, falsi legami, di gestire il dolore fisico (trattando alcuni punti) ed emotivo.
Nello Shiatsu si parla di scoprire la propria essenza, qual’è il tuo vero mandato. Io l’ho capito a 40 anni, ma chi se ne frega! Cambia il tuo approccio con il prossimo, con i tuoi amici, con la tua famiglia e i tuoi figli. E tanti di loro se ne vanno o si allontanano, perchè non tutti possono viaggiare con te o sono pronti ad accettare. E’ la vita.

Energia e trasformazione

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D. Come riuscite a non farvi travolgere dalle energie che le persone fanno esplodere durante le sedute?
Andrea: Impariamo a schermarci anche grazie agli insegnamenti ricevuti. Il giusto e unico pensiero deve essere: io sono qua per aiutare. Sono il veicolo grazie al quale le persone danno sfogo ai loro sentimenti. Fornisco gli strumenti tramite i quali devono cercare di armonizzarsi da soli. E’ uno scambio reciproco, ma non sono cose che mi riguardano. Questa deve essere una convinzione ferma fin dall’inizio. Li aiuto a dargli una forma. Se la vedi così, le energie restano fuori. Non c’è nessuna energia non tua da gestire, con quest’ottica.

Smettiamo di vederci come macchine, perchè in realtà somatizziamo tutto ciò che viviamo. Emozioni, situazioni, persone, arrabbiature. In tutti gli ambiti e in tutti i momenti. Soprattutto quando c’è un disequilibrio importante, ci saranno manifestazioni significative dei disagi percepiti. La prima cosa che devi fare per riuscire ad aiutare gli altri è pulire te stesso. Devi stare bene per provare empatia. Il concetto principale che bisogna essere disposti ad abbracciare è cambiare approccio. Aprirsi all’eventualità che esistano altri modi per trovare l’equilibrio interiore. Ed ecco che ti trasforma la vita.

Andrea e Glenda hanno iniziato questo percorso assieme in un momento della loro vita particolarmente difficile. Andrea continuava ad avere forti dolori alla spalle che lo perseguitavano da tempo e, proprio mentre facevano il corso per diventare operatori Shiatsu, decise di chiedere consulto al uno dei loro maestri. Dopo avergli mostrato esattamente il punto che lo tormentava, questo gli rivolse una domanda che lo spiazzò totalmente. Un semplice quesito: “Da quanto tempo sei asmatico?” gli fece mettere in discussione le certezze di sempre, tanto da arrivare a dubitare di altre cose. Fino a capire che forse era giunto il momento di cambiare rotta.

Danzaterapia

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Nadia si è avvicinata alla Danzaterapia perchè stava cercando qualcosa di diverso, voleva arrivare alle perone attraverso la non parola, cioè il linguaggio non verbale. Movimento e musica. Ha scelto la Danzaterapia e ha seguito la scuola di Maria Fux. Dalla creazione fa nascere la parte più nascosta, svincolando quel movimento dal giudizio. E’ una ricerca che parte sempre da se stesso. E’ una formazione personale, individuale. Ognuno ha i propri. Chi, come lei, conduce il gruppo deve avere un ascolto a 360° per sapere come intervenire nel modo adeguato. Ha imparato ad affrontare i problemi in maniera più positiva e propositiva. Terapia significa solamente darsi la possibilità di cambiare. Già uscire dalla seduta con uno stato d’animo diverso è una bellissima cosa, una grande conquista. Vivi con leggerezza, lasciando andare ciò che non serve.

D. E con la Danzaterapia come si fa a bloccare la trasmissione degli stati d’animo meno positivi al gruppo?
Nadia: Nel momento in cui scatta questa sorta di meccanismo e chi dirige l’orchestra intuisce che il gruppo può essere influenzato dalla sensazione del singolo, è necessario dare una svolta all’incontro. Formulare una lettura diversa, mutando musica. Cerchi di commutare energia, che porta ad uno stato diverso, dando uno stimolo differente. Alzi il livello del gruppo e quello che prima era vissuto con sentimenti di malinconia, per esempio, poi viene percepito diversamente. Bisogna assolutamente avere la capacità di ascoltare quello che il corpo ci comunica, dandogli anche un’accezione non conforme agli standard. Spesso vengono fuori le emozioni di tutta una vita, perchè il corpo ha una memoria. Attraverso il movimento si modellano le parti più svariate. Uscendo prendono forma e si trasformano tutte in energia, in forza.

Ascoltarsi

D. Come si può aumentare la consapevolezza della percezione di se stessi e degli altri?
Andrea: Non c’è una regola. Non può esserci una risposta univoca, perchè siamo tutti diversi, si possono però fare esperienze mirate. Lo Shiatsu può essere un ottimo veicolo nel momento in cui, accettando la relazione con un’altra persona, cominci ad ascoltare il tuo corpo sotto un determinato stimolo. Si parla di pressione ovviamente. Leggera. Devi usare una respirazione diaframmatica, che è quella che fanno i bambini quando nascono. Una cosa che il nostro corpo ricorda perfettamente.

Andrea mi spiega che spesso all’improvviso si richiamano alla memoria parti del corpo che erano state dimenticate. Poi ci si rende conto che si sente il contatto con l’operatore in altri luoghi rispetto a dove c’è l’effettiva pressione. Le persone vanno a casa sentendosi euforiche, allegre, leggere. Alcune si definiscono effervescenti. Non si risolvono subito i problemi, ma ci si sente vivi. Ci sono molte discipline, ognuno deve trovare la propria. Una cosa che mi ha stupita è il fatto che dopo il trattamento riesci a dormi. Nel senso che poi ti senti rigenerato e affronti le giornate in modo lucido e presente.

Il male deve diventare uno stimolo per fare un percorso, per cui è chiaro che il modo e i tempi dipendono dall’individuo. Qualcuno spesso si crea barriere inconsciamente e si ostacola da solo. Quando si accende una spia della macchina, cosa si fa? Si toglie la lampadina o si va dal meccanico? Il corpo magari sta banalmente dicendo che qualcosa non torna e ad alcuni di noi non basta sedare quel dolore. E’ la mente che invia semplici segnali che noi dobbiamo prenderci la briga di codificare correttamente. Magari non è un problema relativo al punto esatto in cui si è materializzata la difficoltà, ma serve come spunto per riflessioni più profonde. La psiche ci avverte di fermarci, di meditare. Sta a noi capire cosa sta dicendo. E’ assolutamente un percorso personale e bisogna viverlo senza aspettative o ansie.

Nossolar, il centro per la persona

Glenda mi confida che sarebbe fantastico, un giorno, arrivare a lavorare in prevenzione. Trattare le persone solamente nel momento acuto non significa essere loro davvero d’aiuto perchè, come in ogni campo, la prevenzione è l’unica vera arma vincente. Magari dato che i cambi di stagione creano disequilibrio, una persona potrebbe programmare un ciclo di trattamenti. Una realtà complessa da costruire con tutte le difficoltà che comporta. Arriveranno anche a fare questo data la loro serietà, il loro impegno e la loro determinazione.

D. Cosa rappresenta Nossolar?
Glenda: Nossolar è un progetto nato poco più di un anno fa, come centro per la persona, e si rivolge a quasta nella sua unicità e nella sua particolarità. Tratta l’individuo nel suo essere. Bambini, donne in gravidanza, anziani, disabili. Ci riferiamo a loro con tutti gli aspetti che li coinvolgono. Dove vivono, come mangiano, dove lavorano o studiano, come stanno, rivolgendoci direttamente al singolo essere umano e al suo ben stare con se stesso. Proponiamo quindi una serie di strumenti che la persona può usare, lavorando a 360° sul suo equilibrio psicofisico, emotivo  o spirituale. Non siamo guaritori o terapeuti, ma ci poniamo in aiuto all’individuo.

Possibili strumenti

Usiamo la pedagogia clinica dal punto di vista olistico di lavoro sul corpo.Oltre allo Shiatsu, offriamo incontri di Danzaterapia, trattamenti Reiki ed Ayurveda, trattamenti di Riflessoterapia al piede, consulenze Feng Shui. Alcune di queste discipline si svolgono anche attraverso incontri di gruppo. Questo infatti aiuta a far uscire aspetti di cui si può non essere consapevoli. Le persone che vengono da noi, non lo fanno a caso. Vengono perchè sono in un momento di cambiamento o stanno per affrontarlo. Arriva un subbuglio interno per cui c’è bisogno di prendere una direzione.

Glenda, Valentina e Andrea sono tre operatori Shiatsu ma ognuno di loro ha differenti peculiarità. Per cui a seconda del paziente, verrà attribuita l’operatore più affine alle proprie problematiche, lavorando spesso in collaborazione con Nadia, attraverso la Danzaterapia per l’emotività, la creatività e l’espressività corporea libera. Sono decisamente contro corrente, perchè non tendono ad omologare le persone, bensì il contrario. Vogliono far uscire il lato che le contraddistingue senza l’ansia del giudizio. Probabilmente il loro pensiero è troppo avanti rispetto alla massa. Forse troppo, chissà. Per loro è importante il recupero delle abilità espressive della persona. Oserei dire fondamentale, lavorano con materiali e il movimento attraverso questi. Troppa attenzione nella nostra società al bello e al brutto. Un viaggio ispirato che spero possa aver arricchito molti di voi , se non altro a capire un mondo diverso di guardare la vita.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il delicato equilibrio tra mente e corpo – Nossolar ultima modifica: 2018-03-16T11:33:21+00:00 da Sibilla Zambon

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