La compagnia delle streghe
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La compagnia delle streghe – Costanza e le altre puttinate

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Correva l’anno 1595. Costanza Fratirolla, nonostante fosse stata bandita dalla diocesi di Rovigo, continuava serena a vivere a Sarzano. Era davvero sfacciata. Non si era limitata a restare in zona. Proseguiva ad esercitare incantesimi, malefici, fatture. Ovviamente dietro compenso. Venne ordinato il suo arresto. Aveva superato ogni limite. Il 19 Luglio, il primo interrogatorio del Sant’Ufficio. Candida ammise che non aveva tenuto fede all’allontanamento imposto.

Rispondeva a tutte le domande che le venivano fatte, causando un vero e proprio disastro. All’inquisitore Valmarana non parve possibile e così infilò la domanda peggiore. “Conosce puttinate?”. Ciò implicava che esistesse una sorta di Compagnia delle Streghe a Rovigo. Le puttinate erano ex prostitute, non più giovanissime, che per arrangiare l’arte della sopravvivenza, avevano deciso di riunirsi assieme e vivere di stregoneria. Invocavano il demonio, facevano sortilegi e tutto ciò che poteva portare guadagno.

Le puttinate e la loro unione

La compagnia delle streghe

Clemenza Bacca e Giovanna Pavinella erano quelle, che a suo dire, erano le più operose. Costanza sosteneva che loro usavano solamente le fave per fare sortilegi amorosi. Ossia per legare qualcuno sentimentalmente o per farlo tornare. Ma di nuovo Costanza si tradì. Disse che per usare le fave, dovevano essere benedette da un prete consenziente. Dovevano essere messe sotto la tovaglia dell’altare e stare lì durante una messa. Si trattava ora di eresia.

Più parlava e più si metteva nei guai. E appariva sempre più evidente al Valmarana che esisteva una casta sociale elevata a cui non interessava della Chiesa. Anzi, la derideva. Erano intoccabili, per cui l’inquisitore direzionò le domande verso l’omicidio di Laura Fornasiero, moglie del dottore Giovanni Battista Dedo. L’inquisitore voleva Clemenza. Era certo del legame tra le due streghe.

Il 21 Luglio Costanza fu portata nella stanza delle torture.  Ammise che sospettava di Clemenza, perchè l’aveva vista parlare con il medico, dopo la morte della moglie, per una quindicina di giorni, vicino all’affresco della Vergine. Questo era avvenuto dopo che Clemenza era stata posseduta e il diavolo aveva provato a portarla con sé. D’altronde Clemenza sosteneva che riusciva a far fare al demonio ciò che voleva, per ottenere quello che desiderava.

Clemenza venne interrogata. Ma non rivelò la sua implicazione nel fatto. Ammise di aver invocato il diavolo più volte per amore. Clemenza sosteneva fosse stata Giovanna la sua rovina. Era stata lei a renderla strega come tutte quelle donne che si riunivano alla Madonna del Soccorso.

Cruenti torture

22 Luglio. Giovanna fu torturata per il reato commesso ai danni di Clemenza. Fu messa alla corda. Parlò. Due giorni di confessioni alternate a torture. Non venne mai slegata dalla fune, sospesa in aria. Diede varie versioni del motivo per cui Clemenza aveva agito, ma non menzionò mai il dottor Dedo. All’inquisitore non tornava qualcosa. Costanza li aveva visti parlare fitti, fitti. Il processo riprese a Novembre, dopo una breve interruzione di qualche mese. Valmarana decise di richiamare Costanza e Clemenza. Alla tortura però. Iniziò da Clemenza. Era il suo turno. Sveniva Clemenza, per il troppo dolore. Così non poteva essere interrogata.

Clemenza ora incolpava Giovanna per averle fatto una fattura e anche di aver invocato il diavolo perchè si portasse via la povera Laura. Fu sottoposta alla tortura del fuoco. Valmarana rivolle interrogare sotto tortura Giovanna. Lei rimpallò la colpa nuovamente su  Clemenza. 14 Dicembre, alla fune c’era Costanza. Questa volta incolpò Clemenza.

Il 19 Dicembre, il tribunale chiuse gli interrogatori e le donne poterono prendersi degli avvocati. Grazie alla loro professioni, avevano conosciuto molte persone prestigiose, per cui si fecero assistere da persone qualificate e di un certo peso. Clemenza era quella che aveva l’avvocato più preparato e conosciuto.

8 Febbraio 1596. Clemenza e Giovanna furono condannate per aver invocato il demonio. Pena: fustigazione in piazza e bando per sempre da Rovigo. A Costanza la punizione più severa. Era una condanna che doveva fungere da esempio. Doveva fermare questi scompigli continui ed allora fu considerata lei la strega. Fustigazione e amputazione di un orecchio e della punta del naso. La Compagnia delle Streghe era stata debellata. Era lei il capo branco. Era lei che guidava le altre. Lei insegnava i malefici. La città era salva. La giustizia aveva dimostrato come debellare certi reati.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

La compagnia delle streghe – Costanza e le altre puttinate ultima modifica: 2018-02-16T12:06:27+00:00 da Sibilla Zambon

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