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Minimi Teatri, curare la dipendenza dal gioco a teatro

Minimi Teatri Il Giocatore

Minimiteatri è una realtà che nasce nell’anno 2005. Si incontrano diverse personalità artistiche provenienti da ambienti eterogenei. Conservatorio, Teatro, Università, Accademia dell’Arte. Porta in scena spettacoli frutto di un’attenta ricerca estetica. Sia a livello di linguaggio che nella interpretazione drammaturgica. L’allestimento è “minimo”, punta su pochi elementi densi però di significato, capaci di emozionare il pubblico. La direzione artistica è stata affidata a Gabbris Ferrari fin dalla fondazione fino al 2015, anno della sua scomparsa. Oggi è proseguita da Letizia E. M. Piva. Minimiteatri è formata da artisti professionisti già in carriera e giovani attori emergenti. 
L’Associazione ha, infatti, tra i suoi obiettivi anche quello della formazione teatrale e dell’avviamento di giovani alla professione attoriale, con particolare attenzione al territorio polesano. Porta avanti da anni la rassegna “Donne da Palcoscenico” che nel 2019 riceve l’alto patrocinio del Senato della Repubblica per l’elevata qualità delle proposte.

La dipendenza curata col teatro

 Ci ha provato Minimiteatri con il suo nuovo lavoro “Il Giuoco” andato in scena domenica 27 ottobre al Teatro di San Bortolo che ha fatto da cornice ad un appuntamento teatrale dedicato al gioco e alla dipendenza “Il Giuoco”, tratto dal testo “Il Giocatore” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, una delle penne più brillanti a livello mondiale, egli stesso toccato nel vivo della dipendenza da gioco. L’adattamento, a cura di Letizia E.M. Piva, direttrice artistica degli appuntamenti targati Minimiteatri che si svolgono durante l’anno nel Teatro di San Bortolo, ha consentito di affrontare in modo innovativo un dramma della società contemporanea. Sul palco, in veste di protagonisti Marino Bellini, Paolo Rossi e Lahire Tortora.

Minimi Teatri Il Giocatore

I giocatori sanno bene che si può resistere addirittura per ventiquattr’ore di seguito con le carte in mano senza neanche gettare un’occhiata a destra o a sinistra” è la frase emblematica che può spiegare il legame profondo tra gioco e follia, tra incoscienza e malattia. Da sempre gli uomini sono stati attratti dal gioco d’azzardo, spinti dalla prospettiva di facili guadagni o semplicemente per il gusto di sfidare la sorte“.

Minimi Teatri e lo spettacolo

In tempi recenti il gioco è diventato Affare di Stato. Si è adeguato alle nuove tecnologie e alle esigenze dei fruitori, ben presto diventati le vittime di un sistema spietato nella sua apparente semplicità. Purtroppo è in situazioni di disagio e di povertà che questo problema si sviluppa con ancor più tenacia e si radica nella società. La terra polesana non fa eccezione nel panorama infelice su scala nazionale, poiché può “vantare” la sala VLT più grande del Veneto.

Minimi Teatri Il Giocatore

Lo spettacolo è stato introdotto da Don Andrea Varliero, che ha individuato nel Teatro lo strumento educativo utilizzato fin dall’antichità per affrontare complesse problematiche sociali e da un sintetico contributo su come affrontare le dipendenze della Dott.ssa Elisa Tessaro, esperta in Mindfulness e in Gambling Addiction, che hanno coinvolto il numeroso pubblico presente in sala . Gli attori Marino Bellini, Lahire Tortora e Paolo Rossi hanno dato voce e corpo alle parole dello scrittore russo e hanno saputo sensibilizzare il pubblico rodigino. Una prova attoriale di sicuro spessore, che ha saputo toccare un argomento scomodo ma quanto mai attuale.

Fonte e Foto: MinimiTeatri. 

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Minimi Teatri, curare la dipendenza dal gioco a teatro ultima modifica: 2019-10-31T09:14:51+01:00 da Alessandro Effe

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