I RODIGINI RACCONTANO ROVIGO
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Erbe di campo in tecia – Quali sono e come prepararle

Uno dei ricordi più nitidi che custodisco della mia nonna materna Teresa, è quando si armava di un coltello e di una busta per andare in giro per i campi. Tornava dopo ore, con la schiena sicuramente devastata, ma con l’aria soddisfatta di chi aveva raccolto un bel bottino! E’ proprio con l’arrivo della Primavera, infatti, che potrete gustare questa infinita varietà di erbette selvatiche. Basta una semplice passeggiata per tornare ad una tradizione persa o quantomeno sempre più in disuso. La causa forse è la scarsa propensione a passare del tempo in modo semplice. Siamo tutti troppo concentrati a correre ovunque e non ci accorgiamo di quanto possa essere bello fermarsi. Vi propongo di fare un bel gruppo di amici e parenti e sporcarvi un po’ le mani.

Inoltre sarete estremamente alla moda, perchè fare Foraging pare essere l’ultimo grido per chi mastica un pochino di cucina. Consiste nel recuperare dal territorio quello che ci offre spontaneamente. Insomma, i nostri avi erano decisamente dei precursori. Nel dopoguerra era difficile reperire cibo, per cui si cercava di sfruttare tutto quello che Madre Natura offriva. Le donne si ingegnavano come potevano. Avanti anni luce anche senza tecnologia. Da noi ha preso piede nel 2015, soprattutto nelle zone collinare e montuose. E’ stato Rene Redzepi, lo chef del Noma di Copenaghen, a parlarne per primo. Se volete iniziare quest’arte vi consiglio un corso base per riconoscere gli alimenti e non rischiare la vita.

Ma torniamo alle nostre piante selvatiche. Individuarle sarà molto semplice perchè essendo parte integrante di noi, sono conosciute ai nostri occhi. Almeno spero. Se così non fosse, potete acquistarle anche al supermercato. Il mio primo suggerimento è di non raccogliere nulla dal ciglio delle strade, perchè purtroppo saranno piante inquinate dallo smog delle auto. Andate in campagna, lungo i fossati o gli argini. Prestate attenzione anche ai pesticidi, perciò ricordatevi di lavare in modo esemplare quello che avete prelevato da terra. Ecco una breve lista delle erbe di campo maggiormente utilizzate nella cucina tipica polesana: il tarassacco o dente di leone, in dialetto pissacan o brusaoci; gli strigoli, in veneto sono i carletti; i papaveri, chiamati rosole; il luppolo conosciuto come bruscandolo; l’ortica detta ortiga; le radici (come quelle delle carote selvatiche) o radise; la malva o nalba e tante altre ancora!

Dovete sapere che tutte queste erbe sono, fra l’altro, ricche di proprietà. Prendiamo per esempio le rosole. Sembra che il papavero abbia capacità omeopatiche per curare insonnia, asma e tosse. Invece una qualità delle ortiche è quella di essere antianemica. Ma è anche depurativa, tonificante, diuretica, antinfiammatoria ed è ottima per reumatismi, artriti e dermatiti. I brusaoci, oltre ad essere carichi di calcio, sono purificanti, disintossicanti, diuretici. Queste erbe spesso vengono usate per fare strepitose frittate o più semplicemente usate come contorno per le seconde portate. Molte di loro per fare risotti. Il periodo migliore per la raccolta è proprio Febbraio-Marzo perchè poi crescono troppo e non sono buone dopo la fioritura. Alcune sono erbe amare ed è una loro caratteristica fondamentale. Io ho deciso di regalarvi la ricetta di un grande classico delle erbe, quelle in tecia.

Erbe di campo in tecia

erbe di campo

INGREDIENTI:

500 gr di brusaoci;
500 gr di rosole;
4 fette di pancetta di maiale;
1 spicchio d’aglio;
sale;
pepe;
olio.

PROCEDIMENTO:

Lessate i brusaoci e le rosole separatamente in acqua bollente. Sempre meglio usare più erbe di campo per arricchire il piatto. Strizzatele. In una padella antiaderente, ponete a rosolare la pancetta tagliata a tocchetti in modo da farla diventare croccante. In un’altra pentola mettete olio (un tempo si usava il lardo, il cui sapore personalmente trovo essere troppo marcato) e aglio sminuzzato (in realtà io preferisco metterlo intero, rosolarlo e poi toglierlo perchè si fatica a digerirlo). Aggiungete le erbe, aggiustate di sale e pepe e procedete a fuoco medio per una ventina di minuti. Ricordatevi di girarle per evitare di farle attaccare al fondo del tegame e, a metà cottura circa, unite la pancetta. Servite calde, magari per accompagnare un arrosto ancora fumante o un’ottima tagliata al sangue. Non dimenticatevi di accompagnarle possibilmente con un vino rosso mediamente strutturato tipo Merlot dei Colli Euganei.

Buona raccolta e preparazione e buon appetito!

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Erbe di campo in tecia – Quali sono e come prepararle ultima modifica: 2018-02-19T11:27:18+00:00 da Sibilla Zambon

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