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I Giardini di Van Gogh – Al parco ex-Op di Granzette gli Iris nel giardino della memoria

Giardini di Van Gogh

Pochi artisti hanno influenzato l’arte del XX secolo come Vincent Van Gogh. Inizia a disegnare fin da bambino ma, osteggiato dal padre, diventa pittore solo molto più tardi, intorno ai ventisette anni di vita. Molte delle sue opere le realizza negli ultimi due anni della sua vita. E’ autore di circa novecento dipinti e più mille disegni, non tenendo in considerazione i numerosi schizzi che non ha potuto portare a termine. Si suicidò all’età di 37 anni quando ancora i suoi quadri non erano conosciuti nè apprezzati. Gli scambi epistolari con il fratello Theo ci aiutano a capire meglio la personalità dell’artista.

Nel maggio del 1889 entra volontariamente nell’ospedale pschiatrico di  Saint-Rémy-de-Provence, spinto dalle crisi e dai lamenti dei cittadini di Arles, in Provenza. Ci rimane 53 settimane dipingendo oltre 150 tele pur non firmandole tutte. Alcune autentici capolavori come : Gli Iris, La camera di Vincent ad Arles, L’autoritratto blu, L’Arlesienne, La notte stellata. Dopo aver concluso quest’ultima opera l’artista cerca di avvelenarsi inghiottendo colori a tempera. Eppure, Van Gogh non era un pazzo. Della sua esperienza presso l’ospedale psichiatrico ebbe a dire : “osservando la realtà della vita dei pazzi in questo serraglio, perdo il vago terrore, la paura della cosa e a poco a poco posso arrivare a considerare la pazzia una malattia come un’altra. Quelli che sono in questo luogo da molti anni, a mio parere soffrono di un completo afflosciamento. Il mio lavoro mi preserverà in qualche misura da un tale pericolo“.

Da Saint-Rémy-de-Provence a Rovigo

I giardini di Van Gogh

Questo parallelismo, forte, deciso, con la malattia e la frequentazione di un ospedale psichiatrico ci riportano a Rovigo dove, ai primi di Ottobre, ha riaperto al pubblico il parco dell’ex-Ospedale Psichiatrico di Granzette. Grazie all’associazione Luoghi dell’Abbandono è stato possibile recuperare uno spazio importante per la città, pregno di verde e di storia. Uno spazio che i ragazzi stanno cercando in tutti i modi di rendere fruibile al cento per cento alla cittadinanza. Un gran lavoro quello di Erika e Devis che vive anche del sostegno e delle iniziative di altre persone che, come loro, hanno come obiettivo quello di rendere qualcosa di bello ed importante alla comunità.

Proprio in questa direzione va il progetto “I Giardini di Van Gogh“, formato da un gruppo di ragazzi che  sta cercando di riportare splendore in quei luoghi con un parallelismo artistico di tutto rispetto. Noi abbiamo sentito Alessandro Tozzi, il loro portavoce. “Van Gogh è stato rinchiuso in un manicomio alla fine dell’800. Li ha dipinto uno dei suoi quadri più famosi Iris, appunto, ed appena il parco dell’ex-op ha riaperto abbiamo capito che avevamo trovato il posto giusto per il nostro progetto”. Alessandro mi spiega che insieme ad altri ragazzi era ormai da anni alla ricerca del luogo giusto dove piantare le tante varietà di Iris che avevano cominciato a raccogliere a Concadirame. I Luoghi dell’abbandono ha offerto loro uno spazio che hanno arato e seminato con 400 varietà di Iris ed una collinetta (sempre nel parco e dedicata alle donne internate nei manicomi) che hanno rimesso a nuovo e che ospita già altri 1200 Iris.

I giardini di Van Gogh

Gli Iris e i colori dell’anima

“Stiamo cercando appassionati e volontari. Portiamo avanti questa iniziativa per amore del territorio e della sua riqualificazione. Se ci sono persone interessate a fornirci aiuto per gestire i fiori e/o che abbiano semi o rizomi da fornirci per poterne piantare altri”. In questo il web li ha aiutati visto che dal Piemonte, una signora che ha preso a cuore il loro progetto ne ha regalati addirittura 1000. Nel futuro di questi ragazzi, sempre guardando a Van Gogh, ci sono i girasoli.

Serve quindi il supporto dei cittadini ed in questo senso, le adesioni al gruppo Facebook “I giardini di Van Gogh” che trovate cliccando a questo link. Il gruppo è gestito da Mauro Lo Fermo ed Antonella Cesconello, diamogli tutti una mano.

I giardini di Van Gogh

 

Tutte le foto, tranne quella di copertina (di Alessandro Effe), sono de “I giardini di Van Gogh” tramite Alessandro Tozzi

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

I Giardini di Van Gogh – Al parco ex-Op di Granzette gli Iris nel giardino della memoria ultima modifica: 2018-11-06T12:52:17+00:00 da Alessandro Effe

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