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Sandro Gibellini, la grande chitarra jazz al Sociale

Sandro Gibellini

Il Ponte di Ognissanti, dal 31 ottobre al 3 novembre ha condotto quasi 4.000 visitatori ad ammirare la mostra sul Giapponismo a Palazzo Roverella. Ciò ha portato i visitatori ad un totale temporaneo di circa 14.000. Numeri che evidenziano, senza necessità di ulteriori sottolineature, il successo di questa nuova esposizione che è promossa dalla Fondazione Cariparo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi. L’ideazione e la cura sono invece di Francesco Parisi.
Il successo, per molti versi persino clamoroso, del Giapponismo si riflette anche sull’eccellente andamento della mostra parallela in Palazzo Roncale. “Radiant”, esposizione di manga e “anime” del famoso autore francese, che è stata ammirata, nei medesimi tre giorni, da circa 700 persone.

Sandro Gibellini

Analizzando i dati sulle provenienze, risulta evidente come questo ponte abbia portato alle due mostre rodigine soprattutto un pubblico da fuori territorio. Questo nonostante un tempo non sempre dei migliori. 
Se si esclude un secondo posto per i veronesi, le province da cui è principalmente giunto il pubblico delle mostre al Roverella e al Roncale sono quelle, nell’ordine, di Milano, Bologna, Roma e dalla Toscana. Visitatori quindi che per ammirare le esposizioni rodigine si sono sobbarcati ampie trasferte, elemento che conferma come Rovigo sia ormai entrata in modo forte nel ristretto novero delle “città delle grandi mostre” in Italia. E’ quindi sull’arte che si gioca una delle partite sul turismo cittadino (l’altra è sul patrimonio artistico). In quest’ottica anche gli spettacoli del Sociale che permettono di godere veri e propri eventi musicali di prim’ordine.

Sandro Gibellini e il jazz

Sandro Gibellini, classe 1957, è tra i chitarristi jazz italiani più apprezzati a livello mondiale; ha collaborato con Gerry Mulligan, Jimmy Owens, Lee Konitz, Woody Shaw, Kenny Barron, Mel Lewis, Sal Nistico, Steve Grossmann. Dal 1984 al 1991 ha fatto parte della big band della RAI di Milano. Negli anni ’80 partecipa al quartetto di Tullio De Piscopo. Poi, nel 1988 fonda i “Reunion” con Franco Testa, Pietro Tonolo, Danilo Rea e Roberto Gatto. Nel gennaio 1997 rappresenta l’Italia al “Midem” di Cannes in un meeting tra i migliori chitarristi jazz europi. Nel campo della musica leggera ha lavorato con Bruno Lauzi, Fabio Concato, Ornella Vanoni e ha suonato in diversi dischi di Mina.

Harry Allen, acclamato sassofonista newyorkese, degno erede di giganti del sax tenore come Stan Getz o Lester Young è oggi probabilmente il miglior sax-tenorista del jazz classico a livello mondiale. “Superbo”, “inventivo”, “mozzafiato”, “lirico”, sono soltanto alcuni degli aggettivi utilizzati dalla critica per descrivere il suo insuperabile talento. Artista capace di muoversi con agilita` tra stili diversi, dal jazz tradizionale al bebop, Allen è soprattutto un sublime interprete di grandi standard del jazz. Ciò al punto da essere definito “il Frank Sinatra del sax tenore”. Ha pubblicato oltre 30 album a suo nome e collaborato con straordinari artisti. Fra questi: Tony Bennett, Hank Jones, Scott Hamilton, John Pizzarelli e Ray Brown.

Ellade Bandini vanta una lunga carriera condivisa con Mina, Paolo Conte, Francesco Guccini, Fabrizio De André, Antonello Venditti, Fabio Concato, Edoardo Bennato e Roberto Vecchioni, solo per citarne alcuni; la sua batteria è costante presenza nella discografia di Francesco Guccini, Mina e Fabrizio De André.

Fonte: StudioEsseci, ComuneRovigo. Foto: Ilpiacenza, CronacaComune.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Sandro Gibellini, la grande chitarra jazz al Sociale ultima modifica: 2019-11-05T14:27:08+01:00 da Alessandro Effe

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