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Grandi Mostre a Palazzo Roverella per il 2020/2021

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Un originale sguardo di approfondimento sul territorio e, al medesimo tempo, spettacolari visioni del mondo“. Così Gilberto Muraro, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sintetizza il programma di grandi eventi espostivi che la stessa Fondazione, con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, hanno messo a punto per il prossimo biennio 2020-2022. Da sottolineare, innanzitutto, un cambio stagionale: in questi anni, al Roverella, le mostre di maggior rilievo sono state calendarizzate nella stagione autunnale e invernale. Come l’attuale esposizione sul Giapponismo e l’arte europea. E’ al Roverella proprio in questi mesi (sino al 26 gennaio 2020) e sta conquistando un pubblico da record.

Grandi mostre al Roverella

Ad aprire la Stagione 2020 è stato scelto un progetto di precisa matrice territoriale, anche se riferito ad un personaggio universale. Dal 22 febbraio 2020, ad accogliere il progetto “La Quercia di Dante” sarà Palazzo Roncale, rinascimentale dirimpettaio di Palazzo Roverella. Protagonista sarà Dante Alighieri, partendo però da una storia tutta polesana, quella della Quercia cui il Poeta ha legato il suo nome. 
Si tramanda infatti che Dante, smarritosi nell’intrico del Delta, per ritrovare la strada si sia arrampicato su una possente quercia. Quel gigante, da allora conosciuto come la Quercia di Dante, è sopravissuto sino al 2013. 

Al Roncale sarà illustrata la storia della celebre Quercia, esponendone anche un corposo frammento e il sudario.  Nella medesima sede il Poeta sarà celebrato da diverse iniziative, a partire dalla mostra (a cura di Alessia Vedova, Mauro Carrera, Barbara Codogno, Virginia Baradel) Visioni dell’Inferno. In essa, ciascuno dei 33 canti sarà accompa testa il su sul soffitto.agnato dalle illustrazioni realizzate da 3 grandi artisti: Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brand. Il progetto è completato da conferenze e altri eventi in corso di programmazione. 

Oltre cento opere di Chagall

Dal 4 aprile 2020 (e sino al 5 luglio), al Roverella sarà ospitato uno dei pittori più amati dal pubblico, Marc Chagall. Una mostra importante, di preciso impianto museale, che non intende raccontare di tutto un po’ ma sceglie un tema preciso e lo approfondisce attraverso una selezione dei suoi capolavori imprescindibili.  Il tema su cui la curatrice Claudia Zevi ha scelto di misurarsi è quello dell’influenza che la cultura popolare russa ha avuto sull’opera di Chagall.  In mostra, al Roverella, si potranno ammirare oltre cento opere di Chagall.

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Circa 70 i dipinti su tela e su carta oltre alle due straordinarie serie di incisioni e acqueforti pubblicate nei primi anni di lontananza dalla Russia, Ma Vie, 20 tavole che illuminano la sua precoce e dolorosa autobiografia, e Le anime morte di Gogol, il più profondo sguardo sull’anima russa della grande letteratura. La mostra si avvarrà della collaborazione della Fondazione Culture Musei e del Museo delle Culture di Lugano. Dal 26 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 (con qualche possibile aggiustamento di data), Palazzo Roverella proporrà uno dei più popolari maestri francesi della fotografia, Robert Doisneau, in un’ampia retrospettiva a cura di Gabriel Bauret.

Arte, musica e simbolismo

Parigino, osservatore empatico della sua città, Doisneau non racconta né descrive i monumenti, ma si appassiona per chi la popola e la rende viva e unica. Il suo è un racconto leggero, ironico, che strizza l’occhio con simpatia alla gente. Che diventa persino teneramente partecipe quando tratta innamorati e bambini, persone comuni. Quando le fotografo – afferma Doisneau- non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. È una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.

Con il nuovo anno, ecco tornare la grande arte, questa volta proposta ricorrendo ad una chiave di lettura decisamente originale. Il titolo della mostra curata da Paolo Bolpagni recita, infatti, Arte e Musica, dal Simbolismo alle avanguardie. Sarà a Palazzo Roverella, dal 20 marzo 2021 al 27 giugno 2021. È il racconto di relazioni, intrecci e corrispondenze tra l’elemento musicale e le arti visive. A partire dall’affermazione, alla fine del XIX secolo, in tutta Europa, di un filone pittorico ispirato alle opere di Richard Wagner. Nel 1902 la Secessione di Vienna dedica una mostra a Ludwig van Beethoven.

Tra futurismo e surrealismo

Con l’arrivo delle avanguardie, poi, soprattutto dagli anni Dieci del Novecento, i suoni di Johann Sebastian Bach diventano modello e paradigma per la pittura di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Frantisek Kupka, Félix Del Marle, Augusto Giacometti e molti altri. E via via, passando per il Cubismo, il Futurismo, il Neoplasticismo, fino al Dada e al Surrealismo, la musica si conferma un riferimento assoluto, divenendo centrale in Kandinskij e Klee, non meno che per altri protagonisti delle avanguardie europee. Esempi emblematici di questa fusione delle arti creano una mostra-spettacolo di assoluto fascino.

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Proseguendo, Palazzo Roverella ospiterà una mostra fotografica dedicata ad un altro grande autore francese appartenente al filone umanesimo fotografico, Edouard Boubat, e curata dal critico francese Gabriel Bauret e la grande mostra dedicata alla pittura tedesca dal romanticismo alle Avanguardie curata da Paolo Bolpagni. Si tratta di una programmazione importante sulla quale la nostra Fondazione, insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, vuole puntare per far sì che la città di Rovigo possa incrementare la sua attrattività, beneficiando di flussi di visitatori che negli ultimi anni sono risultati in continua crescita. “Nella selezione dei progetti ci siamo avvalsi di un comitato di esperti internazionali proprio per garantire la migliore qualità, che questo territorio merita“, afferma il Presidente della Fondazione, Gilberto Muraro.

fonte: studioesseci

Grandi Mostre a Palazzo Roverella per il 2020/2021 ultima modifica: 2019-12-20T09:48:32+01:00 da Alessandro Effe
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