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Giorgio Mazzon, il suo ricordo al Lemming

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Giorgio Mazzon è scomparso da circa due anni. Ne aveva sessantanove quando, vinto da una malattia, è venuto a mancare. L’artista polesano, nativo di Rosolina, fin da piccolo mostra i segni di arte e creatività. Questa passione, questo DNA, sebbene autodidatta, viene coltivato. Una vena creativa che si è manifestata in varie forme. Nella pittura, nella scultura ed anche nella fotografia. Una vena che non si è mai fermata, è stata sempre viva fino agli ultimi giorni. Anche con le mani malferme ha cercato di dar vita alle sue ultime opere, specialmente una, ispirata a Federico Garcia Lorca e Pablo Picasso. La sua bottega era artigiana, annessa alla sua casa. La sua notorietà, invece, travalicava di molto la provincia. Diverse le amicizie con pittori e scultori (tra cui Gabbris Ferrari, direttore artistico dei Minimiteatri fino alla sua morte nel 2015).

Giorgio Mazzon e gli artisti

A parte Ferraris, cui era legatissimo, ricordiamo: Giampaolo Berto, Nato Frasca, Nando Celin, Vanni Cantà. E poi i poeti, gli attori, i filosofi e gli uomini di teatro, come ad esempio Bepi Molin. Quest’ultimo scomparso qualche anno fa e maestro veneziano dello spettacolo di burattini. Insomma, una casa che è stata un vero e proprio cenacolo d’arte, un salotto letterario, un laboratorio di arte e rappresentazioni teatrali con serate di poesia e anche quelle di canto. Tantissime le manifestazioni organizzate, nel tempo, per ricordare la sua persona e la sua arte.

Fra queste ci piace ricordare quella che gli ha dedicato la “sua” Rosolina, nel 2018, ad un anno dalla sua scomparsa. Organizzata insieme alla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, la mostra fotografica è stata allestita da Agosto e Settembre. E poi ancora quella all’interno della Pescheria Nuova a Rovigo, dove, tra gli altri, si rendeva omaggio anche a Gabbris Ferrari e Sergio Garbato. Questa, organizzata dal Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, comprendeva opere di pittura e fotografia. Un grande omaggio a Mazzon ma anche ad altri due grandi personalità dell’arte Polesana (ricordiamo Sergio Garbato, storico della città di Rovigo).

In calmissima luca

Ulteriore occasione per poter essere a contatto con la sua arte ce la fornisce il Teatro del Lemming con la presentazione del libro “In calmissima luce”. Sabato 21 dicembre alle ore 18 con ingresso gratuito presso il Teatro Studio. Giorgio Mazzon, uno degli ultimi maestri della millenaria bottega veneta (pittore, scultore, decoratore, scenografo, fotografo), ha affidato all’associazione Il Ponte del Sale una serie di immagini fotografiche dei luoghi del Delta del Po, particolarmente intense e struggenti. Le 36 immagini donate agli amici sono state raccolte in un volume insieme a testimonianze poetiche e letterarie, prova tangibile di un dialogo vitale tra le arti.

Il volume, stampato in quadricromia su pregiata carta cotone, è un vero e proprio libro d’Arte e fa parte della collana L’Arca del Polesine che si propone di custodire i tesori della nostra tradizione, in lingua e in dialetto, per offrirli alle nuove generazioni in tutta la loro freschezza  e forza. Marco Munaro presenterà il volume alla presenza dei poeti e degli scrittori coinvolti, le  letture saranno affidate alla voce recitante degli autori.
Al termine, saremo lieti di offrire un brindisi a tutti coloro che vorranno partecipare alla celebrazione di un artista che come pochi ha saputo interpretare lo spirito della nostra terra.

Foto e fonte : Teatro del Lemming.


Giorgio Mazzon, il suo ricordo al Lemming ultima modifica: 2019-12-18T08:26:30+01:00 da Alessandro Effe

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