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La chiesa della Madonna di San Genesio di Stienta

Chiesa san genesio

Al termine di un lungo stradone in mezzo ai campi, solitaria e lontana dal paese di Stienta, sorge la chiesa della Madonna di San Genesio. La località deve il nome all’abbazia benedettina di san Genesio di Brescello. Essa divenne proprietaria di queste terre nell’anno 978. Una plurisecolare tradizione stientese vuole che i monaci benedettini, già attorno al Mille, bonificarono queste terre acquitrinose e vallive, circondandole di argini e vi eressero una chiesetta dedicata a san Genesio vescovo.

La tradizione

La tradizione vuole la chiesetta distrutta dalle acque disalveate del Po, in seguito alla rotta di Ficarolo (1152 circa). In conseguenza di questo dissesto avviene anche il ritiro dei monaci brescellesi con il conseguente passaggio della proprietà alla casa d’Este. Una prima raffigurazione cartografica d’inizio Seicento, ma riferita ai decenni precedenti, ci raffigura una chiesetta con un piccolo campanile e una casetta nelle vicinanze. Il piccolo complesso sacro sarebbe stato eretto agli inizi del Cinquecento nel luogo dove la Madonna era più volte apparsa ad un contadino. Sopra una vite, cresciuta sui ruderi della primitiva chiesa di san Genesio.

Chiesa san genesio

I drammatici eventi succeduti nelle prima metà del Seicento (la grande pestilenza e alcune disastrose alluvioni del Po), avrebbero causato l’abbandono di questa chiesetta. Essa però viene riportata alla devozione del popolo nel 1666. Grazie ad un evento prodigioso. Infatti, il 6 giugno 1666 la Madonna sarebbe apparsa in sogno a un forestiero di passaggio per Stienta, chiedendogli di recarsi nella chiesetta di San Genesio, per “scoprire” la sua immagine nascosta in una parete. Del tutto ignaro di questi luoghi, il forestiero chiedeva aiuto agli abitanti, che in buon numero decidevano di accompagnarlo.

Il viandante e la Beata Vergine

Giunto alla chiesetta, il veggente toglie lo strato di calce nel punto che gli è stato indicato in sogno e sul muro appare dipinta una bellissima immagine della Beata Vergine assisa sopra le nubi, con il bambino Gesù ritto sulle ginocchia in atto benedicente. L’eco della prodigiosa scoperta ebbe vasta diffusione e cominciarono ad affluire a San Genesio pellegrini da ogni parte per implorare dalla santa immagine la salute del corpo o la protezione dalle calamità atmosferiche, grazie che la Madonna dispensava generosamente.

In breve la piccola chiesa è incapace di contenere la moltitudine di fedeli che qui si recava, per cui l’Abate di Pomposa decide di edificare nel 1670, su progetto dell’architetto Giovanbattista Barbieri di Ferrara, un’ampia navata accostata al lato di Mezzogiorno dell’originaria chiesetta, che in tal modo diveniva presbiterio e cantoria del nuovo edificio sacro.Sul lato di Tramontana viene costruite anche un’osteria con dormitorio, per alloggiare i pellegrini che provenivano da lontano.

La chiesa di San Genesio

Il santuario della Madonna di San Genesio, infatti, richiamava devoti da ogni parte e specialmente dalla città di Ferrara. Non sappiamo da chi e quando sia stato fatto quel dipinto. Certamente, lo stile pittorico depone per una raffigurazione cinquecentesca di gusto manierista che la tradizione locale attribuisce a Benvenuto Tisi, detto il Garofolo. Per quanto attiene all’immagine miracolosa, si tratta di una Beata Vergine assisa sopra le nubi.

Chiesa san genesio

Dopo un secolo e mezzo di grande splendore, sul finire del ‘700, giunsero gli anni infausti dell’occupazione francese. Le soldatesche spogliano il santuario dagli oggetti più preziosi. In seguito esso è chiuso al culto e venduto all’asta assieme alla tenuta di San Genesio, confiscata ai monaci di san Benedetto. Ne divenne acquirente nel 1798 il marchese Ludovico Fiaschi, quindi passò al figlio Alfonso che, all’incirca nel 1805 lo riaprirà al culto, stipendiando di tasca sua un sacerdote residente.

Dagli austriaci ad oggi

Con la successiva dominazione austriaca (1815), i territori ferraresi a Nord del Po, si distaccano dalla giurisdizione politica e religiosa di Ferrara. Passano alla neo formata provincia di Rovigo e alla diocesi di Adria, regno del Lombardo Veneto, eventi che di fatto separarono il santuario dal contesto politico e religioso in cui era sorto e quindi, dal bacino di fedeli più consistente.

Nel 1834 la vasta tenuta, compreso il santuario, passa al cav. Silvestro Camerini, che mantenne la pia usanza del precedente proprietario di sostenerne l’officiatura e la manutenzione. Alla sua morte, avvenuta nel 1866, lasciava alla chiesa di San Genesio un legato di £ 1000 annue per la continuazione del servizio liturgico. Iniziava così la lenta decadenza del piccolo santuario mariano, affidato alla cura dei parroci pro tempore di Stienta che, per scarsità di mezzi economici e di cappellani, saranno costretti a limitarne l’apertura a poche ricorrenze annue.

Fonte: D. Ghirardo, M. Caberletti. Foto: Comitato San Genesio Stienta (FB).

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
La chiesa della Madonna di San Genesio di Stienta ultima modifica: 2019-10-29T10:38:15+01:00 da Alessandro Effe

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