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Video intervista – Il Pony Games di Jacques Cavè aiuta i ragazzi ad affrontare il mondo

Pony Games

E’ risaputo quanto sia prezioso per i ragazzi fare uno sport all’aria aperta, immersi nella natura ed a contatto con gli animali. Una delle attività fisiche che risponde a questi requisiti è senza dubbio il Pony Games, ossia una serie di giochi che si eseguono a cavallo. Si possono fare a squadre, in coppia o singolarmente. Alcuni comportamenti che si imparano sono insegnamenti che si possono applicare anche fuori dal campo, nel quotidiano. Sperimentare tattiche di gioco, assumersi responsabilità come singolo o come gruppo, correggere i propri errori o quelli altrui per far vincere il proprio team, fidarsi dei compagni, non mollare mai, imporsi sull’animale. Questi i motivi per cui abbiamo deciso di parlarvene, dato che sempre più ragazzi hanno problemi di concentrazione, non chiedono spiegazione se non capiscono i compiti, faticano a confrontarsi con gli adulti, non prendono posizione ragionando con il proprio cervello…

Investire per il loro domani

Così, visto che lunedì in città c’era un esperto internazionale francese molto famoso nell’ambito dell’equitazione, ne abbiamo approfittato per saperne di più. Ospite presso il Centro di Equitazione Il BoscoJacques Cavè si è dedicato e speso con bambini e genitori, raccontando i benefici di uno sport che tende a formare leader. Plasma caratterialmente. Concentrazione e autonomia sono due dei benefici che si possono ottenere con il giusto allenamento e supporto anche da parte di mamma e papà, che devono essere concordi sul lavoro del tecnico ludico durante le lezioni. Autogestirsi è davvero difficile ed è chiaramente la chiave per una vita soddisfacente.

Ma come? Grazie all’autostima che si acquisisce svolgendo in completa autonomia lavori propedeutici in modo divertente. I bambini lavorano senza nemmeno accorgersene. L’utilizzo di materiali e giochi sono fondamentali per rendere tutto meno faticoso. Questo li rende prede meno facili per il mondo e si possono evitare parecchi problemi tipici dell’età adolescenziale.

Particolarità

Jacques Cavè infatti ha creato il sistema ludico odierno italiano su cui si basa questa disciplina. Grazie alla sua nuova metodologia e all’uso di piccoli pony è riuscito perfino ad abbassare l’età della messa in sella dei cavalieri. Esistono due modi di approcciare all’equitazione completamente differenti: prepararli tecnicamente o caratterialmente. Da qui si sviluppano modi di comunicare diversi. Uno orizzontale tra istruttore e cavaliere, in cui si viene continuamente gestiti e corretti. Metodo classico.

L’altro tipo, invece, è in senso verticale e avviene tra cavallo e bambino. E’ quello usato da Jacques nel Pony Games. In questo caso si impara a cavarsela da soli, gestendo in autonomia l’animale che, in quanto preda, è pauroso per natura e cerca di risparmiarsi il più possibile per conservare maggiori energie in caso di fuga. Ci vuole carattere dunque per fargli fare gli esercizi richiesti. Senza contare che a volte questi animali si comportano da veri bulletti testardi. Immaginatevi l’orgoglio che si immagazzina ogni volta che si raggiungono gli obbiettivi. Non ci vuole perfezione in questo mondo, ma molta precisione.

Vi lasciamo alla visione di questa particolare intervista per capirne un pochino di più.

Foto e video di Sibilla Zambon.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Video intervista – Il Pony Games di Jacques Cavè aiuta i ragazzi ad affrontare il mondo ultima modifica: 2018-10-26T10:49:08+00:00 da Sibilla Zambon

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