Cultura

Giornata Europea della Cultura Ebraica – Baroukh Assael a Rovigo

Locandina evento "Storytelling: Le storie siamo noi"

Una Sala Flumina piena di rodigini quella di domenica scorsa, tutti presenti per sentire la testimonianza dello scrittore Baroukh Assael. Il dott. Assael è stato, infatti, ospite dell’evento “Storytelling. Le storie siamo noi”: un’iniziativa promossa dalla Regione Veneto, Comune di Rovigo, Museo dei Grandi Fiumi ed Accademia dei Concordi. Con questo evento Rovigo ha voluto commemorare la Giornata Europea della Cultura Ebraica, perchè, come ha sottolineato Giovanni Boniolo, Presidente dell’Accademia dei C0ncordi: “Tutti abbiamo una storia e, se ci pensiamo bene, questa storia ci insegna la tolleranza. Perchè, in alcune occasioni, gli “altri” eravamo proprio noi”. Davvero un messaggio profondo, quello lanciato dal dott. Boniolo, che ha intervistato l’ospite facendogli raccontare storie, aneddodi e dando spunti di riflessione su un tema molto attuale : l’uguaglianza tra le persone.

Baroukh Assael

Foto di Martina Romagnolo

Ebraismo ed integrazione

“Sono nato in Egitto, ma ho studiato in una scuola ebraica di Milano. La prima cosa che ci insegnavano era l’integrazione con la cultura italiana. Non si pensava solo a sviluppare e studiare la nostra cultura e le nostre tradizioni. Anzi: si cercava di essere persone “indistinguibili”, perfettamente integrate ed in armonia. Se penso a grandi personaggi come Caro Levi, Rita Montalcini in Italia, ma anche Philip Roth in America o Franz Kafka che naque a Praga, beh.. nessuno di noi può dire che si vedeva che fossero ebrei.” Esordisce così il medico Baroukh che ci spiega come non esista una cultura che si sia più integata come quella ebraica. Baroukh afferma che un’intera generazione di intellettuali è stata completamente cancellata a causa dello sterminio degli ebrei. Concetto ripreso e sottolineato anche da Giovanni Boniolo, ricordando il destino di molti docenti universitari italiani “di razza ebrea”.

Il significato della Parola

Il momento più intenso ed emozionante, vero e proprio spunto di riflessione, è stato quando il dott. Assael ha parlato del “logos”, cioè della Parola. “Tutto l’ebraismo è una cultura fatta di parole, di risposte a domande formulate tantissimi anni fà. Il libro degli ebrei è La Bibbia ovviamente, ma oltre ad essa troviamo anche il Talmud. Il Talmud è una raccolta di insegnamenti e di opinioni di rabbini e studiosi della cultura ebraica. Esso è la base dellaa Legge Ebraica. Ecco perchè dico che l’ebraismo è la religione della Parola.” L’emozione e la suggestione continuano quando Baroukh ci racconta del Funerale delle Parole. “Tutti i libri e i documenti che contenevano la parola Dio, per tradizione, non potevano essere distrutti. per questo venivano conservat in un luogo ben preciso, la Geniza. Questi testi subivano un rituale, chiamato il Funerale delle Parole, attraverso il quale tutti gli scritti potevano “riposare in pace” senza essere più disturbati ma nemmeno distrutti. Una Geniza molto famosa è quella del Cairo.”

Il “Paradiso”

il nostro ospite ci congeda, infine, con una suggestiva immagine del Paradiso. “La lingua iraniana è una lingua prevalentemente consonantica ed in alcuni casi alcune vocali non evngono scritte. Per tale motivo il termine Paradiso veniva scritto come PRDS. In realtà, si tratta di un acronimo. Queste quattro lettere indicano i quattro livelli di lettura di un testo sacro. Si iniziava con la lettura prettamente letterale, fino ad arrivare alla comprensione mistica delle varie parole.” conclude lo scrittore. “Andare in Paradiso è da intendersi, quindi, come il comprendere ciò che una parola vuole dirci, ciò che davvero può significare per noi, per la nostra vita e la nostra dimensione spirituale. Una Parola non muore mai: una Parola ha infinite possibilità di trasformazione.

Baroukh Assael

Foto di Martina Romagnolo

Un racconto davvero incredibile quello del dott. Baroukh Assael, che ci ha portati lontano, tra le leggi razziali, il dolore vissuto dagli ebrei nonostante il loro grande desiderio di integarzione e le profonde radici di questa immensa cultura. Una cultura ricca di tradizioni, di spiritualità e grande dignità storica. L’evento è stato intervallato da brani di forte richiamo ebraico (alcuni brani di Maurice Ravel e l’indimenticabile quanto mai emozionanate colonna sonora di Schindler’s List composta da John Williams) eseguiti amabilmente dal Maestro Giuseppe Fagnocchi, al pianoforte, accompagnato dal meraviglioso violino di un giovane Giorgio Romani.

 

Foto copertina Locandina Evento, concessa da Museo Grandi Fiumi – Accademia dei Concordi.

Martina Romagnolo

Autore: Martina Romagnolo

Avvocato, amante della vita e della scrittura, divoratrice di libri, (quasi) sommelier e runner un po’ per sfida e un po’ per caso!

Giornata Europea della Cultura Ebraica – Baroukh Assael a Rovigo ultima modifica: 2018-10-09T10:54:51+00:00 da Martina Romagnolo

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