I fiumi e rovigo Natura Paesaggi Turismo

I gorghi fluviali – Piccole oasi nel paesaggio della campagna polesana

Gorghi Fluviali
19286,19162

Vuoi aggiungere delle "Foto" a questa sezione? Aggiungi

Il Polesine è storicamente noto come terra di acque. Il Po e l’Adige con i loro bacini hanno caratterizzato e caratterizzano la vita della nostra provincia. Il Canalbianco, il Naviglio Adigetto e una fitta rete di canali di scolo drenano il territorio, protagonista di una storia plurisecolare fatta di grandi alluvioni e opere di bonifica. Non è raro inoltre, addentrandosi nelle campagne, incontrare alcuni piccoli laghetti di forma tondeggiante, i cosiddetti gorghi. Questi piccoli specchi d’acqua si trovano nell’entroterra della campagna rodigina. Costituiscono la testimonianza visibile delle inondazioni che hanno segnato il territorio sin dai primi secoli dell’età cristiana. In queste occasioni le acque tracimate scavarono sul terreno delle cavità naturali poco estese ma piuttosto profonde e alimentate da acque di falda.

Diffusione sul territorio

I gorghi sorgono in maniera piuttosto uniforme dall’Alto al Basso Polesine, nelle vicinanze dei corsi attuali di Adige e Po e in prossimità dei tracciati di alcuni alvei antichi. I più conosciuti, perché tra i più estesi, sono i gorghi di Trecenta, Pincara e Fiesso Umbertiano. Ne possiamo trovare altri nei territori di Giacciano con Baruchella, Occhiobello, Arquà Polesine, Pincara, Pettorazza Grimani e Ariano.

La presenza dei gorghi è indicata in varie cartografie da toponimi come, appunto, “gorgo”, “rotta” oppure “buca” (o “busa”, “buso”). Le prime notizie della loro esistenza compaiono in alcuni atti pubblici duecenteschi. Non è però da escludere che alcuni gorghi si siano formati ben prima (una delle più antiche rotte dell’Adige è la rotta della Cucca del 589).

Natura e… leggenda

La peculiarità dei gorghi risiede nella fitta vegetazione che si manifesta nell’area circostante lo specchio d’acqua e che si staglia dal tipico paesaggio agrario polesano. Vi crescono principalmente piante acquatiche, canna palustre, pioppi e ontani e sono abitati da gallinelle d’acqua, germani, folaghe, aironi cinerini, oltre alle nutrie. Il tutto va a creare delle piccole oasi di grande interesse naturalistico, luoghi dove rilassarsi e godere di una bellezza paesaggistica pura e incontaminata. Per gli amanti della pesca è un’occasione per praticare la propria passione dal momento che diversi gorghi sono adibiti ad itticoltura.

Gorgo Leze

I gorghi costituiscono oggi delle zone umide di notevole pregio e valore conservazionistico. Diversi sono sottoposti a forme di tutela regionale, nazionale e comunitaria (i Gorghi di Trecenta sono inseriti fra le zone protette della Regione Veneto dal 1989). Altri siti versano invece in un deciso stato di abbandono e sono sempre più oggetto dell’impatto di attività antropiche come scarichi civili e zootecnici. Situazioni difficili che dovrebbero stimolare una maggiore sensibilità e coscienza ambientale, e il potenziamento di strategie di gestione e valorizzazione più decise ed efficaci.

Nella tradizione popolare i gorghi costituiscono una sorta di luoghi magici circondati da un’aura di mistero. Sono diverse le storie che narrano di gorghi che sorgono al di sopra di città sommerse dalle acque perché incorse nel castigo divino che voleva punire la malvagia dei loro abitanti. Dalle profondità in alcune notti si può ancora udire il suono delle campane sommerse.

 

Fonti:

Giovannini A. & Malavasi D. (a cura di), I gorghi del Polesine. Singolari luoghi da scoprire;

Rallo G. & Pandolfi M. (a cura di), Le zone umide del Veneto. Guida alle aree di interesse naturalistico ambientale.

Foto: Tommaso Ferrari

I gorghi fluviali – Piccole oasi nel paesaggio della campagna polesana ultima modifica: 2018-11-16T09:49:49+00:00 da Tommaso Ferrari

Commenti

To Top