Interviste Maggio Rodigino

Dalle strade di Rovigo la musica dei Romea

Musica Rovigo

Dalle strade di Rovigo la musica dei Romea

Nell’immaginario collettivo la provincia di Rovigo difficilmente è associata alla musica. Eppure la più piccola città veneta vanta ben due conservatori e una tradizione musicale di altissimo livello. Tra i molti giovani polesani che hanno intrapreso carriere artistiche in questo ambito, si annovera da pochi anni un nuovo collettivo dal nome evocativo anche dal punto di vista territoriale: i Romea. Quattro amici che con il loro progetto mixano suoni, influenze e background differenti, per proporre un’idea totalmente nuova nel panorama della musica italiana e non solo.

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Idee in movimento: alle radici dell’Indie

Quello della musica Indie, cioè indipendente, è un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre meno di nicchia. Piccole produzioni che un tempo restavano confinate alla scena underground delle città, oggi grazie ai social possono contare su un pubblico potenzialmente infinito. Questo ha permesso a molti artisti di trovare nuova linfa nel proporre la propria idea di musica. Anche in una defilata realtà di provincia, lontana da contesti musicali solitamente considerati più fortunati, si possono quindi incontrare fermento ed innovazione.

Ed è proprio in provincia di Rovigo che nasce nel 2014 un collettivo battezzato come la più famosa strada polesana, la Romea. L’ideatore del progetto è DJ LB, nome d’arte del disc jockey e produttore Alberto Tessarin. Dopo la sua partecipazione ai mondiali di scratch infatti, decide di riunire un gruppo di amici per iniziare una nuova avventura musicale. La formazione al completo vede quindi, oltre a DJ LB: Paolo Garbin (pianoforte), Alessio Simoni (basso), Antonio Zanellato (batteria).

Influenze diverse per un risultato completamente nuovo

Doveroso ricordare, in tempi di chiusure, che solo dalla commistione di culture differenti si possono produrre nuove esperienze di arricchimento umano. Questo vale soprattutto per la musica, che senza l’incrocio di generi e storie diverse, resterebbe ferma al palo. Partendo da questo presupposto, i Romea, uniscono quindi influenze che spaziano dall’hip-hop e trip-hop fino al jazz, passando per l’elettronica e il funk. Il loro ultimo lavoro è un disco che vede la luce nel 2019, edito da (R)esisto Distribuzione. Il titolo è anch’esso espressione del territorio: Madrugada, dal nome di una discoteca ormai abbandonata da decenni lungo la statale 309.

Al suo interno 12 tracce prevalentemente strumentali, frutto dei suoni prodotti dagli strumenti dei tre musicisti a cui si sovrappongono i campionamenti e gli scratch del fautore del gruppo. Una musica “urbana”, piena di contaminazioni per un sound ricco e vibrante, mai scontato, forse unico. Ad interrompere il dominio di suoni entrano i versi rappati di tre special guest: Dudley Salmon, Raul “Meck” Hernandez (HCP) e ESA aka el Presidente (OTR). A completare l’opera anche collaborazioni con altri musicisti per una ricchezza sonora poliedrica e ricca di sfaccettature.

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Foto di Matteo Albertin

Oltre i confini di Rovigo: una musica da vedere

Ma l’obiettivo dei Romea è proporre anche un’esperienza visiva, non solo musicale. Questo li ha portati ad ideare spettacoli dal vivo dove oltre alla performance si affiancano proiezioni elaborate da loro stessi. Un’esperienza che unisce quindi musica e arte visuale, proiettando il pubblico dei loro concerti verso un contesto totalmente nuovo e variegato, che non ha molti termini di paragone.


Come nasce l’idea del nome Romea?
– L’idea del nome è nata semplicemente guardando fuori dalla finestra della nostra sala prove…
Quanto ha influenzato il vostro lavoro abitare in un piccolo comune in provincia di Rovigo?
– Noi siamo molto legati al nostro territorio e crediamo la cosa traspaia dalla musica che produciamo. Accanto ad un’impronta marcatamente urbana infatti incastriamo sonorità più dilatate, che strizzano l’occhio all’ambient. Proprio questa ricerca sonora riporta la nostra musica agli spazi che ci circondano e che ci influenzano: chi abita o ha visitato il Delta del Po sa perfettamente cosa intendiamo.

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Foto di Matteo Albertin

Vi sentite limitati rispetto ad altre piazze?
– Riguardo al confronto con altre piazze è evidente che la scena della nostra zona non può reggere il confronto con contesti più grandi e tradizionalmente più vivi, in cui esistono spazi adeguati atti a valorizzare i progetti artistici. Tuttavia per noi questo rappresenta un motivo di maggior impegno a portare in giro il nostro progetto e far sapere “alle altre piazze” che anche qui c’è molto di buono da vedere ed ascoltare. Stiamo vivendo un periodo di grandissimo fermento musicale a livello italiano e di riflesso locale. Nella nostra zona ci sono tante realtà interessanti che meritano di avere spazio e visibilità.

Quali sono le prossime date in calendario e dove vi vedete tra qualche anno?
Dopo il giro che ci ha visti impegnati per tutto l’inverno e parte della primavera, il 4 maggio saremo a Rovigoracconta, per poi prenderci una piccola pausa dai concerti. Per l’estate stiamo chiudendo in questi giorni le ultime date che pubblicheremo sul nostro sito e sui social prima della fine del mese. Anticipiamo solo che faremo una puntatina anche al di fuori dell’Italia. Ci è difficile rispondere alla seconda parte della domanda. Non perché ci manchino idee o visioni legate al progetto, anzi. Al momento però la cosa su cui ci stiamo concentrando (e su cui ci concentreremo per i prossimi mesi) è proprio goderci il disco facendolo girare il più possibile. Tra una data e l’altra, però, stiamo già abbozzando qualche idea nuova su cui lavorare…ma di questo ne parleremo in futuro!!

Dalle strade di Rovigo la musica dei Romea ultima modifica: 2019-05-04T11:19:41+02:00 da Antonio Pozzato

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