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I duecento anni del Sociale in mostra alla Pescheria Nuova

L'interno del Teatro sociale

In stile decisamente neoclassico, il Teatro Sociale, venne progettato da Sante Baseggio nel 1819 e ricostruito nel 1902 a seguito di un incendio. I borghesi del tempo erano desiderosi di accrescere attività culturali e darsi maggiori “arie da uomini di mondo e di potere” visto che Rovigo era divenuta capoluogo. Calcolate che nel 1808 era stata costruita una nuova piazza a seguito della demolizione della chiesa di Santa Giustina.

La “prima” del Teatro Sociale

Dopo l’incendio è ricostruito, in soli due anni da Daniele Donghi. Egli lasció intonsa la facciata, anche perché era rimasta illesa dalle fiamme, mentre per la sala utilizzó il cemento armato ottenendo una eccezionale acustica. Soldi non ce ne erano più, perciò la Società non poteva permettersi di scritturare grandi personaggi già noti al pubblico. Ció contribuì a far si che proprio al nostro teatro nascessero due grandi stelle: Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.

La facciata del Teatro Sociale

L’Adelaide di Bologna, opera seria in due atti, commissionata appunto nel 1819 e messa in scena nell’aprile di quell’anno su musiche di Pietro Generali e Luigi Romanelli. Nell’aprile del 2019 viene riproposta come omaggio e cristallizzazione storica. Il teatro rodigino (e Veneto) è uno dei pochi che non ha mai interrotto la propria attività. Neanche durante i periodi più bui della storia italiana e mondiale e cioè durante le due guerre mondiali.

In Pescheria Nuova per il dovuto omaggio

Il taglio del nastro è stato effettuato, ufficialmente, venerdì 5 aprile presso la Pescheria Nuova. Si è inaugurata così la mostra sui duecento anni di storia del Teatro Sociale. La città ha così potuto, finalmente, conoscere da vicino tutte le bellezze che il Teatro cittadino ha racchiuso e custodito con orgoglio per tutti questi anni. Agli onori di casa ha pensato Antonello Roccoberton, subcommissario vicario.

La locandina del bicentenaio del Teatro Sociale

Un’esposizione che racconta duecento anni di storia del Teatro Sociale, è sicuramente un evento imperdibile per la città con un allestimento dal forte impatto emotivo che racchiude documenti, parti scenografiche, cimeli e testimonianze dei grandi protagonisti che hanno calcato le scene del palcoscenico di piazza Garibaldi. Un teatro di tradizione che (come dicevamo) può vantare di aver  tenuto a battesimo due dei maggiori cantanti del secolo scorso: Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.

Un pezzo di teatro in Pescheria

La curatrice della mostra è Milena Dolcetto che orgogliosamente racconta della mostra, che contiene duecento anni di teatro cittadino. Di un teatro che ha portato grandissimi nomi ad esibirsi a Rovigo, dando lustro alla città in tutta la regione. I rodigini (ed i Polesani tutti) hanno amato e continuano ad amare il teatro e, sicuramente, senza di loro non ci sarebbero state le soddisfazioni di questi anni.

Vi sono ricordi che provengono dai dietro le quinte ma anche da alcune persone che, privatamente, hanno voluto partecipare a questo omaggio. In particolare si ringrazia la famiglia Padovan e Giuseppina Zennaro, nipote della indimenticabile Elena Rizzieri (soprano e nata a Grignano Polesine). Una particolare menzione (per quanto riguarda gli oggetti esposti) va al prezioso kimono che il soprano indossa a Tokio mentre veste i panni di una meravigliosa Madame Butterfly e poi regalatole dall’Imperatore del Giappone in persona. La mostra sarà aperta fino al 14 di Aprile.

Fonti: ItRovigo, Rovigoindiretta, Rovigooggi. Foto: MonitoraggioSpettacoloVeneto, Comune di Rovigo.

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada.
Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.

I duecento anni del Sociale in mostra alla Pescheria Nuova ultima modifica: 2019-04-09T09:30:10+02:00 da Alessandro Effe

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