Edifici Storici Luoghi di interesse

Palazzo già Vescovile, altra bellezza in via Casalini.

Palazzo già vescovile

Via Casalini è una via ricca di particolare fascino. E’ una strada che, lasciata alle spalle la porta Augustina, ci porta dritti verso la Chiesa di Santo Stefano, il Duomo cittadino. Ne abbiamo parlato quando abbiamo presentato l’antico palazzo nobiliare che viene documentato fin dal 1500 come dimora dei Raimondi. Il palazzo (omonimo della via) viene acquistato dalla famiglia Casalini alla fine del 1600 e si contraddistingueva per il proprio carattere nobiliare. Oggi parliamo di un Palazzo che è quasi di fronte ad esso e che nel tempo ha cambiato dimora, quello Vescovile.

Il Palazzo già Vescovile

Il Palazzo già Vescovile, sorge al termine di Via Casalini, sul lato orientale, è stata residenza vescovile fino al 1942. La sua origine, invece, risale al 1343. Il Ferretti ci informa che in quell’anno, il domenicano fra’ Benvenuto, vescovo di Adria, costruisce “con mezzi suoi personali, il Vescovado, e nello stesso edificio, al piano superiore, la cappella a San Nicola vescovo di Mira e confessore di Cristo“. Nel XV secolo, i vescovi di Adria presero l’abitudine di non risiedere in diocesi, per cui l’edificio viene progressivamente abbandonato. Per questo motivo, nel 1535, Gian Pietro Ferretti, giunto a Rovigo per fare le veci del vescovo di Adria, cardinale De Cuppis, di cui era vicario generale, trova il palazzo in pessime condizioni. Così pessime da rendere indispensabile il restauro.

Palazzo già vescovile

La configurazione attuale del palazzo, viene determinata nel XVII secolo. Nel 1608, infatti, il vescovo Girolamo Porcia ricostruisce dalle fondamenta il corpo di fabbrica centrale. Ciò è anche documentato da una lapide oggi murata nel nuovo vescovado. Nel corpo di fabbrica centrale era presente un porticato con archi ribassati. I due corpi di fabbrica laterali che delimitano il cortile, sono probabilmente il frutto di adattamenti di costruzioni preesistenti, data l’asimmetria rispetto il blocco centrale. Secondo lo Speroni, il vescovo Carlo Labiarestaura ed orna” il palazzo.

I lavori ed il presente

Il Bartoli precisa che “nella fine del passato secolo” monsignor Labia fece costruire “la scala a due rami“, che occluse alcuni archi del porticato, “ed il portone sulla strada“. Quest’ultimo, però, è raffigurato nella stampa del Mortier, che dovrebbe descrivere Rovigo prima del 1676. In questa stampa, per altro, non risulta ancora costruito il chiostro di San Bortolo. Nel mentre, il vescovo Labia, viene nominato alla diocesi di Adria nel 1677. Nella stampa è indicato il portone che si apre al centro del muro di cinta del cortile verso la strada. La situazione è confermata dal Campagnella nel 1748 in un minuscolo disegno di un capolettera. Le due aperture minori ai lati del portone, oggi esistenti, sono state, infatti, realizzate nel nostro secolo.

Palazzo già vescovile

Nel 1942, il vescovado e gli uffici di curia hanno una più comoda sistemazione nel nuovo edificio sorto di fronte all’allora Seminario diocesano. Il palazzo seicentesco venduto dalla Banca d’Italia, nel 1978 viene ceduto al Comune. Su progetto dell’Ufficio tecnico sono stati ricavati i locali per la Scuola media annessa al Conservatorio di Musica (nel 1981) e, successivamente, altre aule per il Conservatorio stesso. All’interno, dunque, solo la cappella ha mantenuto l’aspetto antico. Quello, appunto, assunto con la ricostruzione del 1788, voluta dal vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti. La fontana e la scala, invece, sono state rifatte nel 1986 sul modello di quelle preesistenti.

Fonte: Rovigo, ritratto di una città. Foto: itAdria, Conservatorio, DiocesiAdriaRovigo

Alessandro Effe

Autore: Alessandro Effe

Appassionato di nuove tecnologie cerco di aiutare le aziende a nascere e trovare la loro strada. Amante della scrittura narrativa e lettore vorace. Un amore smisurato per la boxe ed il running.
Palazzo già Vescovile, altra bellezza in via Casalini. ultima modifica: 2019-10-09T10:47:57+02:00 da Alessandro Effe

Commenti

To Top