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Palazzo Ravenna, il nobile palazzo in piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi e sulla destra Palazzo Ravenna

Del Palazzo Pretorio, abbiamo avuto modo di parlare in un altro articolo. Il Palazzo, che con l’occupazione francese perse prestigio e ruolo, si trova in Piazza Garibaldi. Usiamo il presente perchè, dopo l’originaria destinazione d’uso, dal 1806 ha avuto qualche cambio. In prima battuta è messo a disposizione del pretore giudiziario, poi, nel 1818, con la dominazione austriaca, diventa Imperial Regio Tribunale con carcere annesso. Viene infatti progressivamente allargato, demolendo il Salone delle Udienze. Negli anni cinquanta dell’Ottocento l’immobile diventa sede della Camera di Commercio, istituita circa quarant’anni prima. Con il nuovo cambiamento della destinazione d’uso viene nuovamente modificato e ristrutturato (quasi radicalmente). Tra il 1851 ed il 1852 viene risistemato il pianterreno (per le contrattazioni dei commercianti) poi vengono spostate le carceri, che rimangono al loro posto fino al 1857 per essere poi definitivamente trasferite altrove.

Palazzo Ravenna

Risale alla fine del Cinquecento o al massimo all’inizio del secolo successivo l’origine del palazzetto che si allinea in maniera leggiadra con linee veneziane e neolombardesche alla sede della Camera di Commercio e del Teatro Sociale. A farlo edificare è stato probabilmente Lodovico Fracchetta, subentrato nella proprietà del terreno alla ricca famiglia dei Foligno. Tuttavia già sul finire del Seicento i Fracchetta venderanno tutta l’area, con il palazzo ed altri fabbricati, a tale Girolama Quattrini, vedova Bonanome. E proprio qui, dopo un accurato restauro, preceduto un secolo prima da un altro intervento di risistemazione, avvenuto con molta probabilità attorno al 1790, si erge la residenza Domenico Maria Bonanome.

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Threecharlie [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)]

Egli, è figura di spicco nella storia di Rovigo. Resta tuttavia poca memoria, tanto che il suo palazzo di Piazza Garibaldi, dove risiede fino alla morte, viene oggi indicato col cognome di un proprietario successivo. Angelo Ravenna. Quest’ultimo, ricco commerciante ebreo, acquista l’immobile nel 1858. Palazzo Ravenna risultava più volte passato di mano dopo la morte di Bonanome. Ravenna provvede ad una radicale ristrutturazione su progetto dell’ingegnere Pietro Mola. La palazzina viene rialzata di un piano inglobando peraltro un altro edificio sul retro.

Gli anni recenti

Si allunga il salone centrale e riorganizzata la facciata in una sorta di omaggio veneziano. Quest’ultimo lavoro riesce ad ingentilire anche la ghisa impiegata per decorare le finestre. L’interno presenta affreschi che però non sono quelli descritti da Francesco Bartoli. Egli nel 1793 ne attribuisce la paternità al vicentino Luigi Marangoni e al bolognese Francesco Masini. Durante l’ultima guerra, il palazzo è triste sede della milizia per poi passare alla Cassa di Risparmio. Poi, nei primi anni cinquanta del ‘900, stabilisce lì la propria sede il Consorzio di Bonifica Adige. In anni più recenti il Consorzio ha la sensibilità e la cura di recuperare anche un altro edificio.

Questi, voluto probabilmente dalla famiglia Ravenna a metà dell’Ottocento, come adiacenza di servizio è dimenticato per lunghi anni nei recessi del cortile del palazzo. Lo si riporta allo splendore delle origini e lo si rinomina simbolicamente palazzo delle Campagne Vecchie. Lo si destina ad attività culturali e soprattutto alla sede del ricco e corposo archivio dell’ente stesso. Un scelta doppiamente simbolica se si pensa che in tempi antichi, da quelle parti scorreva un vecchio corso d’acqua noto come Pestrina.

Fonte: Sergio Garbato, Rovigo, i luoghi, il tempo. Foto: Alessandro Effe. 

Palazzo Ravenna, il nobile palazzo in piazza Garibaldi ultima modifica: 2020-01-03T17:21:49+01:00 da Alessandro Effe
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