I RODIGINI RACCONTANO ROVIGO

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Interviste

REST AT SEA, IL GIOVANE GRUPPO RODIGINO

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Roberta Padoan e Alessandro Campice sono i Rest At Sea. I due giovani rodigini, uniti dall’esperienza nel 2016 al Rockin’1000 That’s Live, iniziano a collaborare nel 2018: nascono così i singoli SwimMaybe Tomorrow, entrambi disponibili su tutte le maggiori piattaforme digitali.

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Roberta, 22 anni, frequenta il Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze. Nel 2012 ha iniziato a cantare con cover band della scena locale che le hanno permesso di crescere sia a livello musicale che personale. Alessandro, invece, ha 25 anni ed è un ingegnere aerospaziale. Ha iniziato a suonare il piano in tenera età, poi è passato alla chitarra, al basso e ai synth, iniziando a produrre musica autonomamente. 

A TU PER TU CON I REST AT SEA

Come vi siete conosciuti e come nasce il vostro gruppo? – Alessandro – “Ci siamo conosciuti nel 2016 mentre Roberta era alla ricerca di un bassista per avviare una nuova cover band. La volontà di creare un gruppo nostro viene espressa alla fine del 2018, in un periodo di condivisa insoddisfazione musicale. All’epoca ero nuovo al mondo della musica elettronica e iniziavo a produrre le mie prime tracce, interamente strumentali. Sentivo il bisogno di esprimermi, di cercare di raccontare il mio mondo a chiunque avesse voluto sentirmi. Un po’ per gioco ho chiesto a Roberta se volesse cantare su una delle tracce a cui stavo lavorando e lei ha accettato. Non avevamo idea della direzione che avremmo preso e non sapevamo nemmeno se avremmo concretizzato qualcosa. Dopo un po’ di tempo ci siamo trovati per capire cosa volessimo fare e così è nato Rest At Sea.

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LA MUSICA NELLA VITA DI ROBERTA E ALESSANDRO

Come vi siete avvicinati alla musica alla musica? – Roberta – “Il mio approccio al mondo della musica è cominciato ascoltando band come Rolling Stones e Led Zeppelin, quindi Blues Rock anni ‘60/’70. Successivamente un po’ per curiosità e un po’ perché iniziavo a cantare in cover band, mi sono avvicinata ad altre sfumature del genere rock quindi Patti Smith, Foo Fighters, The Darkness. Inevitabilmente poi ho cercato di assimilare quanto più possibile da tutto ciò che ascoltavo. Frequentando le lezioni di canto mi sono avvicinata al pop, mentre al conservatorio ho iniziato a conoscere più da vicino il Jazz.

Roberta rest at sea

Alessandro – “Proveniamo entrambi da realtà musicali ben distanti da quello che facciamo come Rest At Sea. Io personalmente sono cresciuto ascoltando e suonando prevalentemente metal fino a quando non sono stato folgorato dalla musica di M83 e mi sono approcciato alla musica elettronica. In generale però ascolto veramente tanta musica, di generi anche molto distanti tra loro. Ogni momento in cui ne ho la possibilità c’è qualcosa attorno a me che diffonde musica. I brani che produciamo sono una naturale conseguenza di tutta la musica che ho suonato fino ad oggi, tanto dal metal quanto dal pop.”

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REST AT SEA: SWIM E MAYBE TOMORROW

Come nasce il primo singolo che avete pubblicato su Spotify? – Roberta – “Il primo singolo, Swim, lo possiamo definire “la nostra nascita”. Sentivo la necessità di scrivere un testo che potesse parlare ad ognuno di noi, che potesse trattare uno stato d’animo, una sensazione che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. La forza che dobbiamo trovare per perseguire i nostri obiettivi, pur andando contro corrente. Ad Aprile abbiamo pubblicato il secondo singolo, Maybe Tomorrow, registrato poco prima del lockdown.”

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Alessandro – Swim è nata un po’ per caso. Producevo della musica elettronica strumentale e chiesi a Roberta di cantare su una base che pensavo fosse venuta discretamente. Lei scrisse il testo e trovò una prima melodia per la voce. Lavorandoci assieme abbiamo poi aggiunto le secondi voci, uno special e il brano ha preso vita. E’ un po’ la nostra identità, il nostro punto di partenza, sia musicalmente che per i temi affrontati. Tanto che per la copertina del singolo abbiamo scelto qualcosa che richiamasse il nostro logo. Il secondo singolo pubblicato, Maybe Tomorrow, parla di una visione ciclica del tempo, una sorta di “eterno ritorno dell’uguale” nietzschiano nella nostra ristretta quotidianità.”

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LO “SVILUPPO A SPIRALE”

Roberta – “Quando la situazione lo permetteva, riuscivamo ad incontrarci una volta a settimana per raccontarci cosa avevamo composto o pensato per poi provare subito a mettere insieme i pezzi e vedere cosa poteva uscirne. La fase più delicata che interessa principalmente Alessandro, è quella della scelta e della cura dei suoni. Le magie poi vengono fatte dalle mani di Marco Ceciliato, che ha mixato e masterizzato i nostri singoli.” Alessandro – “Ogni singolo nasce da un’idea, poi ci costruiamo una melodia e da li sviluppiamo tutta la struttura. Penso sia uno sviluppo a spirale, in cui partiamo da un’idea e da li evolviamo. Spesso il brano finito è molto distante dalla demo iniziale.

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PROGETTI FUTURI

Quali sono i vostri progetti futuri? – Alessandro – “L’idea per il futuro (oltre che una speranza) è ovviamente quella di suonare live e portare fuori i brani dei Rest At Sea. Per i live avremo il supporto di altri due musicisti eccezionali, Jimbo alla batteria e Eddie che ci darà una mano con i synth. Avevamo iniziato a provare tutti assieme ma la situazione ci ha purtroppo momentaneamente fermati. Speriamo si possa ripartire presto. Nel frattempo continuiamo a lavorare al materiale in studio, abbiamo intenzione di registrare 4 nuovi brani nelle prossime settimane.

REST AT SEA, IL GIOVANE GRUPPO RODIGINO ultima modifica: 2020-12-19T09:00:00+01:00 da Tea Nilo

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