Bibbia Istoriata Padovana
arte

Bibbia Istoriata Padovana – Il manoscritto in Accademia dei Concordi

Tra i tanti tesori custoditi in Accademia dei Concordi vi è la Bibbia Istoriata Padovana. Si tratta di un manoscritto miniato di fine ‘300 che già in epoca antica fu smembrato in due parti. Sono attualmente custodite presso l’Accademia dei Concordi di Rovigo e presso la British Library di Londra. Viene spesso citata come la “Bibbia più istoriata di tutto il Medioevo Italiano”. Realizzato a doppio registro narrativo (visivo e verbale) verso la fine del XIV secolo durante l’ultima fase del dominio carrarese, si compone di 344 miniature di pregevolissima fattura. Il titolo si deve a Gianfranco Folena che negli anni ’60 realizzò e pubblicò per la prima volta l’edizione integrale di questo codice.

La Bibbia Istoriata Padovana è stata smembrata in due parti probabilmente nel XVI secolo. Il primo pezzo, costituito dalle parti esterne di Genesi e Ruth giunse in data sconosciuta nelle mani della ricca famiglia dei Silvestri a Rovigo. L’altro, composto dalla sezione centrale di Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio e Giosuè  arrivò in Inghilterra tra il 1700 ed il 1800 e, di certo, fino al 1844 fu di proprietà del duca di Sussex. A metà del XIX secolo entrano entrambi a far parte di due biblioteche pubbliche. Nel corso del tempo il codice rodigino ha subito numerosi ed importanti studi, volti ad attestare l’origine delle illustrazioni. Alcuni articoli scientifici catalogarono le pitture al tempo di Giotto, tra il XIII ed il XIV secolo.

Il libro londinese e quello rodigino

Bibbia Istoriata Padovana

Non ebbe la stessa fortuna il codice londinese, per lunghissimo tempo rimasto semisconosciuto. Fu sommariamente descritto a Londra nel 1850 nel Catalogue of additions to the Manuscripts in the British Museum: 1841-1845 e successivamente nel 1890 a Torino nel Catalogo dei manoscritti Italiani presenti nel Museo Britannico di Londra. Solo nel 1907, in ogni caso, si ebbe la conferma che esso era parte costitutiva del capolavoro padovano di fine ‘300. Fu grazie ad Adolfo Venturi che, ne La pittura del Trecento, individuò per la prima volta l’unità del manoscritto smembrato.

Il codice conservato a Rovigo è di formato piccolo, in pergamena, al suo interno il manoscritto contiene il libro della Genesi e quello di Ruth a cui si unisce, alla fine, il Liber generationis Yhesu Christi secondo il Vangelo di Matteo. La numerazione è lacunosa ed in alcuni casi errata, ad eccezione di quella posta all’inizio di ogni paragrafo del testo. Quest’ultima risale al Cinquecento e ci testimonia che al tempo della sua esecuzione il codice era già stato smembrato.

Secondo Adolfo Venturi, che per primo intuì l’unitarietà dei codici di Rovigo e Londra, vi è la presenza di identiche caratteristiche formali e paleografiche. Inoltre i due manoscritti si presentano complementari nella narrazione della Bibbia e secondo il Folena il progetto originario prevedeva la realizzazione dell’intera Bibbia, seppure non sia stato possibile stabilire se i lavori siano proseguiti oltre il libro di Ruth. In Accademia dei Concordi, nella sezione Manoscritti, libri antichi e rari, è possibile visionarne le copie.

Fonte: Eleonora Trentin : Testo e immagine nella Bibbia Istoriata Padovana

Foto: Corriere del Veneto

 

 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

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Bibbia Istoriata Padovana – Il manoscritto in Accademia dei Concordi ultima modifica: 2018-05-03T14:02:59+00:00 da Alessandro Effe

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