nevicate del '29 e '85 a rovigo
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Burian – Il freddo gelido e le nevicate del ’29 e ’85 a Rovigo

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Burian sta arrivando. L’ondata di freddo siberiano si appresta ad ammantare di gelo tutto il nord Italia. Noi siamo pronti, lo aspettiamo, accettando la sfida. Lo guardiamo in cagnesco dal divano, con piumone, vino rosso, e la pizza a lievitare. Ma proprio mentre sentiamo il sibilare del vento ci domandiamo se mai Burian arriverà a superare l’ondata di freddo gelido del famoso inverno del 1928/29 o del gennaio 1985.

Ci riferiamo alle nevicate del ’29 e ’85 a Rovigo. Nel primo caso parliamo di eventi che non si sono mai più ripetuti, in città ed in Polesine. Temperature che sono arrivate a -24 gradi. Addirittura, in forma non ufficiale a Badia Polesine, il termometro fissato sulle rive dell’Adige, fece registrare -26 gradi, con precipitazioni nevose di ben 120 cm. Nel secondo caso ci riferiamo ad uno dei mesi più freddi che la storia d’Italia ricordi, portatore della precipitazione nevosa che ha interessato gran parte dell’Italia settentrionale, tutt’ora ricordata come “Nevicata del Secolo”.

Dal 13 al 17 dicembre quasi tutte le città del Nord subirono grandissimi disagi con enormi problemi alla viabilità in generale. Basta solamente ricordare Milano. Sommersa dalla neve e con moltissime persone bloccate in casa, si rese necessario ricorrere ai carri armati, utilizzati come spalaneve per le vie cittadine. A quella eccezionale nevicata furono dedicate canzoni, romanzi ed addirittura un dramma teatrale che raccontava di sette personaggi bloccati in un bar della città a causa della neve.

La bufera e l’Adige ghiacciato

nevicate del '29 e '85 a rovigo

Quel gennaio del 1985 è stato “storico” anche per Rovigo ed il Polesine. I primi giorni dell’anno scorrono tranquilli, con giornate “classiche” Polesane di nebbia e scarsa visibilità. Dal 4 gennaio le cose cominciano a cambiare, si prevede neve. Poco prima della mezzanotte, con temperature che ormai sono arrivate a -3, i primi fiocchi cominciano a scendere lievi dal cielo.

Trovano subito l’ambiente ideale e già dopo circa mezz’ora si nota il primo strato di neve. Inizia anche ad arrivare vento forte, con raffiche oltre i 50 km/h e ben presto la temperatura scende ancora. La conseguenza è il formarsi di punti dove la neve, troppo secca, si è già trasformata in ghiaccio. Inizia una vera e propria bufera e tra l’una e le quattro del mattino la visibilità arriva a stento oltre i 25 metri.

Per chi deve lavorare o per i temerari che si avventurano fuori è complicato persino fare due passi, con la neve che ha superato abbondantemente i 25 cm e rende complicatissimo muoversi. Il termometro arrivò a registrare temperature fino a -19 gradi, con l’Adige che diventò una lastra di ghiaccio. Sotto il ponte di Boara Polesine si radunarono intere famiglie che approfittarono per percorrere il letto del fiume da un lato all’altro a piedi o coi pattini (qualche scellerato addirittura in auto).

Non sappiamo ancora se arriveremo vicini a quelle temperature minime, nel dubbio aspettiamo la perturbazione Burian guardando fiduciosi fuori dalla finestra mentre in forno aspettiamo la cottura della pizza.

 

Foto: Juzaphoto, Carlo Raimondi

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

Burian – Il freddo gelido e le nevicate del ’29 e ’85 a Rovigo ultima modifica: 2018-02-24T11:06:33+00:00 da Alessandro Effe

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