Palazzo Roncale a Rovigo sede della mostra temporanea della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi
arte

Palazzo Roncale – L’alto momento dell’architettura rodigina

Prima ancora dell’edificazione del palazzo di famiglia, i Roncale erano stati protagonisti della vita cittadina. Famiglia di commercianti di tessuti, avevano ampliato le proprie fortune grazie all’abilità di Antonio e Giovanni. Giovanni Domenico, invece, fu fondatore di quella Accademia degli Addormentati (poi chiusa per sospetta eresia) che ben prima dell’Accademia dei Concordi, divenne culla culturale della città.

Il permesso per l’edificazione di Palazzo Roncale fu concesso nel 1550 dal Maggior Consiglio cittadino, che aveva dato il permesso di costruire in quell’ala della piazza, limitando comunque la facciata (i Roncale erano proprietari di tutti gli stabili fino alla Loggia dei Notari). La costruzione iniziò subito dopo. Avrebbe dovuto rappresentare la rapida ascesa economica e sociale di una famiglia che era arrivata in Polesine attorno alla metà del ‘400 dalla natale Bergamo.

La vendita e la riqualificazione

Palazzo Roncale la taverna

Ai vertici dell’amministrazione della città si trovava Antonio. Egli si era rivolto al veronese Michele Sanmicheli perchè progettasse un palazzo in grado di rappresentare il grande prestigio raggiunto. Quest’ultimo, che aveva progettato le monumentali porte veronesi denominate Porta Palio, Porta Nuova, Porta San Zeno definì il palazzo con un doppio ordine. Dorico al pianterreno e ionico al piano nobile, conferendo alla facciata grandissima armoniosità. Il portico aveva il compito di assolvere anche al passaggio pubblico con l’eventuale presenza di botteghe. La forma irregolare è dovuta alla mancanza di spazio adeguato a disposizione, obbligando l’architetto a sacrificare il cortile interno.

Ai primi dell’800 i Roncale si trasferirono a Venezia e Milano dando l’immobile in affitto. Acquistato da un commerciante di mobili nel 1880, il prezioso edificio fu degradato a magazzino, perdendo quella bellissima aura di nobiltà. A salvarlo ci pensò la Banca Agricola, che lo acquistò nel 1919 e lo destinò ad essere propria e sede. Fu l’inizio di una trasformazione quasi radicale della facciata laterale che nel 1932 venne completata con l’apertura di un portico.

Al termine di diverse vicissitudini, durante le quali il palazzo era passato di mano alla Cassa di Risparmio di Rovigo (che nel frattempo aveva acquisito la Banca Agricola) conobbe un definitivo restauro, grazie all’architetto Antonio Canato, che lo riportò all’antico splendore. Egli mantenne soltanto le alterazioni oramai non modificabili. Nel 1980 il Palazzo divenne prestigiosa sede di rappresentanza della Banca che lo corredò progressivamente di opere d’arte che ne accrebbero ancora di più il valore.

 

Foto: Massarentearchitettura

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

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Palazzo Roncale – L’alto momento dell’architettura rodigina ultima modifica: 2018-04-03T14:12:02+00:00 da Alessandro Effe

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