riso del delta del Po igp
Cibo

Riso del Delta del Po IGP – Storia e ricetta tipica rodigina

Nel 2009 ha ottenuto la denominazione di “Riso del Delta del Po IGP” attraverso l’iscrizione nel registro dei prodotti IGP. Ma cosa significa questo acronimo? Indicazione Geografica Protetta. Tale titolo è stato ottenuto grazie all’Associazione Risicoltori del Delta del Po, divenuta poi Consorzio di Tutela del Riso del Delta del Po IGP. Questo organo si fa garante che vengano rispettate le norme di produzione per preservare la denominazione ottenuta con molta fatica.

Il riso si diffonde in Polesine attorno al 1450 e solo dopo pochi decenni si dà avvio alla sua coltivazione sul Delta. Siamo attorno al 1490, quando iniziano anche le bonifiche dell’area. Nel 1594 viene addirittura emanata una legge della Repubblica Veneta in cui si dà la possibilità di coltivare il riso in quei terreni in cui è presente l’acqua e stimati impossibili da asciugare, quindi in valli e altri posti non trattati per favorire la loro riqualifica e coltivazione. In questo modo si cerca di valorizzare queste zone saline, legandole a doppio filo alle risaie. Assistiamo ad un aumento esponenziale di questa coltivazione nel ‘700 e nella metà del XIX secolo si hanno addirittura 4000 ettari dediti a questo tipo di produzione. Il riso è il vero mezzo per bonificare le terre salmastre e paludose. Rende infatti il terreno idoneo anche ad altri tipi di coltura aumentando la sua fertilità.

Riso del Delta del Po IGP

Viene prodotto nella zona orientale della Pianura Padana, al confine tra Emilia e Veneto, nelle aree formatesi grazie ai detriti trasportati dal fiume Po. Esiste un legame indissolubile tra riso e area geografica. Il Delta, particolarmente salmastro, gli conferisce una sapidità molto particolare arricchendolo nel gusto. Data la forte e ricca presenza di minerali come il potassio, dettata dall’origine di tipo alluvionale del territorio, l’uso dei concimi è molto ridotto. Ne segue un chicco dall’alto valore proteico e resistente in cottura.

Il clima mite, poco umido perchè protetto dal mare, con una leggera brezza e con rare escursioni termiche importanti, permette di ottenere piante sane. Inoltre c’è un ridotto utilizzo di fitofarmaci grazie a trattamenti preventivi come la concia del seme. La concia consiste nell’applicare sul seme in modo dettagliato sostanze che permettono la sua salvaguardia. Il riso, dopo 8 anni, deve essere sottoposto ad una rotazione di 2 anni. Una volta raccolto, segue una fase di essiccazione molto delicata e controllata in stabilimenti qualificati.

Il Riso del Delta del Po IGP appartiene alla sottospecie Japonica e le sue varietà sono: Carnaroli, Volano, Baldo e Arboreo. Il primo è ottimo per i risotti ed è utilizzato nell’alta ristorazione, in prestigiosi ristoranti. Gli altri, oltre che per risotti, sono usati per fare anche timballi e supplì. In Veneto viene coltivato nella provincia di Rovigo e in particolare nei comuni di Ariano nel Polesine, Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle, Corbola, Papozze, Rosolina, Loreo. A Rovigo potete trovare il riso del Delta del Po IGP al negozio “Che gusto! La bottega degli agricoltori” di Confagricoltura Rovigo. Si trova in Piazzetta Annonaria e ha inaugurato da poco.

Risotto di bruscandoli

riso del delta del po igp

Settimana scorsa abbiamo parlato delle erbe di campo e oggi ne approfitto per regalarvi una ricetta a cui sono molto legata: il risotto di bruscandoli. Queste piante selvatiche altro non sono che i germogli del luppolo selvatico. Si raccolgono tra i rovi o le siepi, lungo gli argini dei canali o dei fiumi. Hanno proprietà diuretiche, lassative, tonificanti e rinfrescanti. I bruscandoli sono tipici della primavera.

INGREDIENTI (per 4 persone circa):

300 gr di riso del Delta del Po IGP Carnaroli; riso del delta del Po igp
1 mazzetto di bruscandoli;
1/2 cipolla;
brodo vegetale salato;
sale;
olio;
burro;
grana padano.

PROCEDIMENTO:

Tritate la cipolla e soffriggetela in olio extravergine d’oliva. Usate una casseruola dai bordi alti. Aggiungete il riso tostandolo per alcuni minuti a fuoco vivo. State attenti che non si attacchi al fondo. Sfumate leggermente con vino bianco. Dopo aver sminuzzato i bruscandoli grossolanamente, uniteli e lasciateli cucinare per poco tempo. Abbassate il fuoco ma non troppo. Aggiungete due mestoli di brodo e lasciatelo “andare”, controllando l’onda di tanto in tanto muovendolo. Ogni volta che il brodo si sarà asciugato, addizionatene di nuovo. Più o meno questa operazione andrà fatta tre volte.

State molto attenti a non toglierlo dal fuoco esattamente a cottura, perchè il riso proseguirà la sua folle corsa. Dovete tener presente anche il tempo necessario per mantecarlo, servirlo e portarlo a tavola. A questo punto togliete la casseruola dal fuoco e sbattetela con decisione un paio di volte sul tavolo. In questo modo il riso rilascerà l’amido. Poi aggiungete burro e infine il grana padano. Aggiustate di sale se necessario. Servite caldo.

Buon divertimento e buon appetito!

 

Foto gustoveneto e saporiedissaporifood

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Riso del Delta del Po IGP – Storia e ricetta tipica rodigina ultima modifica: 2018-02-26T11:03:22+00:00 da Sibilla Zambon

Commenti

Riso del Delta del Po IGP – Storia e ricetta tipica rodigina
To Top