Casa-Museo Giacomo Matteotti
Itinerari

Casa-Museo Giacomo Matteotti – Il luogo in cui è nato il pensiero libero

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Non tutti hanno la possibilità di andare in ferie lontano da casa e comunque sia ci sono un sacco di posti meravigliosi da poter visitare con gli occhi del sapere, proprio accanto a noi. Uno di questi è sicuramente la Casa-Museo di Giacomo Matteotti, divenuto recentemente monumento nazionale. Partiamo dalle basi. Chi era? Nato a Fratta Polesine, paesino accanto a Rovigo, nel lontano 1885 da una famiglia benestante, ma in un contesto storico e culturale di povertà che in questa zona dell’Italia era abbastanza forte e spiccato. In tali anni prende forma il socialismo, che influenza ovviamente anche il suo pensiero.

Era una famiglia numerosa composta da ben 7 fratelli, ma Giacomo è l’unico a sopravvivere. Altro aspetto che plasma sicuramente la sua forma mentis. Si laurea in legge a Bologna. Impegnato da sempre a livello sociale e politico, è un leader carismatico che da subito vuole educare culturalmente i contadini per ottenere il giusto cambiamento. I compromessi non sono contemplati e, durante la prima guerra mondiale, si guadagna l’appellativo di sovversivo e un processo, da cui è però assolto, per aver osato fare un discorso dove esplicita il suo disappunto alla guerra. Chiamato alle armi nonostante sia stato riformato, fortunatamente è spedito in un luogo in cui il dramma non si mostra per le sue forme cruenti.

Pensiero libero

Durante una vacanza conosce quella che sarebbe diventata in seguito moglie e madre dei suoi figli: Velia Titta. Nel 1919 diventa deputato socialista. Infatti Rovigo è provincia rossa per eccellenza. Ma bastano pochi anni per rovesciare completamente le carte. Giacomo subisce moltissime disgustose e disumane aggressioni che lo costringono addirittura a lasciare il Polesine. Diventa segretario del PSU, Partito Socialista Unitario e non molla mai. Nonostante la solitudine, le minacce, le percosse lui continua imperterrito.

Pronuncia un discorso di denuncia il 30 Maggio del 1924  nella seduta inaugurale del Parlamento, in cui firma di fatto la sua condanna a morte. L’ormai celebre frase di Mussolini pare sia stata pronunciata in questo frangente: “Quando sarò liberato da questo rompi(bip) di Matteotti?”.
10 giorni dopo, viene rapito  da una squadra della Ceka fascista sul Lungotevere a Roma. Il minore dei mali ovviamente. Il corpo è ritrovato il 15 agosto e riconsegnato alla sua amata Fratta in treno. Per anni pronunciare il suo nome è stato proibito e la sua famiglia costretta ad un rigido controllo.

Il progetto

Casa-Museo Giacomo Matteotti Casa-Museo Giacomo Matteotti
Foto Casa-Museo Giacomo Matteotti.
Casa-Museo Giacomo Matteotti
Foto di Diacronie Studi di Storia Contemporanea.

La Casa-Museo vi riporterà negli anni di Giacomo, in quell’esatto  momento storico in cui questo grande uomo italiano ha segnato la nostra storia assieme alla sua famiglia. I suoi figli hanno lasciato la villa all’Accademia dei Concordi di Rovigo che ha quindi permesso tutto questo. Passeggiare per quelle stanze, immaginando i pensieri, le paure, la forza del padre della democrazia. Un salto indietro nel tempo che può regalarci l’empatia e la possibilità di toccare con mano quel periodo. Alcuni scritti sono stati digitalizzati e raccolti nel loro sito internet, grazie ad un progetto finanziato dal Miur e portato avanti dal Dissgea, dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità convenzionato con il museo, con a capo il professore di storia contemporanea all’Università degli Studi di Padova  e presidente del comitato scientifico della Casa-Museo Giampaolo Romanato. Sono documenti politici, giuridici, opere del fratello Matteo e della moglie Velia, rassegna di giornali dell’epoca relativi all’omicidio e tanto altro…

All’ultimo piano della villa, dopo aver attraversato il salone al piano terra in cui venne allestita la camera che accolse la salma di Matteotti di ritorno da Roma e altre stanze con dipinti, quadri, fotografie, scene di vita quotidiana, troviamo addirittura un percorso di pannelli in cui possiamo scoprire il privato e il pubblico di Giacomo. Il sito ci propone una visita virtuale per raggiungere anche chi non ha la possibilità di farlo fisicamente. E per citare parole sacrosante

Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai. Aveva ragione.

 

Fonte Casa-Museo Giacomo Matteotti e ilbolive.unipd.it. Foto copertina Casa-Museo Giacomo Matteotti.
Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Casa-Museo Giacomo Matteotti – Il luogo in cui è nato il pensiero libero ultima modifica: 2018-07-18T13:15:28+00:00 da Sibilla Zambon

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