Chiesa di San Bartolomeo
Arte

La chiesa di San Bartolomeo – Accanto al chiostro, la bellezza fuori le mura

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Per i rodigini è San Bortolo. Inizialmente però vi furono gli Umiliati, ordine religioso proveniente dal Piemonte, che si era stabilito in Polesine intorno al XIII secolo. Fu uno dei molti movimenti sorti in contrasto con la ricchezza e l’agiatezza ostentata nell’ambiente clericale. Proprio grazie a loro si hanno le prime notizie di insediamenti fuori dalle mura cittadine. Qui, accanto ai religiosi operavano i laici, a volte raggruppati in vere e proprie confraternite. Come era negli usi degli Umiliati ci si occupava di lavori di lavori di tessitura e lavorazione della lana.

Nello stesso periodo del XIII secolo uno dei frati chiese ed ottenne, dal vescovo Guglielmo D’Este, il consenso ad innalzare una chiesa in onore di San Bartolomeo Apostolo. La costruzione della piccola chiesa è terminata nell’arco di un anno ed era dotata di una zona atta ad ospitare piccoli gruppi di religiosi ed un chiostro. Nella seconda metà del 400 tuttavia, gli organi del monastero cessano l’attività. Arriva infatti l’ordine di papa Sisto IV che stabilisce la soppressione dell’ordine per sospetta eresia favorendo l’insediamento di quello benedettino degli Olivetani.

L’abbandono e la nuova edificazione

Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa venne quindi abbandonata, i monaci restaurarono ed ampliarono più volte il complesso fino a quando anche per quest’ordine venne il momento della soppressione. La chiesa attuale venne edificata a partire dal 1562 ed allo stesso periodo risale lo splendido chiostro. Per alcune similitudini con la Basilica di San Giorgio fuori le mura a Ferrara alcuni hanno pensato alla poco probabile mano di Biagio Rossetti nella costruzione di entrambe. Di sicuro nella realizzazione del progetto furono impegnati Bartolomeo Bonrizzo ed i maestri muratori Bartolomeo Facino e Alberto Schiatti. Quest’ultimo progettò anche il campanile, ultimato nel 1592.

Dopo il 1660 si avvia la decorazione della chiesa e delle sue cappelle. Pale d’altare e stucchi, con la partecipazione di artisti già presenti in altri monasteri Olivetani. Nel 1675 venne costruito un secondo chiostro ed in breve tempo il monastero di San Bartolomeo divenne centro nevralgico di vita religiosa, acquisendo anche il priorato della Madonna dei Sabbioni e della Badia di San Pietro in Maone presso Crespino.

Notevoli le opere d’arte all’interno della chiesa. Su tutte, il dipinto del 1794 del mazarese Tommaso Sciacca : Vergine con Bambino e San Carlo Borromeo in adorazione. Nel 1797 arrivano i francesi e sopprimono il monastero. I francesi lo vendono a Giacomo Giro che lo cede al comune di Rovigo perchè diventi casa di ricovero. Fortunatamente, anni dopo, vengono avviati i lavori di restauro per riportare il monastero all’antico splendore.

Foto: Carlo Alberto Mares (su itrovigo), Mapio.net

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

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La chiesa di San Bartolomeo – Accanto al chiostro, la bellezza fuori le mura ultima modifica: 2018-02-15T17:14:34+00:00 da Alessandro Effe

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