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Il Polesine, terra del tartufo del Delta del Po e la ricetta di un risotto particolare

Tartufo del Delta del Po

Sapevate che il tartufo si può trovare anche da noi in Polesine? Già proprio così! Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, l’area del Delta del Po è una zona molto importante, in cui il prestigio della ricerca ha radici profonde. E’ con nonno Sante che prende vita quest’arte. Abile pescatore e tartufino, ha trasmesso tutto il suo sapere al figlio Gennaro Vicentini, che diventò esperto anche nell’addestrare i cani! Originari di Santa Maria in Punta, nel comune di Ariano nel Polesine, si trasferirono poi nel comune di Papozze. Pensate che Gennaro nel 1968 trovò un tartufo bianco pregiato del peso di 1,650 kg! Purtroppo, a causa dei lavori per rialzare e rendere più forti gli argini del Po, l’habitat in cui i tartufi erano grandi protagonisti, cambiò notevolmente. Di conseguenza ci fu un lungo periodo di magra, in cui difficilmente si riusciva a trovarne.

Visto che da qualche tempo il Delta ha ripreso a dare i suoi frutti, per continuare questa tradizione e portar maggior valore al territorio, nel 2007 è nata l’Accademia del tartufo del Delta del Po con sede al ristorante Le Magnolie di Papozze. Lo scopo molto nobile è quello di continuare a coltivare la passione per questo fungo così speciale e prezioso, sia dal punto di vista gastronomico che culturale. Papozze e tutta l’area golenale sono sempre state zone di grandi e ottimi tartufi, in cui l’arte della ricerca non mancava di certo e molti erano gli esperti da queste parti. Un recupero della tradizione che noi possiamo solo condividere!
Fino al 31 Dicembre in Veneto è possibile raccogliere il tartufo bianco pregiato. Ricordatevi che pulire un tartufo è “abbastanza” semplice. Armatevi di uno spazzolino e pulitelo delicatamente.

Risotto con pere e tartufo

 Tartufo del Delta del Po

INGREDIENTI:
riso del Delta del Po;
brodo vegetale;
1 pera abate;
vino bianco tipo Prosecco;
olio extravergine d’oliva;
burro;
grana;
tartufo.

PROCEDIMENTO:
Preparate del semplice brodo vegetale salato in modo delicato. Tostate leggermente il riso (circa due tazzine da caffè o pugni a persona) in un tegame dai bordi alti con l’olio d’oliva, due cucchiai circa. Dopo un paio di minuti, sfumate con un po’ di Prosecco a fuoco vivace. Aggiungete il brodo, due mestoli per persona, e lasciate andare mescolando di tanto in tanto. Man mano che si asciuga, allungatelo nuovamente. Nel mentre sbucciate la pera e tagliatela a dadini. Non scegliete di usarne una poco o troppo matura. Unitela al risotto a circa 5 minuti da fine cottura. Aggiustate di sale se necessario. A cottura ultimata, spegnete il fuoco. Sbattete la pentola in modo che il riso rilasci amido e mantecatelo, quindi, con un pochino di burro (un’ottima alternativa è quello al tartufo) e grana. Servite ancora caldo su piatto e affrettatevi ad affettarvi sopra una bella quantità di scaglie di tartufo con l’apposito utensile.  Ricordatevi di usare la fantasia. Personalmente adoro guarnire il piatto con pepe nero, in modo da esaltare ancor di più il profumo del tartufo!

Buon divertimento e buon appetito!

 

Fonte storia del tartufo e foto si ringrazia l’Accademia del tartufo del Delta del Po.

 

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il Polesine, terra del tartufo del Delta del Po e la ricetta di un risotto particolare ultima modifica: 2018-11-05T10:05:37+00:00 da Sibilla Zambon

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