Palazzo Roverella
Arte

Palazzo Roverella – La storia ed il ritorno agli antichi splendori

Palazzo Roverella, fu commissionato dall’anziano ed autorevole Cardinale Bartolomeo Roverella, nel 1474. Doveva testimoniare il prestigio sociale ed economico raggiunto dalla famiglia. I Roverella erano infatti una delle famiglie più facoltose della città ed avevano raggiunto ottime relazioni con gli Estensi e con i principi della Chiesa.

L’influente Bartolomeo aveva più volte dato sfoggio della sua influente abilità diplomatica e di mediazione già ai tempi delle sue frequentazioni della cerchia di papa Pio II. L’ascesa del Cardinale era diventata inarrestabile. Aveva comprato stabili in città, soprattutto a beneficio dei familiari più stretti, Lorenzo e Nicolò, che erano rispettivamente, vescovo di Ferrara ed abate generale degli Olivetani.

La decisione di erigere il palazzo rodigino, monumento di prestigio, è opera del Cardinale anche se egli si era oramai stabilito a Roma. Nonostante questo, non aveva affatto allentato i rapporti con Rovigo e col Polesine in generale.

Il progetto

Il progetto era quello di allargare il più possibile l’originaria abitazione del Roverella, che affacciava sulla Piazza Maggiore. Il compito di seguire i lavori fu affidato a due nipoti di Bartolomeo, Antonio e Girolamo. Il palazzo finì per occupare quasi tutta l’ala ovest della piazza e non si arrestò neanche al sopravvenire della morte del Cardinale, avvenuta nel 1476. Si andò avanti ancora per un altro paio d’anni, fino a terminare per intero la parte che si affaccia in via Laurenti, dove si trova l’ingresso.

Tra le maestranze era presente Giacomo Rinaldi, apprezzato mastro muratore già alla corte estense. Fu la morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1478, unita al sostanzioso aumento dei costi, a fermare i lavori. Il palazzo era comunque abitabile e vi trovarono infatti dimora i Roverella rimasti a Rovigo. A metà del ‘600 il palazzo ospitò, nella parte sud, il Monte di Pietà, mentre sotto il porticato già erano presenti diverse botteghe (le troviamo ancora oggi, naturalmente rinnovate nelle proprietà).

Dalla fine del ‘700 in poi furono necessari molti lavori di ripristino. In parte per un incendio ed in parte per l’uso improprio veniva fatto dei locali (fu addirittura deposito di granaglie). Anche dopo i lavori, il palazzo continuò a rimanere abbandonato a se stesso, tanto che il comune, nel 1904, evitò di segnalarlo tra i beni Veneti da tutelare. Nel secondo dopoguerra il palazzo, acquisito definitivamente dal Comune, accolse gli sfollati, poi una scuola media e l’archivio comunale. Fino ad essere abbandonato all’incuria ed ai colombi.

La sede museale

Palazzo Roverella

Nel 1985 viene avviata l’opera di restauro con l’intento di riportare il palazzo agli antichi splendori. Degli elementi originari rimangono le aperture delle finestre e gli archi del portico. Il successivo intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha contribuito a trasformare l’edificio in prestigiosissima sede museale con l’esposizione di una parte delle raccolte dell’Accademia dei Concordi e grandi mostre che hanno richiamato, fin’ora, numerosissimi visitatori italiani ed esteri.

La prossima, che invitiamo tutti a non perdere, partirà dal 24 Marzo per concludersi il 1 Luglio e si intitolerà “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi”. Sarà documentata, per la prima volta, la sinergia tra il Polesine ed il cinema. Sono oltre 500 tra film, documentari, cortometraggi, che hanno visto queste terre protagoniste di pellicole con registi tra i più grandi del cinema italiano e mondiale : Visconti, Rossellini, Bertolucci, solo per citarne alcuni.

Un’occasione da segnare sul calendario e non perdere per nulla al mondo.

Foto: Comune Rovigo, Artribune

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

Palazzo Roverella – La storia ed il ritorno agli antichi splendori ultima modifica: 2018-02-08T09:50:50+00:00 da Alessandro Effe

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