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Sebastiano Bedendo, l’eroe rodigino dell’Aeronautica

Sebastiano bedendo

Rovigo e il Polesine sono stati un fenomenale territorio che ha dato i natali a moltissimi aviatori. Tutti valorosi e di alcuni abbiamo già avuto modo di parlare. Abbiamo puntato l’attenzione soprattutto su Umberto Maddalena e Giovanni Monti. Il primo, fra l’altro, ha intrecciato la sua storia con la spedizione del dirigibile Italia al Polo. Nella disastrosa missione, guidata da Umberto Nobile, egli porto soccorsi ai sopravvissuti nella tenda rossa. Un altro grande e valoroso aviatore è stato Sebastiano Bedendo. Uno dei più grandi assi della cloche della prima guerra mondiale con ben cinque vittorie accertate.

La leggenda di Sebastiano Bedendo

Sebastiano Bedendo, soprannominato “Nino” da amici e parenti, nasce il 18 luglio 1895 a Rovigo da Mariano e Pierina Schiappadini. Come altri suoi coetanei, lo scoppio della Grande Guerra lo vede coinvolto nella chiamata a prestare servizio militare. Il primo giugno viene assegnato all’8 Reggimento Artiglieria da Campagna dislocato a Verona. Il 20 luglio del 1915, al Lido di Venezia, presta giuramento ed è pronto a partire per il fronte. Un mese dopo, l’8 Settembre 1915 Sebastiano Bedendo è affidato alla 7° Sezione Aerostatica da Fortezza in qualità di Osservatore. Nel rodigino, infatti, matura la passione per il volo. Per questo chiede di essere trasferito al Battaglione Scuole Aviatori. Qui compie il primo volo il 20 aprile e consegue il brevetto di pilota il 1° luglio 1916.

Sebastiano bedendo

A Busto Arsizio, Sebastiano Bedendo ottiene il brevetto di volo e diventa pilota militare. Viene immediatamente affidato alla IV Armata dislocata a Belluno. Nello specifico alla 48° Squadriglia che è comandata dal capitano Felice Porro. Questi è un personaggio di tutto rilievo nella storia dell’Aeronautica Italiana in quanto aveva preso il posto di Italo Balbo dopo la sua morte in Africa. Sebastiano ha l’occasione, inoltre, di conoscerer altri due futuri ed importanti personaggi della storia del volo italiano: Natale Palli (pilota di Gabriele D’Annunzio nel suo famoso volo su Vienna)) e Aldo Finzi, Vice Commissario per l’Aviazione nel 1923.

L’Isonzo e Vittorio Veneto

Nel novembre 1916 combatte a Gonars per difendere alcuni compagni impegnati sul fronte dell’Isonzo. A febbraio 1917 Sebastiano Bedendo rischia la vita in due missioni. In una di queste il suo aereo è gravemente danneggiato alle ali ed alla fusoliera dal fuoco nemico. A marzo dello stesso anno il giovane pilota rodigino ottiene la sua prima vittoria in carriera ed in ottobre viene trasferito alla 91° Squadriglia che è impegnata nella sanguinosa e drammatica battaglia di Vittorio Veneto. Qui si distingue per l’abilità nel volo senza tuttavia compiere abbattimenti. Nino termina il conflitto con cinque vittorie, una croce di merito e una medaglia d’argento al valor militare. La motivazione è la seguente: “Pilota da caccia, nei numerosi voli di guerra compiuti fu sempre animato da fervido entusiasmo e da profonda coscienza del dovere.

Sebastiano Bedendo

Sostiene da solo combattimenti pericolosissimi contro più velivoli nemici, e riesce, grazie al suo grande valore, ad abbatterne cinque in breve volgere di tempo”. Alla fine del 1918 il rodigino ottiene una medaglia di bronzo al valor militare in quanto: “Arditissimo pilota da caccia, nei numerosi voli di guerra compiuti con fermezza pari all’entusiasmo dimostrò di possedere doti singolari di sereno coraggio e di alto sentimento del dovere. Cacciatore instancabile, in combattimento con due aerei nemici da caccia, nel Cielo di Col Santo, ne abbatteva uno nei pressi di Noviglio. Capo pattuglia abile e coscienzioso, durante la vittoriosa offensiva del 24 ottobre 1918 in numerosi voli di mitragliamento eseguite a quote minime, si prodigava instancabilmente e vittoriosamente, avendo come scopo supremo il compimento del proprio dovere”.

Capitano della Regia Aeronautica

Nel 1924 divenne capitano della Regia Aeronautica e, ottenuta la laurea in ingegneria all’università di Padova due anni prima, diviene ingegnere pilota assegnato agli Uffici sorveglianza della Fiat. 

Pilota personalmente i nuovi aerei costruiti dall’ingegnere Prospero Nuvoli sfiorando i 225 km/h di media. Sebastiano Bedendo muore il 24 agosto 1935 quando il suo Nuvoli N.5 accusa un cedimento strutturale su una pista di prova e cade al suolo esplodendo nell’impatto.

Fonte: I Cavalieri dell’Aria. Foto: Sora24, Finanzaonline, Rovigooggi.


Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Sebastiano Bedendo, l’eroe rodigino dell’Aeronautica ultima modifica: 2019-09-24T10:47:35+02:00 da Alessandro Effe

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