Il teatro sociale di Rovigo
Arte

Il Teatro Sociale – Il palcoscenico della lirica e della prosa a Rovigo

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Chi non ricorda la famosa pellicola “Cornetti alla crema” di Sergio Martino con Lino Banfi e Edwige Fenech?
Un giorno Domenico (il nostro Banfi nazional-popolare) incontra a Rovigo una cantante lirica, Marianna (la bellissima e prosperosa Fenech) e, ovviamente, se ne innamora perdutamente. Strepitosa la scena girata all’interno del nostro teatro, dove Domenico scappa ovunque per non farsi picchiare dal fidanzato geloso e giocatore di football americano di Marianna. Era il 1981.

In stile decisamente neoclassico, il Teatro Sociale, fu progettato da Sante Baseggio nel 1819 e ricostruito nel 1902 a seguito di un incendio. I borghesi del tempo erano desiderosi di accrescere attività culturali e darsi maggiori “arie da uomini di mondo e di potere” visto che Rovigo era divenuta capoluogo. Calcolate che nel 1808 era stata costruita una nuova piazza a seguito della demolizione della chiesa di Santa Giustina.

La società del Teatro

Così nacque il profondo desiderio di avere un teatro che si affacciasse proprio su questa piazza. Venne istituita la Società del Teatro, che si occupò di reperire i fondi per la costruzione del nostro teatro tra i nobili amanti dell’opera lirica e della bella vita.  Tuttora è fiore all’occhiello della nostra città ed è un bel vanto.

Già da molto tempo prima della sua costruzione, circa un secolo, esisteva la tradizione dello spettacolo teatrale. Era il melodramma il genere che andava per la maggiore e proprio a Rovigo incontró una notevole partecipazione. Basti pensare che divenne normale avere addirittura anche tre spettacoli all’anno. Ovviamente il più prestigioso era in concomitanza proprio con la fiera rodigina, in autunno.

La popolazione non era affatto numerosa, ma il piacere conviviale evidentemente era decisamente molto sentito e la partecipazione notevole. Inizialmente venne chiamato il Teatro della Società e, come avrete capito, non fu il primo costruito a Rovigo. Il Teatro Sociale di oggi però non è più quello di allora perché, come vi avevo accennato, fu distrutto nella notte tra il 21 e 22 gennaio 1902 da un incendio. La sala progettata dal Baseggio era completamente in legno ed era stata studiata per ottenere un’ottima sonorità. Di tutto il suo meraviglioso lavoro sono rimaste solo la facciata e il ridotto.

La nascita di due stelle

Beniamino Gigli stella del teatro sociale a Rovigo

Venne rimesso a nuovo in soli due anni da Daniele Donghi. Egli lasció intonsa la facciata, anche perché era rimasta illesa dalle fiamme, mentre per la sala utilizzó il cemento armato ottenendo una eccezionale acustica. Soldi non ce ne erano più, perciò la Società non poteva permettersi di scritturare grandi personaggi già noti al pubblico e ció contribuì a far si che proprio al nostro teatro nascessero due grandi stelle: Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.

Tutto questo per dirvi e ricordarvi che a Rovigo sono moltissimi i luoghi dove si può trascorrere piacevoli serate. Allora propongo anche ai giovani di tornare a conoscere il nostro passato e partire proprio da questo per ridare un pochino di luce alla nostra città. Vestiamoci, trucchiamoci e prepariamoci per una elegante serata alternativa in cui riscopriamo il gusto folle per il Teatro.

Anche questa è Rovigo e fa parte di noi.

 

Foto: ilpopoloveneto

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il Teatro Sociale – Il palcoscenico della lirica e della prosa a Rovigo ultima modifica: 2018-01-08T11:16:33+00:00 da Sibilla Zambon

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